giovedì 8 giugno 2017

Come rompere gli schemi consolidati nella gestione delle Partecipate: diventare trasparenti e ridefinire il ruolo del Sindaco nella difesa degli interessi del cittadino (parte II/II)

È quindi innegabile che ci troviamo di fronte ad un paradosso: gli amministratori delle imprese a partecipazione pubblica non sono solo nominati dalla politica con criteri non sempre trasparenti e non necessariamente meritocratici, ma hanno anche gli stessi poteri, la stessa discrezionalità nonché stipendi a volte anche maggiori degli amministratori delle imprese private; ciò però senza che i loro risultati siano sanzionati né dal mercato né dal controllo del cittadino-utente, che in questa funzione dovrebbe essere rappresentato dal potere politico. Ma a Gorizia questa funzione di controllo non viene esercitata né dalla maggioranza né dall’opposizione: né dal Sindaco né dai maggiori partiti di centro destra e di centro sinistra, che si sono fin ad ora spartiti l’amministrazione delle Partecipate in nome degli equilibri politici dell’Isontino e di un mai morto consociativismo, e neanche da altre forze presenti in Consiglio Comunale, incapaci di esercitare il potere di controllo che politicamente dovrebbero perseguire, malgrado il diritto alla trasparenza previsto dalle leggi 33/2013 e 97/2016.
È necessario un cambiamento significativo. Senza pensare a privatizzazioni, è possibile introdurre nelle società partecipate, come per esempio Isontina Ambiente e Irisacqua, meccanismi di “quasi mercato” che le rendano più trasparenti e che quindi attivino dinamiche e meccanismi di concorrenza utili al cittadino-utente. In tale ottica è quindi necessario:

1.    Responsabilizzare in modo concreto e formale i dirigenti delle società partecipate sull’obiettivo dell’abbassamento dei costi dei servizi, naturalmente a parità di efficienza dei servizi offerti.

2.    Rendere totalmente trasparente il funzionamento delle società partecipate ed in particolare il conseguimento o meno degli obiettivi gestionali. Il riferimento è alle già citate leggi 33/2013 e 97/2016 sulla trasparenza nella pubblica amministrazione.

3.    Coinvolgere il cittadino, dandogli completa accessibilità a tutti i dati, perché possa valutare in modo indipendente l’amministrazione, se e quando lo considera necessario.

4.    Impostare una forma di benchmarking per il confronto competitivo, mirato a confrontare le società partecipate che svolgono lo stesso servizio, e che istituzionalmente obblighi quelle che si collocano nella parte bassa della classifica (come, per esempio, nel caso della provincia di Gorizia a riguardo delle tariffe rifiuti e della tariffe acqua) a migliorare la performance per raggiungere le migliori (nei suddetti casi, a livello regionale, la provincia di Udine) e ridurre i costi per il cittadino-utente.
 
E soprattutto, per garantire i servizi migliori e a minor costo, il Sindaco di Gorizia deve rompere gli schemi consociativi del passato e farsi esplicito rappresentante dei cittadini-utenti – in modo da diventare quindi concretamente una forte controparte civica delle aziende partecipate. Così facendo il Sindaco, oltretutto, eserciterebbe fino in fondo il suo ruolo di azionista di maggioranza delle Partecipate che gli spetta di diritto, interpretandolo in modo decisamente innovativo e questa volta nella vera difesa dell’interesse dei cittadini.
Perché tale visione possa divenire realtà, la persona che ricopre un ruolo così centrale per il cambiamento, cioè il Sindaco, deve essere slegata dalle logiche di potere e dagli equilibri politici instauratisi negli anni.
Rosamaria Forzi

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