domenica 4 giugno 2017

Richiedenti asilo e bivacchi in città

Richiedenti asilo e bivacchi in città. Andrea Picco, Forum Gorizia: “ lo snodo per affrontare al meglio le problematiche è un ufficio comunale immigrazione, struttura in grado di interagire con istituzioni, cittadini e profughi, propositiva e realmente in grado di connettere le risorse pubbliche e il volontariato”.

“Affermare che i richiedenti asilo dormono all’addiaccio per scelta, preferendo il bivacco ad un posto in una struttura, con servizi igienici e sicurezza per il loro sonno, è una fantasiosa interpretazione dell’estremo disagio di tante persone.

Affermare che tutti hanno un posto dove rifugiarsi non corrisponde alla realtà.”

Lo dichiara Andrea Picco, candidato sindaco del Forum Gorizia a proposito delle notizie apparse sulla stampa domenica 4 giugno.

Prosegue Picco: “Chi resta fuori da strutture come il Nazareno, che sono chiuse da una certa ora della sera, perde il posto: rinuncia all’accoglienza istituzionale. Quindi chi dorme all’aperto in prima battuta non ha altro posto dove andare. In seconda battuta, frequentemente chi ha ottenuto un posto non ne è venuto a conoscenza: questo è il problema, oltre alla fonte istituzionale, manca un sistema di relazione e informazione con i richiedenti asilo, in precedenza gestito con tante difficoltà e altrettanta buona volontà dai volontari.

Mancano anche altre cose: ad esempio quando ci si riferisce a persone che bivaccano perché hanno perso l’accoglienza al CARA di Gradisca si evidenzia un’ulteriore questione. Dove le mettiamo, cosa ne facciamo, assodato che è improbabile si allontanino di loro volontà visto che la commissione in cui è incardinata la loro richiesta d’asilo è quella di Gorizia. Continueranno a dormire per strada, forse anche per mesi, spostandosi in seguito all’arrivo dei Carabinieri o della Polizia, per poi risistemarsi altrove o ritornare là dove sono stati cacciati?  Conviene a tutti se ci inventiamo, discutiamo nelle sedi opportune  e realizziamo soluzioni rispettose degli esseri umani e delle aspettative della città in materia di accoglienza.”

Conclude Picco: “E’ evidente che il distacco tra le risorse istituzionali ed il volontariato non fa bene a nessuno, e che l’Ufficio Immigrazione progettato dal Forum Gorizia quale fondamentale strumento per interagire con tutti gli attori istituzionali, con i cittadini, con il volontariato e con i richiedenti asilo si configura come snodo fondamentale per connettere risorse e buone pratiche e per attuare un’accoglienza rispettosa dei diritti di tutti: dei profughi e dei cittadini.”

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