venerdì 9 giugno 2017

Le risposte di Andrea Picco al questionario Legambiente

1) Negli ultimi anni molto si è parlato della riqualificazione e valorizzazione del fiume Isonzo. Eppure buona parte delle sue sponde e golene sono oggetto di degrado, con abbandono continuo di rifiuti, costruzione di accampamenti, pratica di motocross, o ipotesi di costruzione di nuove dighe/centrali idroelettriche.

Intende tutelare concretamente l'Isonzo?

Andrea Picco: Le politiche ambientali sono una delle principali forme di tutela del patrimonio comune, che è qualcosa di più che pubblico, perchè non è cedibile. L’Isonzo è un patrimonio comune naturale, paesaggistico, culturale; è elemento fondamentale dell’ecosistema, è riserva di biodiversità e bellezza. Non solo vogliamo tutelarlo, dobbiamo farlo per salvaguardare il suo ruolo ecosistemico e quello di elemento costitutivo dell’identità cittadina. Non dimentichiamoci che Gorizia vanta giustamente un appeal che risiede proprio nelle caratteristiche ambientali e paesaggistiche e nell’armonia che prima di noi altri hanno saputo realizzare tra architettura urbana e componente verde: l’Isonzo è una risorsa anche da questo punto di vista.
Che va vissuta e utilizzata meglio di quanto si sia fatto finora, ma con tutte le cautele necessarie a rendere il patrimonio comune fruibile senza depauperarlo:  non svenderemo il nostro fiume in nome di incauti progetti turistici, lo renderemo con rispetto più vicino a chi voglia conoscerlo e amarlo. L'Amministrazione comunale di Gorizia deve impegnarsi e farsi portavoce nelle sedi opportune per una effettiva gestione transfrontaliera non solo dell’Isonzo ma dell’intero bacino idrico, rispetto a tutti i suoi utilizzi ( agricolo, idroelettrico, usi delle sponde, abbandono rifiuti, escavazioni ) che permetta di lasciare ai nostri figli acque e territorio in condizioni migliori delle attuali con garanzie di sicurezza rispetto le sempre più gravi problematiche indotte dal cambiamento climatico. L’Ambiente non riconosce i confini nazionali e amministrativi.         

2) Benché il Codice della Strada preveda un aggiornamento del Piano del traffico ogni 2 anni, quello di Gorizia è fermo al 2005. Eppure moltissime e importanti sono state le modifiche alla circolazione (es: pedonalizzazioni, nuove rotatorie...). Inoltre manca ancora oggi una visione organica per la mobilità ciclabile. Intende aggiornare il piano del traffico ed eventualmente inserirlo in più ampio piano per la mobilità sostenibile che includa anche mezzi pubblici e ciclabili, e coordinato per alcuni aspetti con Nova Gorica?     

A.P.: Intendiamo rivedere completamente il piano della mobilità mettendo al primo posto quella pedonale e ciclabile, favorendo quella pubblica al posto della privata: troppe auto circolano in città senza motivo e si continua a pensare che le strade, le vie e le piazze di Gorizia siano il mondo dell'automobile privata, che tutto debba ruotare attorno a quell'oggetto, dai nostri comportamenti ai nuovi progetti per la città. L'uso della bici, come dimostrato, fa bene all'ambiente, alla salute, al portafoglio. 
Più bici ci sono e più l'Amministrazione invoglia ad usare la bici con una rete di ciclabili adeguata, meno necessità c'è di realizzare parcheggi, maggiore è la sicurezza per la riduzione del traffico automobilistico. Lo stato delle attuali ciclabili è gravemente carente, il sistema è incongruo, cosparso di ostacoli insormontabili, riscrivere il piano della mobilità ciclabile quale elemento del piano del traffico, aumentare le zone 30 km/h, realizzare punti di interscambio, articolare un sistema che connetta piste principali e piste secondarie, strutturare parcheggi per le bici.  L’esistenza di piste e di itinerari ciclabili che rendano percorribile l’intera città e ne colleghino infrastrutture, luoghi di visita, parchi e servizi, costituisce una delle articolazioni locali, ma non la sola, per implementare e caratterizzare il settore del cicloturismo, al quale il programma del Forum Gorizia dedica una approfondita sezione. 

