domenica 28 maggio 2017

Due passi ai Giardini, con Andrea Picco

Si conclude oggi èStoria, il festival goriziano dedicato quest'anno all'identità italiana. Centinaia di relatori, decine di conferenze, mostre, rappresentazioni teatrali e cinematografiche hanno riempito di una folla composita e partecipe i Giardini Pubblici e altri spazi goriziani.
Tra i tanti si incrocia anche il candidato sindaco del Forum per Gorizia.
Andrea Picco, che impressione hai di questo festival?
Penso anzitutto al grande lavoro, nascosto dietro a un evento di questo genere. Vedo una miriade di operatori, tra essi anche tanti giovani, che garantiscono un'organizzazione molto efficace. Penso anche a chi ha voluto e preparato il tutto, credo che per impostare un'impresa simile ci vogliano molti mesi di intenso lavoro.
Qualcosa da dire sui contenuti?
I relatori e i temi sono tutti molto interessanti, si ha come l'impressione di un grande contenitore che crea al visitatore l'imbarazzo della scelta, anche a causa della contemporaneità di molte proposte. Del resto le tende principali sono sempre quasi piene...
Cosa pensi di questo "fare cultura"?
Tutto è utile e ovviamente non si può che lodare chi costruisce momenti come questi. Tuttavia secondo me non si tratta solo di "fare" cultura, ma soprattutto di "essere" cultura. Non si può pensare che l'impegno culturale possa essere ristretto solo ad alcuni eventi, sia pur importanti. E non si può delegare a nessuno il compito di comunicare e condividere con gli altri la propria storia e la propria tradizione. Tutti siamo chiamati, ciascuno a suo modo, a essere protagonisti della Cultura goriziana.
Tu cosa proponi?
Non soltanto io, ma l'intero Forum per Gorizia abbiamo posto la Cultura come fondamento dell'agire politico. La riscoperta della storia - in particolare dell'inquieto Novecento goriziano - e la creazione di spazi ordinari di incontro e di dialogo in tutti i quartieri cittadini stanno al centro del nostro programma. E' proprio a partire dalla cultura, cioè dalla concezione che abbiamo della persona e delle relazioni fra le persone, che immaginiamo con creatività e senso della Bellezza tutti gli aspetti del vivere cittadino, dall'economia all'imprenditoria, dall'urbanistica alla salvaguardia dell'ambiente e al welfare di comunità.
Cosa manca alla Cultura goriziana?
La strada è lunga e richiede molto impegno, ma noi siamo pronti per avviare un'amministrazione incentrata sul sostegno a ogni risposta al desiderio di felicità che alberga nel cuore di ogni essere umano. La caratteristica della nostra città è la ricerca dell'unità nella diversità delle lingue e delle culture. Non si può che pensare e pensarsi insieme - Gorizia, Nova Gorica, Vrtojba, le genti che vivono nelle valli dell'Isonzo e del Vipacco. Gorizia senza Nova Gorica non ha futuro, come del resto Nova Gorica senza Gorizia. La nostra proposta presuppone una costruzione condivisa dei nostri percorsi, per questo - seguendo una tradizione ormai decennale del Forum per Gorizia - ho curato particolarmente il rapporto con gruppi politici e culturali sloveni. E per questo ci siamo molto interessati e impegnati nell'accoglienza dei profughi e degli immigrati, perché siamo convinti che la loro storia e la loro cultura fanno da ora in poi parte ineludibile dell'autentica "Cultura goriziana".
Grazie Andrea, in bocca al lupo.
Viva il lupo...

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