domenica 11 settembre 2016

Riforma della Costituzione: alcuni chiarimenti

In breve, anche se non si sa ancora quando, tutti noi saremo chiamati a pronunciarci su un’importante riforma della Costituzione, importante perché prevede, tra l'altro, l’abolizione del bicameralismo perfetto.
La questione è altamente tecnica e presupporrebbe una serie di conoscenze che il cittadino medio non può avere. 
Cercando di semplificare al massimo, vediamo quali sono i punti che non convincono in relazione, appunto, all'abolizione del bicameralismo perfetto.
a) Scarsa chiarezza nella definizione delle competenze attribuite alla Camera dei Deputati e al Senato.
L'articolo 10 (che modifica l’art. 70 dell’attuale Costituzione) elenca le materie sulle quali rimane l’approvazione sia della Camera che del Senato. A parte l’assoluta difficoltà di lettura di questo articolo a causa dei continui richiami legislativi, è altamente probabile che questa elencazione di materie attribuite all’approvazione di entrambe le Camere porti a innumerevoli questioni di competenza volte a stabilire se    una materia rientri o meno in questa fattispecie.
Infatti, come ben sa chi opera nel mondo del diritto, la realtà è molto più complessa della previsione astratta e, molto spesso, le norme non solo non chiariscono ma addirittura contribuiscono ad aumentare la  confusione. A riprova di ciò basta scorrere le sentenze emesse dalla Corte Costituzionale negli ultimi anni: moltissime riguardano conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni per stabilire proprio quali siano gli ambiti di rispettiva competenza.
Per porre rimedio a questo problema si è stabilito che le eventuali questioni che dovessero insorgere saranno decise, d’intesa tra loro, dai Presidenti delle Camere.
E se l’intesa non si raggiungesse? (ipotesi assolutamente da non sottovalutare)? Nulla viene detto al riguardo ragion per cui,si presume, dovrà farsi ricorso alla Corte Costituzionale.
b) Il Senato, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminare ogni disegno di legge  approvato dalla Camera dei deputati e può deliberare proposte di modifica al testo. Su queste modifiche la Camera si pronuncia in via definitiva.
Non è previsto l’obbligo di motivare questa richiesta né è fissato un numero massimo di volte in cui ciò possa avvenire.
Tutto questo soltanto per stabilire chi debba approvare una legge!
Dopo queste brevi considerazioni domando:
vi sembra che il bicameralismo perfetto sia stato realmente abolito?
vi sembra che il procedimento che porta all’approvazione di una legge sia davvero stato semplificato?
vi sembra che questo sia un modo per ridurre davvero i costi della politica?
A mero titolo di esempio ricordo che la legge nota come “lodo Alfano” è stata approvata in 20 giorni e che la manovra “Salva-Italia” di Monti e Fornero ha impiegato per l’approvazione “ben” 16 giorni! Al contrario, la legge anticorruzione ha impiegato “soltanto” 1456 giorni e la legge su usura ed estorsione 1357 giorni.
Secondo voi è il bicameralismo perfetto la causa della lentezza dell’approvazione delle leggi?
Per concludere, rifacendomi anche al post precedente: la stabilità dei Governi non viene garantita dalla Costituzione ma dalla legge elettorale, cioè dalla legge che stabilisce come debbano essere eletti i deputati e   come debba essere stabilito il numero di parlamentari da attribuire alle singole formazioni politiche.

SS

2 commenti:

  1. Ottimo chiarimento. Non semplifica anzi dara' luogo a conflitti. Perché sto papocchio?non potevano eliminare del tutto il senato?

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  2. Quello che dico anch'io!

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