martedì 4 luglio 2017

Il decreto salva-banche

Inizia oggi alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati la discussione sul decreto legge emanato dal Governo per salvare la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Il percorso per la conversione in legge si presenta complicato visto che gli emendamenti presentati sono circa settecento.
In effetti, gli aspetti critici di questo decreto sono parecchi, a cominciare dal fatto che viene sospesa l’operatività di un gran numero di norme dell’ordinamento italiano.
La prima è la norma del codice civile che prevede la cosiddetta “par condicio creditorum”, cioè l’uguale diritto dei creditori ad essere soddisfatti sui beni del debitore. E’ scritto, infatti, che i commissari liquidatori potranno agire “anche in deroga” al codice civile.
Ma, come dicevamo, l’elenco delle norme “sospese” è molto lungo.
E’ sospesa l’operatività della Legge Antitrust in quanto, “per rilevanti interessi generali dell’economia nazionale”, Intesa San Paolo potrà acquisire una posizione dominante nel mercato veneto del credito.   
Ancora: “Non si applicano le altre ipotesi di nullità previste dalla vigente disciplina in materia urbanistica, ambientale o relativa ai beni culturali e qualsiasi altra normativa nazionale o regionale, comprese le regole dei piani regolatori”. Vien da chiedersi in che condizioni si trovi il patrimonio edilizio che le due banche stanno per trasferire ad Intesa Sanpaolo.
Inoltre, il Ministro dell’Economia è autorizzato a liquidare i miliardi promessi a Banca Intesa “anche in deroga alle norme di contabilità dello Stato”.
Infine, la norma, forse, più sconcertante: viene sanata la procedura di scelta, già avvenuta, del cessionario (Intesa Sanpaolo).
Alla luce di tutto quanto fin qui detto, e salvo modifiche sostanziali in sede di conversione in legge, non è difficile prevedere che la Corte Costituzionale sarà ben presto chiamata a pronunciarsi sulle varie incongruenze che questo testo normativo presenta.
So.Sa.

6 commenti:

  1. Ricordo una magistrata che si era data da fare per mettere in luce il denaro concesso da Zonin agli amici degli amici, poi risultati non solvibili. La magistrata è stata rimossa, Zonin mi pare se ne stia tranquillo a casa sua. Ma magari mi sbaglio perchè è difficile seguire e ricordare tutto, per non parlare di segnare su un computer che dopo fai la fine di Marco Lillo

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  2. Purtroppo, in questo Paese, chi cerca di opporsi ai poteri forti e'destinato a soccombere.
    Non voglio nemmeno immaginare quello che e'avvenuto in queste, come in altre, banche.

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  3. Il nome della magistrata e'Cecilia Carreri, che ha pubblicato il libro "Non c'è spazio per quel giudice" proprio per raccontare i retroscena della vicenda.

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  4. Ecco! Dobbiamo far sì che Cecilia Carrieri trovi a Gorizia lo spazio per presentare questo suo libro. Di banche, giustizia e sentenze si sa meno che di altri argomenti, quindi dobbiamo colmare la lacuna per cui ci sia scandalo a votate e a eleggere inquisiti

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  5. In realtà se digitate il suo nome, esce anche un articolo del fq del 2011 dove si dice che è stato a causa del fatto che regatava durante i permessi. Ma sicuramente il laidume dei salvataggi bancari andrebbe approfondito con qualcuno che sappia spiegare e si dovrebbe provare a organizzare

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