domenica 9 ottobre 2016

Il caso Regeni

E' stato proprio il sindaco Di Piazza a politicizzare la vicenda di Giulio Regeni chiedendo di togliere lo striscione giallo. Regeni infatti è diventato un simbolo, che come tale ha vari significati: rappresenta i giovani studiosi costretti ad andare via dall'Italia per avere delle opportunità, rappresenta la voglia dei ragazzi  di aprirsi al mondo, la loro curiosità e la voglia di cambiare. La dittatura di Al Sisi lo ha barbaramente ucciso e una famiglia lotta per sapere la verità, una madre vuole avere giustizia da un potere ottuso e assoluto, altro aspetto altamente simbolico. Paragonare Regeni ai marò o ad altre vittime non ha senso: in questa vicenda la sorte di Giulio ha rappresentato il destino di tanti giovani e di tante madri, si è affermata nell'immaginario di molti come nessun altra e per forza propria, la sinistra qui non c'entra per nulla. Altrettanto sciocco è dire che uno striscione non porta alla verità. Tutti lo sanno: il problema è testimoniare il desiderio di giustizia, il diritto dei giovani a studiare, a viaggiare senza pericoli, il desiderio della gente che i valori umani prevalgano sui profitti economici con l'Egitto. Questo ha sentito la gente che guardava lo stiscione: non discorsi geopolitici, non considerazioni strategiche, solo un destino tragico che ha colpito un ragazzo che voleva impegnarsi e studiare. Di Piazza con le sue espressioni grevi “mi sono tolto un dente cariato” ha dimostrato di non capire, ha parlato di sciacallaggio del PD, si è tenuto terra terra, come d'altronde chi lo ha conosciuto come bottegher e sindaco sa essere la sua altezza massima. 
adg 

8 commenti:

  1. Se la barbarica dittatura di Al Sisi ha ucciso Giulio Regeni cosa serve chiedere la verità.C'è l'avete già in tasca bella e confezionata. Di verità di comodo abbondano sia telegiornali che testate giornalistiche ,si chiama propaganda.

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    1. Indubbiamente la situazione dell'Egitto non e' quella del migliore dei mondi possibili.In riferimento al commento, allora Giulio e' stato davvero uno sprovveduto a muoversi ingenuamente fiducioso in mezzo a tanta barbarie.
      Questo atteggiamento incauto prova, secondo me, che Giulio non era affatto 'al servizio di qualche intelligence', perlomeno non consapevolmente.

      Per quanto riguarda il commento sull'Egitto, e' interessante osservare che il numero di potenziali disperati in fuga da tanta barbarie, nel flusso dei migranti che chiedono asilo, e' praticamente nullo. Cosi' come nullo e' il flusso di masse di richiedenti asilo in fuga dalle epurazioni di Erdogan, cosi' come nulla, a Gorizia, e' la presenza di disperati in fuga dagli stermini della Siria.
      Al contrario, la presenza di uomini (e solo uomini!) provenienti dall0Afganistan, un Paese che malgrado le spaventose difficolta' interne ha un governo perlomeno presentabile e proattivo.

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    2. Può darsi che l'Afghanistan abbia un governo(fantoccio) presentabile, ma è di fatto un poligono di tiro per droni, e che sotto razzi,bombe a grappolo e armi sperimentali varie ci restino oltre ai talebani anche persone civili conta molto poco.Ma visto che li ci sono gli americani, tutto va bene e la democrazia trionfa.

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    3. Anche la Siria e' un poligono di tiro, per tutti: sauditi, banditi, americani, russi...eppure di profughi siriani a Gorizia e dintorni nemmeno l ombra...dal Pakistan invece, dove esiste un ulteriore governo solido le masse arrivano...Ma se per questo, anche il poligono da tiro Iraq, devastato da anni, al pari della Siria non ha generato masse di disperati verso Gorizia. E che dire della Libia? Devastata e martoriata...Ma dove sono I maschi giovani libici? Non se ne vedono! Cerchi di seguire il discors

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  2. Ah si è morto pure lui di un attacco epilettico

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  3. Se l'italia avesse ritirato gli accordi economici su gas e petrolio con l'egitto dopo l'omicidio Regeni, di quel ragazzo non ne avrebbe parlato più nessuno,forum compreso. Dispiace che Regeni sia stato mandato letteralmente al macello come vittima sacrificale. A qualcuno serviva un casus belli.

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  4. Sbaglierà il Di Piazza nel togliere lo striscione politicizzando la questione ma, che dire allora della Serracchiani che si decide ad affiggerlo soltanto ora e, solo per far il verso al Sindaco.....dovrebbero vergognarsi entrambi ad usare e sfruttare in tal modo quel povero ragazzo.

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