sabato 29 luglio 2017

Clamoroso: anche la Corte di Cassazione contro Ziberna

E' appena uscita una sentenza della Corte di Cassazione che afferma che vivere in strada non è reato anche se c'è un'ordinanza antibivacco del sindaco.
Non costituisce reato e non può essere condannato chi vive per strada “su di un marciapiede con i cani in una baracca precaria di cartoni e pedane in legno” anche se vige un'ordinanza del sindaco che lo vieta. Il decoro e l'interesse pubblico non giustificano la sanzione penale a chi, per la sua condizione, non rispetta l'ordinanza del sindaco.
L'interesse pubblico a tenere le strade in ordine e i marciapiedi puliti non può essere usato come una clava, portando davanti al giudice penale chi vive situazioni individuali di estrema povertà, è senza casa e vive per strada
La Corte di Cassazione ha così assolto un uomo condannato a pagare 1.000 euro, a Palermo, in base alla scriminante dello stato di necessità.
Secondo la Prima Sezione Penale l'ordinanza del sindaco è “una disposizione di tenore regolamentare data in via preventiva ad una generalità di soggetti, in assenza di riferimento a situazioni imprevedibili o impreviste” e “non è sufficiente l'indicazione di mere finalità di pubblico interesse”.
La Corte ha, pertanto, annullato la condanna perchè il fatto non sussiste. 
L'ordinanza emanata da Ziberna è, dunque, del tutto inutile.
C'era bisogno di scomodare la Corte di Cassazione per saperlo?
No, sarebbe bastato un briciolo di buon senso...
so.sa.

Nessun commento:

Posta un commento