lunedì 13 febbraio 2017

Daspo(tin)

Il ministro di centro sinistra amplia e consente ai sindaci di applicare nei comuni il Daspo, un ordine di espulsione per accattoni molesti, alcolisti, ragazzi con le bombolette, ma, data la potestà autonoma dei sindaci, poveracci, pezzentoni, punkabestia, insomma tutti quelli che offendono il “decoro” della città. Decoro è una parola che era bandita da tempo dal vocabolario della contemporaneità. 70 anni fa il decoro della famiglia piccolo borghese consisteva nel nascondere i malati di mente, le ragazze mal maritate, i figli di NN, insomma tutti quelli che erano considerati “scarti” della società. Alla fine degli anni '60 i meccanismi dell'esclusione, i tic piccolo borghesi, la mentalità provinciale era stata messa profondamente in discussione. Nascondere i problemi non è la soluzione. Inutile dare i daspo, diamo magari lavoro, case, inclusione. Altrimenti corriamo il rischio di cacciare dai centri storici i lavoratori del cantiere che dopo essere stati nelle stive delle navi si mangiano il panino seduti per terra, perchè non ci sono più le panchine, e fanno briciole e i muratori che lavorano d'estate e puzzano di sudore. adg

2 commenti:

  1. I punkabestia assieme ai collettivi sono quelli che hanno spaccato tutto alla biblioteca universitaria di bologna perché i rettori hanno deciso di mettere i tornelli all'ingresso dell'ateneo. Bè , ovvio non è giusto che l'ingresso all'università sia consentito solo a studenti e docenti,ma deve esserci spazio anche per i cannaioli fancazzisti che saranno la classe dirigente futura. Non si pretenderà mica che all'università ci si vada per studiare? Chi lo pensa è un fasciopopulista.

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  2. Qualcuno anni fa pensò di mandare a casa operai e muratori italiani e sostituirli con manovalanza estera a bassissimo prezzo ,facendoli lavorare in nero e con paghe da fame.Non contento di ciò questo qualcuno oltre ad incamerare profitti altissimi con lo sfruttamento della manodopera straniera pretende anche di scaricare il peso degli oneri sociali (sanità,scuole affitti agevolati ecc..) sulle spalle dei comuni dove tutta questa gente risiede più o meno temporaneamente facendo piombare in rosso i bilanci comunali.Sarebbe ora di mettere queste aziende di fronte alle loro responsabilità.Se vogliono manodopera estera a basso prezzo si facciano anche carico di mantenerli loro e le loro numerosissime famiglie,paghino loro affitti e spese sanitarie.

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