giovedì 29 settembre 2016

Per non dimenticare…

L’anniversario della morte di una persona cara mi ha riportato alla mente l’opera teatrale “E’ vietato digiunare in spiaggia”, ispirata alla figura di Danilo Dolci e, in particolare, alla vicenda del cosiddetto “sciopero alla rovescia”.
Il 2 febbraio 1956, a Partinico, un gruppo di disoccupati decide di mettersi al lavoro, senza compenso, per ripristinare una strada comunale abbandonata. Interviene la polizia e Dolci, con alcuni collaboratori, viene arrestato per aver violato le norme del Testo Unico sulla Pubblica Sicurezza.
Il processo suscita enorme clamore anche perché a difendere Dolci è il grande giurista, nonché Padre Costituente, Piero Calamandrei.
Memorabili rimangono le Sue parole, che mi piace ora e qui ricordare: “Signori Giudici, che cosa vuol dire libertà, che cosa vuol dire democrazia? Vuol dire prima di tutto fiducia del popolo nelle sue leggi: che il popolo senta le leggi dello Stato come le “sue” leggi, come scaturite dalla sua coscienza, non come imposte dall’alto…
Ricordate le parole immortali di Socrate nel carcere di Atene? Parla delle leggi come di persone vive, come di persone di conoscenza: “le nostre leggi, sono le nostre leggi che parlano”. Perché le leggi della città possano parlare alle nostre coscienze, bisogna che siano, come quelle di Socrate, le “nostre” leggi”.
SS

5 commenti:

  1. Straordinaria la personalita' di Danilo Dolci e di grande ispirazione il suo lavoro, anche per insegnanti ed educatori.

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  2. Sì, straordinario Lui e straordinario Calamandrei! A leggere i loro scritti ci si commuove e ci si riconcilia con l'umanità.

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  3. I costituenti erano persone come Calamandrei.
    Oggi abbiamo la Boschi e Verdini...

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  4. Perché ad Aiello non intitolate qualcosa a Dolci e a Calamandrei?

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