3) Gorizia continua a perdere abitanti, vi sono estese zone abbandonate/dismesse (es: caserme, area produttiva Piedimonte, ex ospedale), e sono ancora previste nel piano regolatore zone di espansione, come il centro commerciale di via Terza Armata.

Intende favorire il recupero del patrimonio edilizio e contrastare il consumo di suolo agricolo?

A.P.: Zero consumo di suolo anche in ambito urbano, non solo agricolo. Riteniamo indispensabile fermare l'urbanistica “contrattata” e rivedere gli strumenti urbanistici che hanno privatizzato le trasformazioni del territorio come le troppe varianti al Piano Regolatore, gli accordi di programma, le perequazioni e compensazioni urbanistiche, i progetti di finanza;  censire le case non abitate, i negozi non utilizzati e le aree industriali dismesse; recuperare le vecchie case vuote e gli immobili commerciali/artigianali/industriale  invece di consentire la costruzione di nuove; utilizzare il patrimonio pubblico immobiliare a sostegno dei giovani e delle economie locali nel modo socialmente più utile alla comunità invece di svenderlo o affittarlo a prezzi di mercato. 


4) La partecipazione dei cittadini e dei portatori d'interesse rispetto a piani, programmi e iniziative pubbliche che interessano l'ambiente, il territorio e in generale la nostra città è uno dei punti dolenti. Anche nei recenti casi delle centrali a biomasse progettate vicino alle abitazioni.

Intende garantire la partecipazione attiva dei cittadini prima che i progetti/piani vengano approvati? Eventualmente incentivando strumenti di partecipazione transfrontaliera considerato che diversi problemi sono assolutamente comuni?

Nella costruzione del programma del Forum Gorizia abbiamo posto particolare attenzione a tutte le situazioni che limitano o ambiguamente regolano la partecipazione democratica e la consultazione delle cittadinanza, a cominciare dalla rigorosa applicazione delle norme sulla trasparenza.
In attuazione degli art.1 e 3 della Costituzione, il Forum intende innanzitutto riformare lo Statuto comunale che attualmente non rende possibile l’indizione dei referendum indetti su richiesta dei cittadini. 
Infatti  il collegio di garanzia che ha il compito di valutare l’ammissibilità dei quesiti referendari prevede tra i suoi tre componenti una figura istituzionale che non esiste più, cioè il difensore civico. Non è contemplato un ulteriore e diverso percorso per stabilire l’ammissibilità. Inoltre, l’attuale composizione del collegio – oltre al difensore civico, il segretario comunale e il revisore dei conti -  non assicura la sua indipendenza dall’amministrazione. Il Forum ritiene che i referendum che i cittadini propongono e che abbiano raccolto le firme necessarie non possano essere sottoposti al vaglio di una commissione nominata dall'amministrazione, qualsiasi sia il suo colore politico.       
E’ necessario inoltre prevedere nello statuto comunale le deliberazioni di iniziativa popolare sulle materie di competenza del consiglio comunale, strumento che configura una essenziale modalità di partecipazione parallela al ruolo di rappresentanza esercitato dai consiglieri eletti.     
Nel programma abbiamo esplicitamente indicato, quali strumenti fondamentali per la realizzazione della rappresentanza e la migliore tutela di interessi collettivi, l’attivazione anche prima del completamento dei procedimenti decisionali di  assemblee tematiche pubbliche, tavoli di consultazione e forum di discussione, anche on line, su questioni specifiche.


5) La funicolare al castello di Gorizia è stata pensata a fine anni '90 e non è chiaro se e quando sarà ultimata, e con che costi finali e di gestione; oltre ad essere evidente lo scempio paesaggistico al colle.

Cosa intende fare?

A.P.: Trasformare parte del tracciato in un sentiero pedonale lanciare un concorso di idee per un progetto che faccia delle strutture ormai conficcate nel Colle un monumento per le generazioni future, con triplice valenza: 
il ricordo dell’incapacità e opacità amministrativa che genera ecomostri;  del mancato ascolto dei cittadini;
del referendum popolare richiesto dal Forum Gorizia nel 2010 che venne giudicato inammissibile dal collegio dei garanti  in quanto il quesito sarebbe andato ad interessare, seppur indirettamente questioni legate al bilancio, per le quali non è ammesso il ricorso alle urne.

Nessun commento:

Posta un commento