giovedì 27 aprile 2017

ANDREA PICCO. BIOMASSE IN CITTA: NON SI PUO’ FARE.

L’ Amministrazione comunale ha il dovere di continuare ad opporsi con tutti gli strumenti politici e amministrativi e chiudere fuori dalla città iniziative analoghe per il futuro: ci sono i luoghi per vivere e quelli per fare sviluppo economico industriale.

"Il Comune di Gorizia avrebbe dovuto resistere e opporsi strenuamente all’intero progetto industriale grazie al quale oggi rischiamo di veder installati tra popolosi quartieri cittadini un impianto di smaltimento rifiuti metallici in leghe di alluminio e due centrali a biomasse: se per opporsi serviva spendere dei soldi, sarebbero stati soldi ben spesi, a tutela non solo dei diritti fondamentali delle persone direttamente coinvolte ma di quelli di tutta la comunità cittadina. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, quelli che vivono in curate aree residenziali e quelli che stanno nelle periferie, quelli da tutelare e quelli sacrificabili alle esigenze dello sviluppo economico scollegato dalle istanze della collettività, quelli che vengono ascoltati e quelli che non hanno diritto di parola. E continueremo ad opporci, sul piano politico e su quello delle azioni amministrative.

L’ha detto Andrea Picco, nella duplice veste di candidato sindaco del Forum Gorizia e componente del comitato NoBiomasseGO, durante l’affollato incontro con la cittadinanza svoltosi a Sant’Andrea sulla questione biomasse ( e smaltimento rifiuti) in città. 

“ La nostra futura amministrazione cittadina, in nome della visione urbanistica, sociale e ambientale da sempre propugnata dal Forum Gorizia, si doterà di un regolamento che terrà fuori dai confini urbani della città gli impianti a biomasse, impianti di rifiuti e attività industriali: ci sono i luoghi per vivere, in condizioni di benessere fisico, sociale e psicologico, e i luoghi per produrre, rispettando ovunque il limite ecologico imposto ad ogni attività umana affinchè essa sia sostenibile per ogni componente dell’ecosistema.” 

“Anche la più piccola amministrazione comunale, insieme a tutti gli enti locali ed alle istituzioni pubbliche preposte alla cura delle comunità – ha spiegato Picco -  deve essere partecipe dello sforzo globale per invertire la tendenza al disastro ambientale e intervenire concretamente  per il miglioramento delle condizioni ambientali complessive del territorio del quale è rappresentante, custode e responsabile. Tre parole che inquadrano un programma politico in cui lo sviluppo economico e sociale diventa circolare, inclusivo e sostenibile per l’ambiente e le persone che di esso fanno parte. 

Un progetto industriale come quello che stiamo subendo di fatto sdogana anche per il futuro una modalità di abuso e pessima gestione dello sviluppo del territorio, somma le emissioni e i fattori inquinanti di tre impianti singolarmente autorizzati e non sottoposti ad una valutazione di impatto ambientale complessiva, rappresenta un meccanismo che sconfigge la politica rappresentativa e che non intendiamo più accettare: produrre un reddito imprenditoriale senza alcuna utilità sociale, comprimendo il diritto a vivere  in un ambiente sano e dignitoso, e determinando un pregiudizio non solo all’integrità fisica ma alla qualità di interessi attinenti la sfera dei diritti personali e sociali delle persone.” 

Ha concluso Andrea Picco: “Troveremo il modo di fermarlo, perlomeno nelle sue attuali caratteristiche progettuali, e salvaguarderemo con fermezza il futuro cittadino ad esperienze analoghe.”  

11 commenti:

  1. La sindrome NIMBY colpisce il Forum. “Non a casa mia”. NO! NO! e NO! Nel frattempo, i compagni del forum, continueranno ad alimentare i loro dispositivi con l’energia prodotta dalla centrale nucleare di Krsko, e poco importa se le vacche del compagno Andrej sono diventate fosforescenti a furia di brucare l’erba nei pressi della centrale. Ipocriti!

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    1. Mamma mia, prima di spargere veleno a vanvera leggi per favore il contenuto del post. L'ipocrisia e la maldicenza,evidentemente, la conosci proprio bene. Non cancellate l'anonimo delle 15,11, a dimostrazione di quanto una mente prevenuta può partorire. E si sa che in alcune "categorie di persone" le mamme sono purtroppo sempre incinte.

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  2. Re Nero E’ una lettura da consigliare agli attivisti dei movimenti “No a tutto” italiani che contestano con crescente insistenza – lo rileva l’11esimo Rapporto Nimby Forum – impianti energetici ai quali non potremo rinunciare per molto tempo ancora. L’ostilità preconcetta non fa parte della soluzione.

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    1. Vuoi mangiare merda? E ma non puoi dire no a tutto

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    2. 25,11 e 22,10: stesso marchio. Stratosferico!

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    3. 25,11...la venticinquesima ora, anzi ventiseiesima...

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  3. Sì, ma non costruirli attaccati alle case! E poi si potrebbe anche cercare di risparmiarne un po', di energia.

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  4. Solita paraculaggine ambientalista, giusto per acchiappare un po' di consenso dispensando perle di saggezza imprecise e parziali.

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  5. Forse 12:25, vive in altro ambiente? Ha naso e polmoni collegati via WiFi o altro sistema di collegamento con altri mondi?

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  6. NO A TUTTO? ma quali sono i benefici per i cittadini? perchè dovrebbero dire SI' a qualcosa che deprezzerà la propria casa, peggiorerà la qualità dell'aria che respirano,se non interessa a chi ci abita, a chi deve interessare? Chi ci guadagnerà con questo impianto? Prima di sparare giudizi a vanvera bisogna valutare i benefici che un qualcosa ha, e qui i benefici dove sono? Puntare sulle energie pulite fa schifo? Perchè non si spengono le caldaie dei condomini limitrofi per pareggiare l'impatto ambientale?

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  7. Oh ragazzi ma c'è scritto Bio davanti, quindi è roba ecologica. Se non lo volete siete dei Nimby!

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