giovedì 16 marzo 2017

La riforma del processo penale

E’ stata approvata ieri dal Senato, con voto di fiducia, la riforma del processo penale.
Varie sono le modifiche introdotte. Tra le più significative vi sono sicuramente quella riguardante il nuovo regime della prescrizione e quella relativa ai termini per chiedere il decreto che dispone il giudizio oppure l’archiviazione.
Come, forse, qualcuno ricorderà, il regime della prescrizione era stato modificato una decina d’anni fa con la cd legge ex Cirielli, che ne aveva ridotto la durata in modo consistente.
Successivamente, varie erano state le proposte di riforma avanzate e molto lungo il dibattito in Parlamento.
Il testo sul quale si è raggiunto ora l’accordo prevede una sospensione dei termini pari, al massimo, ad un anno e mezzo dopo la sentenza di primo grado e di un ulteriore anno e mezzo tra quella di secondo grado ed il giudizio in Cassazione.  
Bene, direte voi. Si allunga il termine, complessivamente, di tre anni.
Male, dico io. Secondo quanto riportano le statistiche del Ministero il 70% dei procedimenti si prescrive già prima che si concludano le indagini preliminari. (Di recente ci siamo occupati di un caso a noi vicino, nel quale la prescrizione è intervenuta tra il rinvio a giudizio e la prima udienza dibattimentale, quindi ben lontano dalla sentenza di primo grado).
Quindi: questa norma è assolutamente inutile! 
Relativamente alla seconda modifica, viene stabilito che, scaduto il termine previsto per la durata massima delle indagini preliminari, il pubblico ministero abbia tre mesi di tempo, prorogabili di altri tre per indagini di particolare complessità, per decidere se chiedere l’archiviazione oppure il decreto che dispone il giudizio.
Decorso inutilmente questo lasso di tempo, l’indagine sarà obbligatoriamente avocata dal procuratore generale presso la Corte d’Appello.
Per farvi comprendere di cosa stiamo parlando, vi faccio solo un piccolo esempio: presso la Procura della Repubblica di Roma sono in servizio cento procuratori. Presso la Procura Generale ne sono presenti venticinque. Vi rendete conto di che razza di imbuto è stato creato?
Altro che prescrizione…!!!  
Naturalmente non poteva mancare una pesante limitazione sulle intercettazioni e sulla possibilità di pubblicarle.
Le intercettazioni  saranno possibili solo in caso vi sia certezza “che si stia svolgendo l’attività criminosa”.
Come si possa fare per saperlo prima dell’intercettazione nessuno lo dice.
So.Sa.

16 commenti:

  1. Vista la situazione in cui versa la giustizia italiana l'unica soluzione sarebbe abolire del tutto la prescrizione. Ma chi voterà mai un provvedimento del genere dal momento che la prescrizione fa comodo a molti?

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  2. Anche a livello locale.

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    1. Qualsiasi riferimento a fatti o persone non è puramente casuale

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  3. E di Minzolini non diciamo nulla?

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  4. Sì, che schifo1! Voto di scambio con Lotti, che ha detto che non querela nessuno perché la magistratura può agire d'ufficio. falso!

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  5. E poi si meravigliano se i cinque stelle vanno avanti!
    Di tutto quello che ci sarebbe da fare non si fa nulla!!!

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  6. Come al solito i commenti di Mieli sono...illuminanti! Altro buono!

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  7. E poi si lamentano del distacco dei cittadini dalla politica

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  8. questi politici mi fanno orrore. Gente marcia fino al midollo che non crede in nulla se non nel suo tornaconto. E mi fanno ancora più orrore i giovani politici, tipo Lotti, vecchi dentro, terribilmente vecchi...!

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  9. Davigo ha appena detto su La 7 che chi ha scritto la norma sull'avocazione obbligatoria alla Procura Generale è scritta da persone mentalmente disturbate!

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    1. Non ho parole! Voterò 5 Stelle per cacciare tutti questi faccendieri della politica.

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  10. Anche i " nostri " ( si fa per dire...) due senatori, Alessandro Maran E Laura Fasiolo, fanno parte della indecente pattuglia che ha salvato Minzolini. Ma...come si dice? Ah sì: il più pulito c'ha la rogna! GM

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    1. Nessun dubbio: hanno cambiato "casacca" più volte. Mai più votare queste persone (ciuffo e telefonino compresi).

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    2. Se fogge stato possibile avrebbe votato con loro anche Brandolin (nessun dubbio per il soldatino del partito, sempre pronto all'obbedienza). Non c'è due senza tre, proverbio insegna.

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  11. Il voto contrario alla fuori ucita di Minzolini dall'aula del senato mi pare gravissima. Un condannato in via definitiva viene mantenuto dentro al parlamento con il voto di 19 senatori del pd. Se qualsiasi cittadino avesse quella condanna non potrebbe fare alcun concorso, questi invece siedono in parlamento. Dunque via libera ai pentastellati grazie al pd.

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