giovedì 8 dicembre 2016

Contro il fascismo, oltre ogni frontiera

“Contro il fascismo, oltre ogni frontiera” ricostruisce le vicende di una delle famiglie più in vista del monfalconese, i Fontanot. La famiglia è parte integrante dell'antifascismo al confine orientale e di quello europeo. Un ramo di essa rimane a Ronchi dove i fratelli Vinicio, Licio e Armido combattono contro i fascisti e i nazisti in montagna e nelle formazioni di pianura. Licio e Armido andranno incontro ad una terribile morte durante la guerra. Un altro ramo della famiglia si trasferisce nel 1924 in Francia, a Nanterre, dove nella casa piena di cunicoli nascosti per lavorare nella Resistenza, saranno ospiti esponenti comunisti di primissimo piano. Durante la Resistenza francese, combattuta nel MOI, un'organizzazione che raccoglieva i lavoratori immigrati, guidati dall'armeno Manouchian, persero la vita Nerone e Jacques, fratelli di Nerina, e il cugino Spartaco, successivamente insigniti di medaglia d'oro al valor militare dal governo francese. Sull'esperienza dei Fontanot e dei loro compagni Robert Guédiguian ha girato un film proiettato all'Amidei dal titolo l'Armée du crime.

Nerina, l'ultima superstite della famiglia, ha raccolto nel tempo documenti e una ricchissima documentazione, su cui hanno lavorato Marco Puppini e Anna Di Gianantonio. Il volume sarà presentato martedì 13 dicembre, alle ore 18 presso la sala Dora Bassi di Gorizia, in via Garibaldi. Introdurrà il volume Alessandra Kersevan, che ne è l'editrice, alla presenza degli autori. L'iniziativa è promossa dal Forum cultura di Gorizia e dalla sezione locale dell'ANPI.

6 commenti:

  1. Chissà con quale rigore scientifico, avrà condotto questa ricerca la Signora Di Gianantonio, più che una storica mi sembra una tifosa. Dato che si firma come presidente dell’ANPI, un’associazione che da 70 anni racconta menzogne sulla guerra di liberazione. Per non parlare della ragioniera Kersevan, un’altra fanatica.

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  2. Solito maschio fallito che odia le donne e ne approfitta per disprezzarle pubblicamente. Disgutoso.
    Comunque, se vuole essere preciso, signora professoressa Di Gianantonio.

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    1. Risposta prevedibile la sua, ringhiosa e piena d’odio verso chi la pensa diversamente. Appena si mette in discussione il totem della Resistenza, scatta la rappresaglia. Di disgustoso c’è solo il continuare a raccontare bugie sulla guerra di liberazione.

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    2. Guardi, non so chi sia lei e non conosco la professoressa Di Gianantonio. Mi limitavo ad espimere disgusto per le sue modalita' di comunicazione. che non hanno giustificazione.

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  3. Anna, a reagire così:
    - ti squalifichi (ma sono cavoli tuoi)
    - danneggi il Forum (e questi sono anche cavoli nostri)
    Datti una calmata!

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  4. Guardi che io quando scrivo mi firmo. Non sono certo io a cantarmele e a suonarmele!mi lasci in pace per cortesia adg

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