domenica 4 settembre 2016

Incostituzionalità della legge elettorale

Vorrei riprendere brevemente quanto evidenziato in un commento al mio post precedente, sperando di essere sufficientemente chiara e di non apparire “indigesta”.
Mi riferisco al fatto che il Parlamento attualmente insediato è stato eletto con una legge dichiarata costituzionalmente illegittima.
Ho l'impressione che non si ponga la dovuta attenzione a cosa questo significhi.
Le norme dichiarate costituzionalmente illegittime vengono cancellate dall'ordinamento giuridico   
con effetto retroattivo, cioè dal momento della loro nascita. In altre parole, non sono mai esistite.
Quindi, noi ora abbiamo un Parlamento eletto con norme che non sono mai esistite.
Conscia del problema che si veniva a creare, la Corte Costituzionale si è sentita in dovere di chiarire che, in virtù del principio di “continuità”, gli atti già adottati e quelli che sarebbero stati adottati fino all'elezione di un nuovo Parlamento avrebbero conservato la loro validità.
A sostegno di tale affermazione, la Corte ha fatto richiamo agli articoli della Costituzione che prorogano la permanenza in carica delle Camere “uscenti” fino all'insediamento di quelle appena elette al fine di impedire che lo Stato possa trovarsi senza un Parlamento in carica.
Alla luce di queste considerazioni, domando: vi sembra che un Parlamento così eletto fosse legittimato ad approvare una riforma costituzionale di tale rilevanza?   
SS                   

3 commenti:

  1. Chiarissimo.Il mio NO ha um motivo in più

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  2. Se poi ci aggiungiamo che un senatore è stato arrestato perché sospettato di appartenere alla 'Ndrangheta...

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  3. non per niente il Procuratore di Catanzaro, Gratteri, aveva dichiarato che esponenti delle maggiori organizzazioni criminali siedono in Parlamento.

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