domenica 9 ottobre 2016

La storia sia vera palestra di apprendimento

La storia del confine orientale è materia complessa e articolata. Dalla prima alla seconda guerra mondiale il territorio conosce conflitti, non solo nazionali, ma soprattutto politici ed ideologici tra italiani, sloveni e croati, conflitti che attraversano le stesse popolazioni della Venezia Giulia e che si riacutizzano in tutta la loro violenza durante il fascismo e nel corso della guerra e della Resistenza.
Tante sono le scelte personali: c'è chi si schiera dalla parte dei nazisti e dei fascisti, come le truppe collaborazioniste jugoslave, che mantengono comunque una pregiudiziale anti italiana, c'è chi decide di fare la spia o il doppiogiochista per salvarsi comunque la vita, c'è chi tortura in proprio come la banda Collotti dell'Ispettorato Speciale, c'è chi aderisce alla RSI, c'è chi tra gli sloveni, i croati e gli italiani sceglie invece di combattere il nuovo ordine europeo voluto da Hitler, pagandone il prezzo con il carcere, il lager, la morte.
Da decenni la storiografia locale cerca di illuminare tale complessità, superando le logiche della guerra fredda che, all'indomani del conflitto, hanno diviso  molto semplicisticamente il mondo in buoni e cattivi.
La nostra storia può diventare una grande palestra di apprendimento per gli studenti. Diversi punti di vista, valori, visioni del mondo possono essere messi a confronto, soppesati e  spiegati ai giovani, accrescendone la loro consapevolezza storica e civile.
Spiace dunque che in un Liceo cittadino in più occasioni, anche per il dono di un quadro, siano intervenuti il presidente ed il vice presidente della Lega Nazionale parlando, senza contraddittorio, della storia locale; essi esprimono un punto di vista, spesso manifestato sulle colonne dei giornali, che criminalizza la Resistenza utilizzando - come ha fatto il presidente della Lega -  documenti in modo improprio (vedi il caso della foiba di Rosazzo) solo per additare i comandanti partigiani Vanni e Sasso come responsabili dell'accaduto. Sappiamo che per queste gravissime affermazioni il presidente della Lega è stato denunciato dalla figlia del partigiano Mario Fantini per calunnia e diffamazione. Riteniamo che le vicende che hanno interessato Gorizia ed il suo territorio non possano essere raccontate a senso unico e che il punto di vista di chi ha fatto la Resistenza, combattendo contro il nazismo ed il fascismo, debba essere ascoltato, preso in considerazione e fatto conoscere agli studenti. Chiediamo pertanto alla dirigente dell'Istituto di organizzare una conferenza sul confine orientale invitando storici riconosciuti, docenti presso le università di Udine e Trieste, che possano spiegare in modo equilibrato e completo, senza faziosità politica, quanto è successo a Gorizia negli ultimi cento anni. Riteniamo che giovani che si stanno formando culturalmente abbiano diritto ad un'educazione approfondita e misurata, non ideologica e di parte.
Anna Di Gianantonio

presidente ANPI Gorizia

3 commenti:

  1. "senza faziosità politica" ahahah il bue che da del cornuto all'asino.

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  2. Gli storici in questione, parleranno anche del dopo guerra? Perché la storia e le violenze che hanno attraversato il confine orientale, mica si son fermate con la caduta del fascismo e, gli innocenti, si sono trovati a pagare due volte un salatissimo prezzo...

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  3. Da Goriziano conosco bene i crimini che questo confine a visto. Ma ci sono persone sempre pronte a fomentare l'odio per i loro fini politici.

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