giovedì 6 aprile 2017

Non c'è alternativa all'Accoglienza

“Bisogna porre un argine ad un flusso di migranti incontrollato" e “Ora basta all’immigrazione incontrollata”: è il ritornello di Ziberna e del centro destra, sorprendentemente ripreso negli ultimi giorni anche da Serracchiani, che su rifugiati e richiedenti asilo non la dovrebbe pensare certo allo stesso modo.
Già, ma oltre lo slogan, si vede qualcosa?
Sul versante PD sarebbe da aprire un capitolo a parte, relativamente ai decreti Minniti e Minniti-Orlando; sulla sponda del centro destra, e dalle rive dell’Isonzo, invece quello che possiamo fare è capire da dove si parte, a Gorizia, su questo tema.
Cosa lascia la giunta Romoli? Ora, che l’erede designato occupi 18 metri quadrati di muro per dire basta all’immigrazione incontrollata significa che fino ad ora l’immigrazione in città è stata fuori controllo: limitarsi ad alimentare l’ostilità, produrre una narrazione sempre fondata sulla contrapposizione e opporsi a qualsiasi iniziativa non significa gestire un problema.
Aver rinunciato allo Sprar (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) e demandato l’intera gestione alla Prefettura, utilizzando come tampone gli enormi sforzi del volontariato, ha creato questa situazione. E’  bene che si sappia che a Gorizia ci sono molti più richiedenti asilo di quanti ce ne sarebbero se fossimo entrati nel meccanismo dello SPRAR .Sono decisioni di Romoli e della sua giunta, ripetute negli anni, mentre  i richiedenti asilo arrivavano indipendentemente dalle prese di posizione locali e sulla base di dinamiche che travalicano non solo i confini comunali ma quelli dell’intera Nazione.
Ma cosa significa “fuori controllo” per i cittadini, per la gente comune?
Significa questo: “questi non fanno niente dalla mattina alla sera, girano per le strade, usano il wifi di Oreti, stanno in riva la fiume, non mi fido più di andare in giro di sera” e concetti simili. In realtà chi controlla c’è, ed è la Prefettura, che, ha la facoltà di decidere, visto che non siamo vincolati alla distribuzione stabilita per lo SPRAR,  quanti richiedenti asilo posso stare sul territorio. Ecco quindi i bandi per i CAS da 100 posti a botta, inoppugnabili tecnicamente. 
Questa non gestione da parte dell’amministrazione comunale ha due possibilità di lettura:  a pensar male, serve a mantenere e incrementare il consenso elettorale,  a pensar bene è il frutto dell’incapacità di capire come va il mondo.
Cosa potrà fare chi amministrerà da giugno in poi per governare  le questioni relative ai flussi migratori? Il minimo sindacale è l’adesione allo Sprar. Ma non basta. Se il sindaco ha a cuore il benessere della comunità, deve avviare percorsi virtuosi, di reciproca conoscenza, per abbassare la percezione di paura che la comunità sta innalzando come un muro.  
Un’amministrazione che alza il livello di paura delle persone, non è una buona amministrazione. Si deve occupare della propria comunità non attraverso gli slogan,ma con azioni concrete di accoglienza diffusa, nei quartieri, nei condomini della città in cui queste persone andranno a vivere, coinvolgendo  le associazioni sportive e l’associazionismo in generale in piccoli progetti di integrazione e di scoperta di nuove risorse e potenzialità, sapendo che il processo è difficile ma si può fare tantissimo per la città intera.
Deve in poche parole destinare proprie risorse, attraverso una vera e propria articolazione nell’ambito degli uffici comunali, con specifiche competenze professionali dedicate,  per costruire il sistema di accoglienza, utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa nazionale e regionale. Non si tratta di condiscendenza, la legge è uguale per tutti e come tale va fatta rispettare, ma di affrontare un problema fuori dalle contrapposizioni, con realismo, lungimiranza, umanità e senso di civiltà.
“Prima i goriziani!” è ormai un mantra…Mettiamola così, allora: in questi anni di pessima gestione dei flussi migratori, ed in cambio della pessima gestione, quali vantaggi sono stati assicurati ai goriziani nell’ambito del welfare, della sanità, dell’ascolto del disagio, del confronto sulle proteste civili, delle istanze a maggiori tutele ambientali, della ricostruzione del legame sociale?
 La mia convinzione è che prima avremo meno paura gli uni degli altri, prima staremo meglio.Tutti quanti insieme.

