lunedì 10 ottobre 2016

10 ottobre: allarme salute mentale


In occasione del 10 ottobre, giornata mondiale della Salute Mentale, la Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica raccoglie un appello, sottoscritto dalla maggior parte dei Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale italiani, e da importanti Associazioni e Società scientifiche. Esso è rivolto alle istituzioni regionali e nazionali e denuncia che i tagli alla sanità e i nuovi meccanismi organizzativi a essi correlati stanno determinando effetti devastanti sulla qualità dei servizi, proprio in una fase in cui le condizioni di disagio psichico della popolazione stanno aumentando.

In particolare la SIEP segnala che nel periodo 2006-2013 il numero di persone che presentano sintomi di interesse psichiatrico (ansia e depressione innanzitutto) è cresciuto di oltre un milione. Tale aumento va ad appesantire il carico di lavoro dei DSM, assieme alle nuove aree di bisogno: pazienti psichiatrici autori di reato, disagio psichico degli utenti extra-comunitari, e disturbi legati all'abuso di sostanze.

Le necessità di cura dunque crescono, ma, ci poniamo una domanda, è sufficiente chiedere maggiori risorse per i Servizi di Salute Mentale? A nostro avviso le cose non vanno affrontate sempre a livello sanitario. Ci si dovrebbe piuttosto chiedere: quali sono le cause dell'aumento del disagio? Forse la mancanza di relazioni in ambito familiare o extra – familiare? Il mancato sostegno ai ruoli genitoriali? La mancanza di certezze in ambito lavorativo? La mancanza di tempo libero, o , al contrario, l'inattività per chi non lavora? E l'allarme andrebbe rivolto all’esterno. E' compito di chi si occupa del bene pubblico, legislatori, politici e amministratori, tenere in considerazione  il fattore "benessere psichico della popolazione". Esso va salvaguardato attraverso azioni concrete.  Cioè, ad esempio, tutelando il lavoro, tutelando il tempo libero, incentivando e salvaguardando contesti che favoriscono le relazioni tra persone, contrastando l'inattività di disoccupati, migranti, anziani e persone sole ecc.

Non si può "sanitarizzare" tutto. Le istituzioni sanitarie scoppierebbero e comunque i problemi, nella più ottimistica delle ipotesi, verrebbero tamponati, ma non risolti.

Concludo con una perplessità: in una tale complessità di esigenze, i tradizionali utenti dei centri di salute mentale, quelli con disturbi gravi, verranno dimenticati?


dc

3 commenti:

  1. Totalmente d accordo:una società come la nostra non può che produrre follia.Come aveva capito Basaglia serve una critica di fondo al modello.Questo sarebbe interessante fare come Forum: Cause del disagio dilagante e si vedrebbe che soldi e disoccupazione sono solo uno dei motivi

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    1. indubbiamente, una societa' malata non puo' che produrre malattia.
      Recentemente e' stato lanciato l'allarme: il diagio mentale, in particolare la depressione, e' la nuova panepidemia universale. Cosi' ho cercato un po' di dati, di fatti...ed e' sorto un dubbio...sta a vedere che e' il nuovo complotto per creare ostacoli, distrazione di massa ecc...con AIDS ha funionato male perche' la patologia era piuttosto individuabie e in qualchemodo legata a contagio e circotanze ristrette (contatto sessuale, trasfusioni...).
      La malattia mentale invece puo' colpire chiunque, ovunque. E' vagamente individuabile e non esattamente misurabile. Non contagia ma lo stigma sociale e'diffuso ad ogni angolo della terra. E' universale. Ecco fatto!

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    2. Ma certo. Chi critica qualcosa e' rosicone e depresso

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