domenica 23 aprile 2017

Vilma Braini

Cara Vilma...

...ci ha lasciato Vilma Braini, un punto di riferimento per l'antifascismo regionale, proprio nei giorni precedenti alle cerimonie del 25 aprile che lei da anni curava a S. Andrea. La stessa cura la dedicava alla manutenzione del monumento alla Resistenza, a cui si dedicava come fosse il giardino della sua casa. Dolce e apparentemente fragile, Vilma è stata una grande combattente nella lotta di Liberazione. Era nata nel 1928 a Štandrež, il piccolo comune alle porte di Gorizia. La famiglia si occupava di commercio di frutta e verdura. Nel 1943 il padre di Vilma venne arruolato forzatamente nei Battaglioni Speciali e mandato prima a Melfi e poi in Sardegna. Sarà questo traumatico allontanamento e la presa di coscienza dell'oppressione razziale nei confronti degli sloveni, a prescindere dalle loro idee politiche, a far maturare l'antifascismo di Vilma.

Dopo l'8 settembre, insieme ai ragazzi che come lei collaboravano con i partigiani, raccolse le armi che i militari italiani abbandonavano per tornarsene a casa e le inviò ai combattenti in montagna. Mentre una parte di Goriziani applaudì all'entrata dell'esercito tedesco in città - come lei stessa ricordava - un'altra parte si organizzava contro gli occupatori. La dolce Vilma scelse per sé un nome di battaglia che ci faceva sorridere. Si chiamò Brzostrelka “Mitragliatrice” e il nome la dice lunga sulla determinazione della sua scelta. Fu incarcerata due volte a Gorizia per la sua attività di staffetta e di informatrice del movimento partigiano.

Commovente è il racconto della dura vita in carcere delle donne arrestate con il rischio di essere fucilate o mandate in Germania. Il 24 febbraio 1945 Vilma fu deportata prima a Ravensbrüch e poi a Bergen Belsen. Aveva appena 16 anni. Gli anni che ricordava come i più duri furono però quelli del dopoguerra, quando passava per la città e le gridavano “Slava e comunista”. Il sogno di una società più giusta era considerato tradimento della patria, anche se Vilma aveva rischiato la vita combattendo contro i fascisti e i tedeschi. Ma non era persona da perdersi d’animo.

Fu sindacalista, militante del PCI, per anni consigliere comunale, membro attivo dell'ANPI, madre di Alessandro, nonna di nipoti che amava tantissimo. Nelle scuole ha lasciato un grande ricordo, perché aveva un modo di spiegare la storia ai giovani e di raccontare la sua esperienza che incantava. Aveva accompagnato più volte i ragazzi con il Treno della Memoria a visitare i lager. Per fortuna ci rimangono le sue interviste e alcuni video in cui la fragile donna d'acciaio ha raccontato la sua vita. Le abbiamo voluto tutti un gran bene e non la dimenticheremo mai. Buon viaggio forte e dolce Vilma. 


adg

7 commenti:

  1. Grazie. Una bella memoria di una donna straordinaria....

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  2. Grazie. Una bella memoria di una donna straordinaria....

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  3. Vilma fa onore a tutte le donne. Martina Luciani

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  4. Racconto delicatissimo. Non conoscevo la storia, grazie davvero.

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    1. E non solo nelle scuole, purtroppo. Ci vuole un'azione di "recupero dell'essenziale" diffusa anche nei contesti che ritengono di essere all'avanguardia per la conquista dei diritti, spesso solo a parole. Un sano "esame di coscienza" anche per evitare atteggiamenti ipocriti e/o opportunistici.

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  5. Molti non conoscono la storia delle donne di Gorizia che hanno fatto la Resistenza.bisogna fare perché nelle scuole serve materiale su cui lavorare.Se adg ha testimonianze che le pubblichi

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