24 commenti:

  1. L'accoglienza si pratica di solito con i profughi di guerra,e per profughi di guerre o carestie si intende intere famiglie con donne vecchi e bambini al seguito che sono sempre le persono che spffrono di più. Abbiamo ormai appurato che quelli che arrivano a gorizia non sono profughi di guerra e nemmeno rifugiati politici ,ma normalissimi immigrati economici in cerca di lavoro.In un paese come l'italia che ha visto in un anno più di 200.000 connazionali espatriare in cerca di un'occupazione decente(e non parlo di fuga di cervelli)mi chiedo quale futuro si prospetterebbe per queste persone. L'accoglienza è una situazione temporanea e anche costosa per le tasche dei contribuenti già ampiamente vessati. Qual'è il futuro per questi migranti dopo che i soldi destinati per l'accoglienza finiranno (e finiranno!),sottoccupazione e sfruttamento per conto delle varie cooperative rosse,bianche e nere? Non è una questione di paura degli altri ma non credo che queste persone ci pagheranno la pensione,sarà già tanto se riusciranno a procurarsi due pasti caldi al giorno sgobbando come bestie sette giorni alla settimana assieme a molti milioni di italiani. Forse l'integrazione che qualcuno auspica è quella della miseria e dello sfruttamento ed è forse cosi che alla fine sia noi che loro ci sentiremo più uguali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non coop qualsiasi ma, a Gorizia, una sola e ben individuata. Sempre la solita!

      Elimina
  2. http://www.controinformazione.info/lavanzata-politica-dellislam-in-italia-e-in-europa/#
    Questo articolo spiega perché qualcuno ci vuol convincere che non c'è alternativa all'accoglienza.

    RispondiElimina
  3. Facciamo un ragionamento semplicissimo, con la nostra testa, una volta tanto:
    1. Nessuno lascia la propria terra se lì sta bene;
    2. Se una persona che ha bisogno di aiuto bussa alla mia porta io ho il dovere, in quanto essere umano, di aiutarlo, per quanto posso.
    Tutto il resto sono chiacchiere, più o meno disinteressate, ma, comunque, ribadisco, non possiamo rinunciare ad essere uomini.

    RispondiElimina
  4. Credo che sia arivato il momento di cambiare. 10 anni di dx hanno portato Gorizia alla morte .

    RispondiElimina
  5. Speriamo che siano in tanti a pensarlo.

    RispondiElimina
  6. Sono d' accordo con il commentatore delle 13.46. Se vogliamo accogliere profughi disperati possiamo farlo veramente. E' recente l ' ennesima barbarie in Siria con centinaia di donne e bambini uccisi da un bombardamenti a base di armi chimiche. Nelle ultime settimane abbiamo assistito alle immagini di colonne di persone, donne con bambini, le loro povere cose raccolte su carrI o mezzi di fortuna, gli anziani è I malati trascinati sulle sedie a rotelle, abbandonate le loro case distrutte in Iraq. Ne' I bambini di Idlib ne' quelli di Mosul bussano alla mia porta. Per loro metto a disposizione la Mia casa. Non e' tollerabile invece che migranti economici maschi giovani e sani restino pacheggiati e mantenuti per anni dopo aver usato in maniera strumentale l' accesso all' istituto dell' asilo in vari Paesi d ' Europa, dei quali l'Italia e' solo l' ultima tappa. E' veramente vergognoso, bisogno re be allora che queste persone ripaghino I costi del loro mantenimento. Vorrei infine ricordare gli altissimo numeri di giovani locali che sono emirati all'estero. Sono migranti economici anche loro, ma non vengono certo mantenuti dai Paesi di arrivo e non hanno affatto chiesto asilo politico. Che cosa rispondete a questi ragazzi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che ha risposto qualche tempo fa il compagno ministro poletti,noto ras delle cooperative.

      Elimina
    2. Meno intelletto e piu' calcetto. Gia'.

      Elimina
  7. Penso che le situazioni non siano confrontabili e comunque non mi risulta che nessuno sia morto di fame nemmeno all'estero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per quali motivi non sono confrontabili? Io trovo disgustoso che I nostri figli, e tra essi ragazze giovani, donne...colte, preparate, vadano all estero per fare posto a inetti maschi afgani e pakistani mantenuti.

