giovedì 13 ottobre 2016

Il ricorso contro la formulazione della scheda referendaria

Il Professor Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale, ha presentato ricorso contro la formulazione della scheda referendaria che, come ormai tutti sanno, prevede che l’elettore esprima il suo voto riguardo le nuove “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.
Com’è facile notare, si tratta di argomenti complessi ma, soprattutto, estremamente eterogenei, che poco o nulla hanno a che fare l’uno con l’altro. Non c’è, infatti, alcuna attinenza tra il superamento del bicameralismo paritario, la soppressione del CNEL (sulla quale tutti concordano) e la revisione del titolo V, che è quello che disciplina le autonomie locali.
Come potrà, dunque, l’elettore esprimere davvero la sua volontà dal momento che dovrà pronunciarsi su questi temi complessivamente, senza poter differenziare le sue preferenze?
E’ evidente che, così impostato il quesito, ciò non potrà in alcun modo avvenire.
Il paradosso è che, in effetti, la formulazione del quesito è in linea con quanto previsto dal testo della Costituzione, che chiama l’elettore a pronunciarsi sulla legge di revisione costituzionale, e il virgolettato riportato più su è esattamente il titolo della legge di revisione costituzionale. 
Ma, allora, com’è possibile che, pur rispettando le norme, si addivenga ad un risultato così palesemente iniquo?
Questa banale constatazione rende chiaro ed evidente ciò che tutti, o quasi, avvertivamo d’istinto ma non riuscivamo ad esprimere concretamente:
a)     Che riforme così complesse ed eterogenee non dovrebbero essere proposte dal Governo ma dovrebbero essere elaborate dal Parlamento, se non, addirittura, da un’Assemblea costituente;
b)    Che riforme di questa portata dovrebbero essere maggiormente condivise e non approvate a colpi di maggioranze, più o meno risicate. Ricordo, infatti, che “ Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”;
c)     Che le leggi di revisione della Costituzione devono avere un contenuto omogeneo e che, se si intende intervenire su aspetti così diversi tra loro, è necessario farlo con più leggi distinte e non con una legge “omnibus”.
ss

 

40 commenti:

  1. Cara SS, a proposito del tema che sollevi ti consiglio di leggere sul Piccolo di oggi l'articolo di Pier Aldo Rovatti.
    Dario Stasi

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    1. Questa volta il prof/filosofo è stato poco incisivo e un poco accondiscendente (almeno per me).

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  2. Caro Stasi, il senso del mio post si pone su un piano completamente diverso rispetto all'articolo di Rovatti.
    Io non sostengo affatto che il quesito referendario, come formulato, sia "ammiccante" e miri a condizionare la scelta dell'elettore. Anzi, dico che è assolutamente in linea con quanto voluto dalla norma.
    Quello che voglio, invece, sottolineare è che non consente all'elettore di esprimere effettivamente la sua volontà e, se ciò avviene, significa che è sbagliata proprio l'impostazione di fondo dell'intera riforma.
    Le mie valutazioni sono unicamente quelle di un operatore del diritto la cui formazione è avvenuta, ahimè, quarant'anni fa, quando il diritto aveva ancora un senso e l'ordinamento giuridico era ancora un sistema organico di norme.
    Quella che cerco di esprimere è soltanto la profonda sofferenza che si prova nell'osservare un modo di legiferare che di giuridico non ha più nulla.
    ss

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  3. Mi pare che il ricorso di Valerio Onida spieghi bene un disagio reale, e S.S. ha fatto benissimo a illustrarlo. Mettendo da parte l’abolizione del CNEL (sottoporla a quesito referendario mi pare un’autentica barzelletta: poteva essere decisa direttamente dalle Camere), il referendum somiglia molto a quelle “promozioni” che anni fa facevano i piccoli negozi: se vuoi prendere la pasta e il sugo scontati, devi prendere anche le ciambelle col buco, non importa se ti piacciano o no. Per esempio, sono d’accordo con la revisione del titolo V della Costituzione, che è stato modificato nel 2001 da governi di centro-sinistra per accattivarsi la Lega Nord e che ha causato i danni che sono sotto gli occhi di tutti. Ma per approvare questa revisione dovrei anche rispondere Sì all’abolizione del Senato, senza capire bene come funzionerà l’organismo che ne prenderà il posto: un organismo per il quale, ricordiamoci, è già stata prevista l’immunità parlamentare dei componenti, ma non ancora deciso con chiarezza il modo di elezione, demandato a una legge ordinaria. Che vuol dire, secondo me: comunque siano eletti, i membri del nuovo Senato avranno sicuramente problemi con la giustizia da risolvere. La formulazione del quesito referendario non sarà propagandistica, ma forse è ancora peggio: i titoli della legge costituzionale sono stati pensati proprio in vista del referendum confermativo, per evitare preventivamente l’oscurità che ha accompagnato i referendum precedenti, a cominciare dal primo, per cui chi voleva mantenere il divorzio doveva votare No. Renzi è bravo a fare queste cose: sono quelle che gli riescono meglio. Per questo piace agli orfani di Craxi, come il mio ex collega Rovatti. Una certa Gauche alla fine rivela sempre simpatia per l’uomo forte di turno, “un uomo solo al comando”. S.C.

