lunedì 6 marzo 2017

Quando lo Stato getta la spugna

Il Governo italiano si accinge a varare l’ennesima rottamazione, quella delle liti tributarie.
Sarebbe questa soltanto l’ultima di una serie di rottamazioni già approvate, a cominciare da quella dei procedimenti per responsabilità amministrativa per continuare con quella delle cartelle esattoriali, tanto per citare le più recenti.
Risalendo a ritroso nel tempo se ne troverebbero molte altre, come i vari condoni edilizi e tributari nonché quelli per il rientro dei capitali dall’estero.
Lo scopo dichiarato è quello di rendere più veloci le procedure.
In cambio di uno sconto, molto consistente, su quanto dovuto si propone un rito accelerato che porti alla definizione immediata e senza ulteriori contenziosi della controversia.
Lo scopo recondito è quello di far cassa.
“Pochi, maledetti e subito”, si direbbe volgarmente.
Il primo aspetto negativo consiste, appunto, nella determinazione del dovuto.
Per invogliare le persone ad aderire, lo Stato rinuncia a parti davvero molto cospicue di quanto dovrebbe incassare.
Ma quello che è ancora più triste è che così facendo lo Stato dichiara la propria impotenza ad individuare e a sanzionare le violazioni commesse dai cittadini e a riscuotere i risarcimenti cui avrebbe diritto.
Si arrende al più forte che, in questo caso, è il più disonesto mentre il cittadino perbene ci rimette due volte. La prima perché paga per intero quanto da lui dovuto, la seconda perché sarà ancora lui a dover pagare anche la parte del cittadino disonesto.
Come diceva un mio amico, “l’Italia, purtroppo, non è più uno Stato di diritto ma lo Stato del … dritto!”.
SoSa

9 commenti:

  1. "...e le stelle stanno a guardare...!"

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  2. Bella questa mossa diversiva.

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  3. Lo Stato ha già rinunciato da tempo al suo ruolo di difensore anche dei diritti dei propri cittadini. Lo vediamo ogni da quanto ci riportano i media.

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  4. Sì, però così viene meno la funzione principale per cui è nato.

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  5. Ormai siamo alla legge della giungla!

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  6. e nessuno dice niente! Ma cos'altro dobbiamo sopportare ancora?

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  7. Ovviamente questi regali a chi non paga saranno accompagnati da tagli ai servizi

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  8. Sono anni che si parla di riformare la giustizia tributaria: in Parlamento ci sono diverse proposte di legge presentate da esperti della materia. Una riforma segnerebbe una svolta epocale sul tema ma nessuno realmente la vuole.
    Come sempre, si vogliono mantenere intatti gli interessi di chi non paga. Si impugna tutto con convinzione: tra primo grado, appello e ricorso in Cassazione è statisticamente probabile che parta un condono, pardon, una "rottamazione". E non è colpa solo dei governi di destra: quelli di sinistra sono bravissimi a copiare e a mettere in campo le stesse misure.
    Chi ci rimette sono gli onesti, quelli che pagano sempre e tutto.
    La riforma della giustizia tributaria è indispensabile perché da noi, in questo momento, la lotta all'evasione la fanno giudici part time, che appartengono ad altre magistrature, già molto impegnati nel loro. Una lotta impari: chi evade, purtroppo, vince.
    CO

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