sabato 10 giugno 2017

Come rompere gli schemi consolidati nella gestione delle Partecipate: una dovuta nota di cronaca sulle distorsioni del potere politico-partitico locale

Le notizie di questi giorni a riguardo delle nomine dei vertici delle due maggiori società partecipate isontine ci danno l’opportunità di approfondire con esempi concreti cosa non va nel sistema politico locale in relazione alle Partecipate.

Le nomine dei vertici di Irisacqua e Isontina Ambiente. Dopo la recente nomina dell’Amministratore Unico di Irisacqua, anche l’assemblea di Isontina Ambiente ha eletto un nuovo Amministratore Unico. Purtroppo anche questa volta i criteri della scelta, maturata da parte dei sindaci locali ed espressa nell’assemblea di Isontina Ambiente, non sono stati realmente legati al merito o alle competenze dei candidati. Tale giudizio è ampiamente confermato dalle argomentazioni e dai toni dall’acceso dibattito, iniziato sulle pagine de Il Piccolo il giorno dopo la nomina dell’Amministratore Unico e tutt’ora in atto, tra due membri della Giunta Comunale uscente di Gorizia (il Sindaco e l’Assessore alle Partecipate, entrambi di FI) da una parte e diversi esponenti regionali, provinciali e comunali del PD dall’altra parte.

I giochi di potere tra centro destra e centro sinistra. A detta della stampa e dei suddetti politici, la decisione a riguardo del nuovo vertice di Isontina Ambiente è stata il risultato, tutto politico, di una lotta di potere tra i sindaci di centro sinistra e quelli di centro destra: una “controvendetta” politica per la nomina del vertice di Irisacqua (passata dal centro sinistra goriziano ad un monfalconese di centro destra in base ad un accordo tra i Sindaci di Gorizia e Monfalcone, entrambi di centro destra), a sua volta vendetta politica per la nomina del vertice della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia (andata al centro sinistra goriziano rompendo precedenti accordi  stipulati con il centro destra cittadino). Il risultato della ripicca dei sindaci di centro sinistra è però ancora più intricato e in qualche modo paradossale: per Isontina Ambiente è stato infatti scelto un candidato monfalconese di centro destra (!) vicino al Sindaco di Monfalcone, invece di un altro candidato goriziano, sempre di centro destra (!) ma vicino al Sindaco di Gorizia. Come se ciò non bastasse, va ricordato che nell’assemblea il candidato goriziano perdente è stato però votato, tra gli altri, anche dal Sindaco di Monfalcone, proprio per rispettare precedenti accordi di “equilibrio territoriale” stipulati con il collega di Gorizia.

La chiave di lettura dal punto di vista del civismo. Per analizzare una situazione che può apparire complessa e intricata, basta porsi delle semplici domande:

1. Quali sono le ragioni all’origine delle iterate vendette e di questa “guerra” politica tra centro destra e centro sinistra isontino? A detta dei suddetti politici, il motivo è la rottura o per lo meno la modifica unilaterale dei “metodi consolidati ed equilibri territoriali” ovvero dei cosiddetti “patti parasociali”. Questi termini non sono altro che modi eleganti (e volutamente poco trasparenti) per descrivere i campanilismi della geopolitica locale – il cui obiettivo primario è il bilanciamento del potere politico tra i due maggiori Comuni dell’Isontino, ma anche tra i Comuni maggiori e quelli minori; e soprattutto sono eufemismi per descrivere alquanto deprecabili metodi consociativi, mirati alla concertata spartizione del potere tra centro destra e centro sinistra.

2. Quali sono i vantaggi di tali giochi di potere per il cittadino, che è fra l’altro anche utente delle Partecipate? Nessuno. Sia il consociativismo che queste recenti lotte per la nuova spartizione del potere a livello locale non portano con sé dei vantaggi per il cittadino; sono solo dei tentativi dei partiti per ottenere una maggiore influenza politica e non certo per difendere gli interessi dei cittadino-utente. Anzi, è probabile che per quest’ultimo ci siano non pochi svantaggi.

3. Perché ci sono degli svantaggi per il cittadino-utente? Il vertice di un’impresa (qualsiasi impresa, nel privato ed a maggior ragione nel pubblico) va scelto unicamente in base a criteri realmente legati alla competenza ed al merito, e non certo perché una persona è amica di qualcuno o di una parte politica (che fra l’altro lo rendono influenzabile, aprendo l’opzione di vicendevoli favori e ricatti) e tanto meno in base ad un’intricata vendetta politica. Se la persona in questione non ha le competenze necessarie a gestire in modo efficiente ed effettivo la Partecipata, causerà dei costi di gestione maggiori e ciò implicherà degli aggravi per la collettività o di tipo fiscale o nella forma di maggiori esborsi nelle bollette degli utenti. In ogni caso a perdere è sempre il cittadino-utente.

Le nostre domande. Per i sopracitati motivi, poniamo le seguenti domande alla classe politica e all’opinione pubblica di Gorizia e Isontino a riguardo di questo importante tema civico:

1. Quando si metteranno da parte simili giochi di potere degli schieramenti locali, i campanilismi di ogni sorta e tutti i “metodi consolidati” di equilibrio del potere (territoriale e non, consociativo e non), sia nella scelta dei vertici delle Partecipate che nel giudizio dell’operato delle stesse?

2. Quando si inizierà a parlare realmente di merito e competenze come criteri centrali per la scelta dei vertici delle Partecipate (invece di usare tali termini impropriamente e solo per cercare di nascondere vecchi metodi di spartizione del potere), e quando si metteranno invece e finalmente i cittadini ed i loro interessi al centro dell’attenzione ed in particolare delle scelte relative alla gestione delle Partecipate?

Rosamaria Forzi

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