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  4. Solo una certa gauche che spesso ha gabbato le povere menti di giovani che di loro si fidavano.Cattivi maestri

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    1. Se consideriamo tutta la sinistra italiana degli ultimi 25 anni come "gauche", allora sono pienamente d'accordo con lei.

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    2. Ogni volta che si da un dito qualcuno si prende la mano

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  5. Non so se anche voi lettori di questo blog l'avete notato. Ma a me pare che l'uso della parola francese "gauche" invece dell'italiano "sinistra" venga usato molto spesso con la volontà di denigrare.
    Proprio come fa qui sopra il perfido Cavazza.
    Dario Stasi

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    1. Osservando quello che sta combinando il buon Hollande in Francia, soprattutto in politica estera ,possiamo dire che la volontà di denigrare ci sta tutta ed è perfettamente ragionevole.

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  6. E tu Dario non la denigri mai?

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  7. Ho usato il termine francese (internazionale) perché, secondo me, certe posizioni poco corrispondono alla tradizione della Sinistra italiana, almeno per quella legata al PCI. Rovatti in ogni modo non è un cattivo maestro. È una personalità forte, che può affascinare con le sue argomentazioni, sempre molto stringenti, sia che tratti di Althusser, sia che parli di pallacanestro. Piuttosto ha un certo senso che uno come lui, craxiano quarant’anni fa (pur senza ricavarne benefici personali), ora difenda posizioni renziane. C’è un’evidente continuità tra Craxi, Berlusconi e Renzi. Tutti e tre hanno proclamato di rappresentare la rottura con il passato ed espresso la volontà di rinnovare profondamente il sistema politico italiano. Allo stesso tempo hanno messo paletti precisi per rassicurare i benpensanti: quelli che prima temevano soprattutto i comunisti, ora la novità indicibile dei 5Stelle. Se Renzi vincerà il referendum, sarà in primo luogo grazie ai voti dei moderati, timorosi, come sempre, del “salto nel buio”. Al di là del referendum, per chi credete voteranno i berlusconiani in caso di ballottaggio tra PD e 5Stelle? Il Brunetta furioso magari voterà per i Grillini; ma gli altri correranno in soccorso a Renzi, ricongiungendosi ai fratelli separati: Alfano, Lorenzin, Verdini … La padella o le brace non sono un’alternativa rassicurante. Credo che il referendum sia l’ultima occasione per evitare di essere costretti a una scelta del genere. S.C. (perfido, ovviamente).

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    1. Sono d'accordo e ... preoccupato di quanto sta accadendo. Mi colpisce, in particolare, la scelta del "male minore" e della "governabilità" in un contesto come quello di una Carta costituzionale. E poi, scusate, quale dei tre sopra citati risulta essere più cinico e spietato? Non ho dubbi, e sono ancora più preoccupato.

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  8. Caro Cavazza, lei mi pare che sia per il NO. Conferma?
    Riguardo a quanto dice sulle tradizioni della sinistra italiana io, che voterò SI', sono disposto a discutere, anche a lungo. Dario Stasi

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  9. Appunto! Dica cos'è che le piace tanto di questa riforma.

