mercoledì 10 maggio 2017

Dentro la Basilica

La Basilica è quella di Aquileia.
Dentro” perché la visita che ci viene proposta non è quella del turista ma un percorso che conduce all'incontro con lo Spirito, qualsiasi nome Gli si voglia dare e qualsiasi natura Gli si voglia riconoscere.
Per i cristiani sarà la contemplazione del mistero pasquale, il kerygma, l'annuncio solenne della morte e della risurrezione di Gesù Cristo.
Per i non credenti sarà il fascino di un “altrove” cercato ma mai raggiunto.
Per tutti l'emozione di riconoscersi nella profondità del soprannaturale.
A farci da guida in questo singolarissimo cammino qualcuno che di cammini se ne intende davvero, Andrea Bellavite.

E', infatti, appena uscito il suo ultimo libro intitolato, appunto,“La basilica di Aquileia”, Ediciclo Editore, Circolo Culturale Navarca.
Grazie ad un'immaginaria macchina del tempo, Andrea Bellavite ci conduce attraverso i secoli per raccontarci la lunga storia di questa basilica, dalle case romane preesistenti alla prima chiesa teodoriana alle costruzioni patriarcali. 
Ma ci suggerisce anche di considerare come, pur nella diversità dei linguaggi culturali ed artistici che si sono susseguiti nel tempo, il messaggio più autentico della fede cristiana sia rimasto immutato.

Attira poi la nostra attenzione sui numerosi interrogativi irrisolti, a cominciare dal significato degli affreschi della cripta, che testimonierebbero addirittura l'arrivo dell'evangelista Marco ad Aquileia.
Come forse alcuni ricorderanno, a partire dal VI/VII secolo si era diffusa la cosiddetta “legenda marciana”, secondo la quale la Chiesa aquileiese sarebbe stata fondata proprio dall'evangelista Marco. Non solo. Nel corso del Medioevo si era perfino ritenuto che un manoscritto del Vangelo, considerato l'originale, sarebbe stato stilato proprio ad Aquileia.
Passando ai meravigliosi mosaici della “cripta degli scavi”, si trovano, anche qui, vari enigmi, tuttora insoluti. I cesti dei funghi e le chiocciole che significato possono avere?

Interessante è pure una scritta, che si trova sotto un angolo della torre campanaria e che ci ricorda come un certo Ianuario avrebbe donato una parte del suo terreno non dal suo “possedimento” ma “de Dei dono”, a significare che la proprietà è un dono che Dio ci fa affinchè possiamo condividerlo.
Proseguendo nella visita, il percorso ci conduce a quello che possiamo considerare come un “tesoro d'arte”, costituito da autentici capolavori.
Si tratta di un rettangolo, che rappresenta un meraviglioso giardino, nel quale possiamo osservare animali di ogni specie, dal significato, anche qui, misterioso.
E, poi, una serie di simboli, ancora più misteriosi: quattro alberi a forma di tau, lettera dell'alfabeto greco simile alla croce, che ospitano un nido di pernici ed altri animali.

Questo solo per fare qualche esempio ma la scelta è davvero difficile.
Molte altre ancora sono, infatti, le suggestioni e le emozioni che questo libro riesce a suscitare.
Emozionato ed emozionante” è stato definito e la definizione appare veramente calzante.
Non è possibile trasmettere ad altri ciò che non si ha. Non è possibile emozionare se non si è, a propria volta, emozionati.
La bellezza salverà il mondo”, sembra volerci dire l'autore, “ed io, per quanto posso, voglio fare la mia parte”.

Sì, caro Andrea, grazie al tuo libro, ne siamo più convinti anche noi: davvero la bellezza può salvare il mondo....


So.Sa.

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