sabato 27 agosto 2016

Senza direzione

Leggendo la stampa di questi giorni i problemi di Gorizia sono come un quadro del 1200: manca la prospettiva, manca la direzione in cui la città deve avviarsi. Perchè mille strade, dati i tempi e le urgenze, non si possono percorrere. Gorizia vuole essere città universitaria? Allora ci si attivi non solo per garantire la mensa, ma per consentire spazi di aggregazione, locali che tengano aperto di più, evitando le ordinanze che bloccano gli esercizi. Si vuole essere città di anziani? Allora si pensi ad una serie di innovative case di riposo, in piccole unità abitative. Si vuole essere città turistica? E allora si decida qualcosa sull'ascensore, si valorizzi di più il Castello, ci si dia da fare per incentivare un turismo storico e culturale, ma anche legato alla bicicletta o alle passeggiata. Si vuole essere cittadina anche industriale? Si faccia qualcosa per le industrie in crisi, cui scadono gli ammortizzatori sociali tra un anno e si risolva il problema Pipistrel. Sembra invece che la città si muova barcamenandosi in mille diverse e contraddittorie direzioni, promuovendo vecchi modelli di crescita, come il supermercato, facendo piste ciclabili a metà, pensando al turismo solo due o tre volte all'anno. Insomma manca un progetto, una visione, una gerarchia di scelte. E date le risorse sempre più scarse, in questo modo c'è una polverizzazione degli interventi che non producono crescita.
adg

12 commenti:

  1. Per ora è stato una comoda cassa di compensazione trai due blocchi contrapposti di Udine e Trieste. Una realtà da spolpare piano pianino, senza valorizzarne il territorio. Un confine ben marcato per TS e UD mentre per noi potrebbe essere una opportunità, come di fatto è sempre stato. Non dipende solo da noi, ma anche da un cambiamento di prospettiva regionale (purtroppo poco probabile, almeno per ora). Auguri ...

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  2. Certo, sono d'accordo. Ma il fatto è che senza un progetto, possibilmente chiaro e condiviso, si è ancora più deboli.

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    1. Chiaramente! Ma su logiche diverse rispetto alla visione regionale. E fuori i vecchi, tradizionali e opportunisti politi e tecnocrati collegati a questo sistema di potere. Gli esempi (di questi personaggi) non mancano.

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    2. Di politici opportunisti legati a lobby,centri di portere e potentati finanziari ne è piena tutta l'europa,senza dover scomodare gli altri continenti.Il repulisti dovrebbe essere globale.Per quanto riguarda i vecchi,posso essere d'accordo che raggiunta una certa età anche in ambito politico ci si debba obbligatoriamente mettere a riposo. Se penso però agli anni passati vedo persone anziane come Sandro Pertini che nonostante abbia avuto l'incarico di pdr in tarda età, culturalmente ed eticamente era un gigante rispetto ai vari ministrucoli e capi di governo mai eletti da nessuno che popolano il quadro dirigente attuale. L'età ovviamente conta, ma fino ad un certo punto.

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    3. Ovviamente la categoria "vecchio" ricomprenda non solo gli anziani per età. Ci solo delle cordate che sì perpetuano nel tempo e nella logica. Un esempio lo troviamo in quel di Staranzano dove l'ex Sindaco (poi Consigliere regionale) ha passato il testimone all'ex Vice sindaco (ora Consigliere regionale) che si accinge a passarlo (con la dovuta calma) all'attuale Assessore comunale. Nel frattempo anche il pensionamento del primo staffettista è alleggerito da incarichi di rappresentanza nell'ANCI e con anche ambizioni di ulteriori incarichi "pesanti" a livello provinciale. Per i nomi ... ... solo un indizio: non si tratta di Sandro Pertini ( che ancora rimpiango).

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    4. Una volta le persone avevano qualcosa dentro. Ideali, idee, sogni.
      Oggi non abbiamo nemmeno i sogni.

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    5. In effetti anche i comuni del mandamento hanno gli stessi problemi nostri. Gorizia per parecchi decenni è stata ed è tuttora feudo della vecchia DC (o almeno di quello che rimane)mentre la bisiacaria è stata feudo incontrastato della DC rossa (non mi riesce chiamarlo partito comunista).Con gli anni questi diversi colori ,ma diversi solo agli occhi degli ignari cittadini ed elettori si sono ulteriormente sbiaditi, ed ai giorni nostri rimane solo una tonalità indistinta, magari con varie sfumature ma comunque tendente al marrone.

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    6. E ambedue le DC (ed ex) si sono accordate per affossare la nostra cittadina: vedi il ruolo svolto dai "nostri" consiglieri regionali. Spero che ci si svegli per toglier loro la vanga. E tagliamo anche la corda agli arrampicatori delle cordate.

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  3. Molto spesso però la gente ha paura di cambiare, almeno in questa città.A mio parere co vuole discontinuità in tutto:partecipate cassa di risparmio ecc. Ma oltre a questo concentrazione su quella che deve essere la vocazione di Gorizia

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  4. Mi pare che nel gioco degli scacchi ci siano delle mosse che spiazzano l'avversario. Se una città è in crisi, come lo è indiscutibilmente Gorizia, il ricorso al solito gioco politico non può cambiare la situazione. In città c'è bisogno di discontinutà profonda, di un allontanamento dal consociativismo, di una scossa. Si tratta di mettere a fuoco un'immagine credibile e praticabile di città e spendersi per un'idea. Per quanto riguarda l'età dei candidati sono d'accordo che pertini era intellettualmente fresco e carismatico più di altri, ma la giovane età per me è segno di allontanamento da vecchi modi di leggere Gorizia, vicinanza ai problemi delle famiglie che ancora hanno bambini, ragazzi che vanno a scuola, allontanamento dalle divisioni del passato, soprattutto lontananza da chi ha gestito finora la cosa pubblica.

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    1. Non è detto. Ci sono molti giovani che hanno un'età mentale pari a 90 anni.

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  5. Ne voria 'na guerra! E invece siamo in presenza della sindrome da rana bollita.
    Invece di parlare soltanto, anche con belle parole, perché non si denuncia pubblicamente le incongruenze che sono oramai sotto gli occhi di tutti? Il Forum talvolta la fa, anche se in forma, per me, troppo generale (non generica). Nomi e cognomi, accompagnati da curriculum e vicende dì carriera ... e qui, in alcuni casi comparirebbero ulteriori discrepanze molto più percepibili dalle persone. Un esempio: IrisAcqua, Coni regionale, Aziende sanitarie, Dirigenze regionali, incarichi Sindacali.
    Spesso le cose che non vanno hanno un nome ed un cognome non solo un logo.

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