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  10. Tre anni fa, sul numero 99 di “Isonzo Soča” (giugno-agosto 2013), me l’ero già presa con Renzi, allora sindaco di Firenze, che definivo “guelfo dalla testa ai piedi”, commentando: “E qualcuno fonda su questo personaggio le speranze politiche d’Italia”. Il giudizio era fondato su come l’amministrazione Renzi aveva ridotto la città (dove allora trascorrevo molto tempo). Firenze era in degrado, con grandi edifici – anche pubblici – vuoti e abbandonati in centro e una frenetica attività edilizia in periferia; gli interessi di costruttori e commercianti prevalevano su tutto; McDonald’s e altri grandi marchi internazionali stavano soppiantando i negozi tradizionali. Già allora si parlava di “cerchio magico”; di rete clientelare; di rapporti misteriosi con le banche (anche Verdini era un banchiere fiorentino, poi andato in fallimento); di legami con ambienti massonici. Alle primarie del 2012 Renzi a Firenze aveva perso con Bersani; i miei amici di sinistra lo definivano “un berlusconiano”. Nel giro di pochissimi mesi le cose sono completamente cambiate: qualcuno dei miei amici fiorentini è diventato renziano di ferro. Io, notoriamente perfido, credo che abbia funzionato alla meglio la rete clientelare: a Firenze Renzi si è alleato con gli amici di Veltroni, facendo fuori quelli di D’Alema, e gli effetti si sono visti in tutta Italia. Posso ricordare male, ma anche la Serracchiani non era bersaniana nel 2012, quando fece fuori il renziano Brussa? Mi pare che il sottogoverno sia servito a fondare il governo: e difatti Renzi, per ridurre i costi della politica, si è guardato bene di toccare le “partecipate”, fonte infinita di sprechi e disavanzi, ma risorsa altrettanto infinita di posti e prebende (altro che i 315 senatori eletti). Questa è la mia opinione, e me la tengo. Non sono in grado di discutere con un vecchio comunista come Stasi sulle tradizioni della Sinistra in Italia. Credo però che in Francia la Gauche alla fine si sia riconosciuta in uno come Hollande, un fratello maggiore di Renzi. Prima in Francia, dopo in Italia: è successo molto spesso. Non si può negare che quella che ho chiamato la Gauche italiana abbia guardato molto spesso, dal ’68 in avanti, alla Francia. S.C.

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    1. Davvero interessante questo intervento! Stasi,ora tocca a te...

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    2. Sì, molto interessante e, ahimè, molto realistico. Le "partecipate" sono un autentico buco nero, nate apposta per ingoiare soldi pubblici e far scomparire le responsabilità.
      Ma molti altri sono i mancati interventi del nostro Presidente a cominciare dalla lotta all'evasione fiscale, alla corruzione, alla riforma della giustizia (e, in particolare, del regime della prescrizione).
      ss

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  11. L interesse della Serracchiani nel salire sul carro di Renzi e' chiaro.Sfugge quello di Stasi

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  12. Se Stasi dice quello che dice penso che della Sinistra, italiana, francese o di altre nazioni, abbia capito ben poco.

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  13. A prescindere dal si o dal no una cosa che lascia allibiti è che il referendum è sulla riforma costituzionale, cioè su un tema che dovrebbe coinvolgere tutti, dato che, come si dice, fissa le regole per ogni attuale e possibile giocatore. A difendere il sì è solo il governo e nemmeno tutto il partito di maggioranza, il PD, contro tutti gli altri, almeno a parole. Ma una riforma di questo tipo non avrebbe richiesto una maggioranza un po' più ampia e dunque un lavoro parlamentare non fatto di sostituzioni in commissioni e di fiducia? adg

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    1. A fronte di tutto questo perché gli aderenti del PD (ad esempio quelli "buoni" della bassa friulana, Aiello insegna) non trovano il tempo e la voglia di lamentare le incongruenze e le pastette ma subiscono, spesso senza alcun mugugno, il pressing dei vertici nazionali e regionali del partito? È possibile che ci si limiti a parlare di questioni tecniche e a ripetere gli slogan coniati da altri ed esclusivamente imparati a memoria? Mistero!

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  14. La risposta ci sarebbe ma non si può dire...