      Elimina
    2. In genere il livello di istruzione è completamente diverso e molti italiani non sono disposti a fare i lavori che fanno, quando ci riescono, gli immigrati.

      Elimina
    3. Maddai, che lavori farebbero questi immigrati? sono slogan fritti e rifritti. gli immigrati fanno comodo perche' sono ricattabii e schiavizzabili facilmente. Aiutano ad aumentare i profitti. e da queste mafie gli italiani DEVONO essere esclusi. Perche' eclamerebbero diritti, dignita', servizi...ecc... I migranti si possono accatastare in baracche guardati a vista pr impedirne la fuga, e messi a strisciare tra i campi. Le mafie hano bisogno di schiavi e generano il mantra dei lavori che gli italiani non vogliono fare. in realta' molti giovani vanno a fare proprio quei lavori...in Germania, in Inghilterra...molti vanno persino a raccogliere pomodori in Australia. Ma vengono pagati il giusto e in regola...non sono ricattati ne' privati della liberta', ne' picchiati, ne' ricattati.

      Elimina
    4. E' l'Italia, bellezza!

      Elimina
    5. Sì, ma allora il problema è cambiare l'Italia, non il resto.

      Elimina
  8. Sulla mancata gestione o, sulla non voluta presa in carico dello SPRAR già della Provincia di Gorizia, siamo alla mezza verità....vero, il Comune di Gorizia non è subentrato e, non è aperto all'accoglienza ma, lo stesso Comune ha dichiarato che è disponibile a prendersi carico di una parte, il resto chiede sia distribuito agli altri Comuni della Provincia che "nicchiano"....a dimostrazione che, riguardo all'accoglienza, non esiste una precisa connotazione politica per essere mal disposti verso i richiedenti la protezione internazionale.

    RispondiElimina
  9. Ah, su questo ha perfettamente ragione!
    L'arco della non accoglienza è molto ampio e anche tanti di quelli che a parole si dichiarano favorevoli, sotto sotto non lo sono affatto.
    Tra l'altro, il papa non aveva detto che preti, suore e frati avrebbero dovuto ospitare almeno due immigrati? Non mi risulta sia stato fatto.

    RispondiElimina
  10. Il comune lo faccia con lo sprar e dopo parli di disponibilità.cosi si tutelerebbe anche con ulteriori arrivi

    RispondiElimina
  11. Ovunque in occidente il popolo cerca protezione dalle conseguenze della crisi a dalla fragilità dello scenario globale, ma da nessuna parte trova accoglienza nella sinistra, che impegna le sue energie per sminuire i problemi che gli elettori percepiscono invece come principali: disoccupazione, immigrazione, terrorismo. Proprio perché ha cessato di occuparsi seriamente degli ultimi, la sinistra è stata costretta a cambiare pelle, puntando buona parte delle sue carte su temi soft o non strettamente economici: diritti dei gay, coppie di fatto, quote rosa, ambiente, riscaldamento globale, linguaggio sessista, omofobia, alimentazione corretta, diritti degli animali.
    La sinistra ha di fatto sostituito le grandi battaglie per i diritti dei lavoratori con la filosofia dell’accoglienza verso i migranti. Sembra di capire che per tornare a vincere la sinistra dovrà fare in modo che ogni vita salvata non diventi un voto perso.
    Ghino di Tacco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diritti sociali dimenticati, rimangono le (poche) battaglie sui diritti civili. Qualcheduno aveva affermato, qualche decennio fa, che "non esiste la società ma solo uomini donne e famiglie"; e vai con il liberismo, il personalismo e l'egocentrismo.

      Elimina
    2. La sinistra,soprattutto nel mondo occidentale si è trasformata in una specie di "aristocrazia intellettuale" che ormai considera le classi meno abbienti come plebaglia ignorante a cui si dovrebbe persino togliere il diritto di voto. Tiene conto ormai solo di alcuni diritti individuali come dice sopra il buon ghino di tacco (vecchia conoscenza..ma sarà veramente lui? Comunque bentornato) Per quanto riguarda le vite salvate e i voti persi forse comincio a capire perché si vada ormai fino a poche miglia marine dalla costa della Libia per caricarne a bordo il più possibile.

      Elimina
  12. Ghino di Tacco....
    Ma non era lo pseudonimo di Bettino Craxi quando scrivere sui quotidiani?
    mauro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. volevo scrivere : scriveva?

      Elimina