sabato 5 agosto 2017

Perché... #goriziainnanzitutto


Nonostante il periodo e nonostante il caldo torrido più di 50 persone ieri sera hanno accolto l’invito del Forum a fare il punto sulla situazione, insostenibile per usare un eufemismo, dell’immigrazione a Gorizia: moltissimi volontari che da anni, quotidianamente, spendono il proprio tempo e le proprie energie sul campo, ma anche rappresentanti di forze politiche di sinistra e centro sinistra che intendono dare un taglio ad una gestione dell’emergenza (se così si può chiamare) migranti che si sta rivelando disumana e fallimentare da molti punti di vista.
Posto che, come era prevedibile, l’ordinanza anti bivacchi ha manifestato tutta la sua debolezza nei confronti di un problema che andrebbe gestito con buon senso e non a colpi di slogan, ora bisogna andare oltre e pensare a soluzioni condivise per dare delle risposte concrete e rispettose, in primis delle persone che si trovano momentaneamente a Gorizia (e che, piaccia o meno, continueranno ad arrivare), ma anche dei goriziani che hanno il diritto di vivere in una città pulita e civile.
Come? Innanzitutto aprendo una struttura in cui accoglierle visto che a Gorizia non sembra proprio mancare. In previsione della stagione fredda, si tratta di una richiesta urgente che dovrà essere portata avanti con determinazione e coesione.
Gli stessi volontari che in questo momento, oltre alla fatica dovuta al numero di migranti in crescita, al caldo e allo stress psicologico che lo stare a contatto con la sofferenza inevitabilmente porta con sé, riuscirebbero a organizzarsi meglio in una struttura deputata alla prima accoglienza.
Una caserma o una palestra sarebbero la soluzione ideale anche per la presenza di servizi igienici che in questo momento mancano (e mancano anche per tutti i goriziani che si trovano in un momento di difficoltà), costringendo le persone a sporcare del tutto involontariamente la città. E il decoro, tanto caro a questa giunta, dov’è?
Successivamente aderendo allo SPRAR e impegnandosi a costruire reali percorsi di integrazione (applicazione della legge Minniti sui lavori socialmente utili) e di informazione della cittadinanza (perché ciò che conosci non ti fa paura), magari proprio con quei soldi che il Comune riceve grazie alla presenza dei migranti sul territorio ma che poi decide di utilizzare a proprio piacimento per dei progetti di dubbia utilità (come ad esempio l’insegnamento di inglese e tedesco, lingue che buona parte dei migranti già conoscono).
A questa Amministrazione, in buona sostanza, si chiede di prendere atto che la campagna elettorale è finita, di cominciare a gestire una situazione e di farlo in maniera logica e soprattutto non demagogica: non esiste un “noi” e “loro” perché aiutare i migranti non è a scapito dei goriziani che si trovano in difficoltà. Di soluzioni definitive non ne esistono, evidentemente, perché il fenomeno è dominato da variabili e da dinamiche troppo complesse ma quello che è certo è che non si può più rimandare.
La comunità goriziana c’è, ora è il turno delle Istituzioni: Comune, Prefettura, vogliamo smetterla di rimpallare le responsabilità, cominciare ad essere all’altezza del ruolo istituzionale e ridare alla comunità goriziana una città bella, pulita e accogliente? Perché, ricordiamocelo, #goriziainnanzitutto.

ElSa

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