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  15. A me pare molto generico e sbrigativo il modo in cui Cavazza mette insieme Craxi, Berlusconi e Renzi, accomunandoli nella volontà "di rottura con il passato" e in quella di "rinnovare profondamente il sistema politico italiano". Mi citi qualche altro personaggio della politica italiana che non si sia prefissato gli stessi obiettivi. Troppo poco. E poi Renzi è sulla scena da due o tre anni e non mi pare che abbia (finora) combinato danni paragonabili a quelli degli altri due, soprattutto a Berlusconi. Spero che su questo si possa concordare.
    Il fatto è che il ragazzo (ha 41 anni) è avversato dalla sinistra (o da quel che ne rimane) in modo talmente virulento che per me è inspiegabile. E' un bullo, non è simpatico ma ha dimostrato capacità (a chi non lo odia). Ho sentito dire a certe persone di sinistra che conosco che Renzi è peggio di Berlusconi. Se le cose stanno così è difficilissimo discutere. E andrebbe piuttosto spiegato il perchè di tali giudizi.
    "L'uomo forte", "Un uomo solo al comando": io credo che siamo vaccinati da questi pericoli, se non altro per la mediocrità dei personaggi politici che vedo circolare ma anche per gli anticorpi che gli italiani hanno pur sviluppato in questi anni di vita democratica. Bisogna pur guardare con un minimo di speranza al futuro di questo paese. Dario Stasi

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    1. Ma le riforme che ha fatto sono una peggio dell'altra e di quello che veramente ci sarebbe stato da fare non è stato fatto assolutamente nulla....

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    2. A me non pare che siamo vaccinati contro l'uomo solo al comando, proprio stando a quanto dici tu. Ma a parte questo nella carta dei valori del PD del 2008 si parlava di riforme costituzionali "a larghissima maggioranza" e dove è questa maggioranza larga? Per quanto riguarda le leggi, jobs act, cancellazione articolo 18, buona scuola, incontrollata espansione dei vaucher, precarietà del lavoro, sono leggi pessime. Questi sono i motivi di dissenso. Perchè non ha voluto discutere l'Italicum e lo ha fatto solo dopo il disastro delle amministrative? Non è un modo serio di fare riforme di tale portata appoggiato da Alfano e verdini. adg

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    3. Però Stasi non ha detto perché vota Sì al referendum.

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    4. Quindi, possiamo considerare "capacità", far lo sbruffone, non aprire al dialogo costruttivo ( il confronto con il diktat non vale ), legiferare al posto del Parlamento, varare riforme distruttive, metter mala mano alla Costituzione senza la condivisione altrui ( per quale motivo ad esempio, si aumenta la soglia per i referendum e per le leggi di iniziativa popolare?).... lei però, si domanda del perché di tali giudizi negativi.

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    5. Già, difficile e...

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  16. Appunto! E vogliamo parlare del nuovo Codice degli Appalti che conteneva 181 errori?
    ss

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    1. Ma dai, cattivini che non siete altro! È un povero "ragazzo" di solo 41 anni, che si sta dando tanto da fare per "rottamare" tutto quello che di male era stato fatto ...
      Ma c'è qualcheduno che ancora crede a queste ingenuità? Solo Stasi?

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  17. Per Anna. Mettiamo che sia tutto negativo come dici tu. E posso in buona parte anche concordare.
    Ma chi fa l'opposizione in questo paese?
    E' una domanda importante a cui tu e anche tutti 'sti anonimi del blog dovreste dare una risposta convincente.

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    1. Sicuramente non coloro che "tifano" Renzi. E neppure coloro che scelgono (secondo loro) il "meno peggio"! Io non voglio scegliere, per principio, il peggio ma il meglio e non voglio scambiare i principi/valori della Costituzione per un qualche favore o regalo. L'anonimo di turno ...

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    2. Finché resteranno in auge il cambio di casacca, i favori e le regalie in cambio di repentino ripensamento dei propri ideali politici, difficile sarà far vera opposizione politica e, il pd lo ha ben dimostrato. Restano, a quanto pare, pur con i loro difetti, soltanto i 5 stelle. Le risposte ci sono, magari non la convinceranno ma, ci sono, come le spiegazioni del perché votiamo no, lei, per contro?

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  18. Sì, Dario, però non si può dire tutto e il contrario di tutto, a meno che tu non lo faccia solo per provocare.
    Chi fa l'opposizione? I cinque stelle. ma cosa c'entra?

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    1. Rinforzo: chi fa opposizione? In questo momento i 5 Stelle. Per questo vengono visti e vissuti come il peggior nemico dai trasformist del PD.

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  19. E poi non hai ancora spiegato perché voti sì al referendum.

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  20. Sempre silenzio assordante...!

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  21. La risposta, tutte le risposte sono su tutti i tg di stasera, arrivano da Washington D.C., smettiamola di fare gli struzzi .... per piacere, anzi... PLEASE....
    mauro

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