venerdì 17 marzo 2017

Piste ciclabili 1.0, anzi, 0.0…

Dalla stampa locale si apprende che il nuovo piano del traffico verrà condiviso con Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba, comprendendo che, finalmente, è logico coinvolgere anche le Amministrazioni contermini. Tra l’altro, perché non considerare anche il Comune di Mossa?
Nel Piano del Traffico deve essere valutata la mobilità ciclabile, ma qual’è la situazione attuale?
Sono passato tanti anni da quando, a Gorizia apparve la prima pista ciclabile (giunta Valenti), che collega via Grado a viale XX settembre. Qualcosa in più lo fece la giunta Brancati, dipingendo un percorso ciclabile da via Kugy a via Blaserna ed un altro verso Lucinico dalla rotonda divisione Gorizia a via Udine, passando per via brigata Re.
Negli ultimi anni sono state realizzate altre ciclabili (uso il termine ciclabile in modo estensivo, in quando la corretta definizione delle stesse è: promiscua, in sede propria, percorso ciclabile); alcune sono durate una stagione (un breve tratto lungo il viale XX Settembre), altre qualcosa di più e poi dismesse (tutta quella lungo i marciapiedi di viale XX Settembre e di via V. Veneto dai Cappuccini a San Rocco). Eppure, di queste, esiste ancora la segnaletica verticale di attraversamento… Altre, non hanno avuto alcuna manutenzione (segnaletica orizzontale) e lasciate alla dismissione “naturale”, ovvero non sono visibili come dovrebbero essere. Questa “invisibilità” si è trasmessa anche le recenti ciclabili di corso Verdi, con pittogrammi sbiaditi e senza linea di divisione tra pedone e ciclista. Tra l’altro, come tutte le ciclabili goriziane, non sono stati realizzati gli attraversamenti (ciclabili) perpendicolari. In altre parole, al ciclista non è “consentito” di tornare… indietro! (L'auspicio è che tale dimenticanza venga corretta e che i lavori di rifacimento dei marciapiedi del tratto di corso Italia tenga conto di ciò.)
Clamoroso il non attuato collegamento da Sant’Andrea da via Tabaj all’aeroporto Duca d’Aosta.
Questi esempi dimostrano come c’è ancora poca attenzione per chi usa la bici e  che non c'è alcuna incentivazione ad usarla.
E’ anche noto che c’è, purtroppo, molta avversione per chi va in bici, in quanto se un ciclista non si attiene al C.d.S., tutti gli altri sono pari a lui. Ma gli altri utenti della strada, sono migliori? Pedoni che attraversano con il semaforo rosso, automobilisti che parcheggiano negli stalli dei bus o sugli attraversamenti pedonali, motociclisti che superano in linea continua… Non è il mezzo che fa l’infrazione, ma chi lo guida. E’ anche vero che le ciclabili goriziane non sono adeguate, senza manutenzione, progettate male, salvo poi, pagare pegno quando noi goriziani andiamo all’estero e, camminando su un marciapiede affiancato da una ciclabile, sobbalziamo per lo scampanellio che proviene alle spalle! Ci manca l'apprendimento?
E’ necessario un cambio di passo da parte dell'Amministrazione comunale, in questo caso, di pedale. Il “velocipede” non è solo un mezzo di svago, ma anche di trasporto. Incentivando l’uso della bici viene ridotta l’esigenza di creare nuovi parcheggi, in quanto verrebbe meno l’uso dell’auto e, di conseguenza, i parcheggi esistenti risulterebbero sufficienti. Incentivando l’uso della bicicletta, si è più portati a fare acquisti in centro, con maggiore frequenza, favorendo così anche il commercio locale. Ovviamente ne beneficerebbe la salute ed i portafoglio.
A Copenaghen circolano più biciclette che automezzi privati e che i giorni di pioggia sono pari a 150 giorni/anno... (Nella fascia che comprende Gorizia, intorno ai 100...)
Cosa fare per rendere più facile, sicuro e attraente l'uso della bici. Realizzare, una rete di ciclabili interconnesse, ben riconoscibili con adeguata segnaletica orizzontale e verticale, pensata anche per il turista (indicazioni come: centro, stazione, ristorante, informazioni, acqua, meccanico, ecc.); che siano ben distinte e separate dal marciapiede; porta biciclette adeguati, eliminando quelli a forma di molla, che storcono le ruote, sostituendoli con quelli ad archetto; invitare i ciclisti ad usare le ciclabili; permettere il controsenso ciclabile, dove possibile; portare in tutto il centro cittadino e nelle zone residenziali la velocità massima a 30 Km/h. 
E’ importante valutare il cicloturismo per favorire il transito e la sosta di chi viaggia usando la bici. Pochi lo sanno, ma Gorizia - sulla carta - è origine di due ciclabili di interesse regionale la FVG3 e FVG5. La prima prende direzione ovest, verso Cormòns e Cividale, mentre la seconda, è anche di interesse internazionale, in quanto costeggia il corso del fiume Isonzo. Attualmente, non c'è alcuna notizia di come collegare le progettate ciclabili extraurbane, anche se ancora sulla carta...
Un cicloturista spende sul territorio in media € 60,00 al giorno. Non perdiamo questa occasione se la vocazione di Gorizia è anche turistica, di un turismo sostenibile.
@NevioCostanzo

2 commenti:

  1. Per una città così vivibile come la nostra è proprio un peccato aver avuto una amministrazione così poco sensibile ai temi ambientali e della umana relazione. Suggerisco che venga "ufficialmente donata" una copia dell'Enciclica di Francesco al Sindaco e ai 2 Assessori dell'Ambiente e della Sanità con l'invito a leggerla per poterne cogliere gli spunti applicativi.
    Non sarebbe solo una provocazione me anche uno stimolo alla riflessione.

    RispondiElimina