venerdì 26 agosto 2016

In bici








L’intenzione era quella di arrivare con il treno dalla stazione della Transalpina a Jesenice, percorrendo poi in bici, prima la ciclabile D2 che partendo da Jesenice, si allaccia a FVG1 - deviazione per Rateče, ovvero lungo il precedente sedime ferroviario dalla Rudolfiana che collegava Lubiana a Tarvisio Bosco verde - e, poi, dalla dismessa stazione ferroviaria di Tarvisio centrale, su un tratto dell’Alpe Adria fino a Gemona del Friuli e, da qui, riprendere il treno fino a Gorizia centrale.

Ma non è andata così! Le linee ferroviarie hanno bisogno di manutenzione e, proprio quel giorno, il treno faceva servizio sino a Bohinjska Bistrica, poi servizio bus. 
Il motivo di tale interruzione parziale, scoperto dopo, era dovuto al fatto che un tratto di linea interessata necessitava di una pulizia della massicciata. Rimandare il viaggio? La giornata era troppo bella, e l’incognita di un percorso sconosciuto, stuzzicava il desiderio dell’avventura. 

Scesi a Bohinjska Bistrica, come tutti gli altri passeggeri, chi andava a fare escursioni in montagna chi passeggiate, inforcate la bici, alle 9.30 si tracciava la rotta verso Bled. Strada statale, non ciclabile, non esistono alternative. Tuttavia, nonostante il periodo vacanziero, il traffico era sopportabile e, gli automobilisti hanno avuto rispetto di noi utenti deboli della strada: freccia a sinistra per superare nei tratti a linea tratteggiata e freccia a destra per rientrare lasciando uno spazio tra “noi” e “loro” di oltre 1,5 m. Perfetto, a parte il rumore, ma era prevedibile. Non prevedibile, invece il numeroso numero di ciclisti che percorreva anche il senso inverso lo stesso itinerario. Buon segno!

Acqua, molta acqua. Bere spesso, prima della sete ed ogni tanto mangiare qualcosa, come barrette di cerali. Evitare la frutta, fermenta, e poi, torni a casa?

Il passaggio è bello, la strada è quasi tutta pianeggiante, qualche breve salita facilmente affrontabile, in quanto molte volte si affianca alla linea ferroviaria. Ed ecco che si svela il mistero della sospensione del servizio: il tratto è percorso da una macchina operatrice che taglia le sterpaglie a fianco della linea ferroviaria, operazione estremamente necessaria poiché con il passaggio della “čiuferska” - locomotiva a vapore - le scintille possono anche attizzare incendi causa le sterpaglie. Il disagio per noi ciclisti è, quindi, giustificato.
L’intensificarsi del traffico segnala che ci stiamo avvicinando a Bled. Fermati per il “selfie” (una volta si chiamava autoscatto) con lo sfondo della chiesa barocca, la prima parlata che sentiamo è… orientale. Cinese, giapponese, o coreano? La bellezza di questi luoghi è conosciuta anche a chi viene da lontano, oltre da chi si trova a pochi chilometri da qui.

La strada, finalmente, diventa ciclabile, anche se per un breve tratto, ma quanto basta per poi apprezzare i paesaggi (proposti in questo video) successivi. Direte voi (scettici): ma che senso ha andare in bici e faticare? A parte il fatto che muoversi fa bene, in bici si possono respirare i profumi della terra, degli alberi di mele, del mais, del frumento, ascoltare i torrenti, le piccole cascate, parlare con le persone che incontri per strada.

In bici si può anche litigare: “bisognava girare prima!”, “No questa è la strada giusta!” Ma volete mettere il litigare in macchina, chiusi tra i finestrini e litigare in bici all’aria aperta: passa prima!

Incredibilmente a Jesenice, località della prevista partenza, troviamo un goriziano in bici. Per lui, il percorso fatto era all’inverso.

Con qualche problema di orientamento, anche qui c’è il cronico difetto di mancanza di indicazioni precise, troviamo la D2, la ciclabile sul vecchio tracciato della Rudolfiana che corre lungo la Sava. Una bella ciclabile che presenta qualche rampa, anche del 17%. Cioccolata ed integratori minerali aiutano a superare le difficoltà, che vengono anche superate dalla bellezza dei luoghi. Non mancano lungo la ciclabile aree di sosta per un pranzo all’aperto (panino). La piana di Rateče, al confine tra il Tarvisiano e l’alta valle della Sava, offre verdi spettacolari: le conifere e la latifoglie, i prati.
Per i più golosi, nell’abitato di Rateče un buon pollo fritto o strudel di mirtilli, frutti veri, non marmellata.

Adesso arriva il meglio, forse il meglio di quanto fino ad ora attraversato. La ciclabile si immerge nel bosco e qui, i profumi testati prima, si sostituiscono con quelli della resina degli alberi e quello di ciclamino. La strade è scorrevole, tutta in discesa e i panorami dall'alto ponte di ferro sono impagabili. Il monte Forno, a nord a sud il Mangart. 

Dopo la discesa, segue il falsopiano in salita da Tarvisio centrale fino alla sella di Camporosso, spartiacque tra il mar Nero e il Mediterraneo, poi ancora discesa e prima di attraversare le gallerie illuminate, il Montasio. La prima di queste quasi sotto il Piper, monte di fronte Malborghetto-Valbruna Malborgeth-Wolfsbach Naborjet-Ovčja vas Malborghet e Valbrune.

Le ore corrono, l’ultimo treno+bici disponibile alla stazione di Pontebba-Pontafel, è intorno le 20.30. La prevista meta di Gemona del Friuli è troppo lontana, poi la fatica e la fame si fanno sentire. C’è il tempo di mangiare qualcosa in una città con una grande ormai vuota stazione, che però, come molte altre, non è ancora attrezzata per chi va in bici e, a maggior evidenza, per chi è in carrozzella: nemmeno uno scivolo… RFI, si sta ravvedendo, dice. Il treno. il Mi.Co.Tra. ci porta fino a Udine e dopo pochi minuti la coincidenza per Gorizia.

Chi pratica il cicloturismo deve mettere in conto che effettivamente fa biathlon: bici e sollevamento pesi, per l’esattezza: non esistono strutture adeguate per caricare agevolmente le bici in treno. Un grazie, comunque, ai ferrovieri, che si prodigano per superare questa mancanza tecnica. Meno grazie, invece a chi progetta alcuni i treni attuali, come quello della tratta dell’orario di ritorno, pur sapendo che il traffico cicloturistico è in notevole espansione: uno scalino passi per accedere in carrozza, ma farne altri quattro dentro in uno spazio angusto,  proprio no!



Alla fine, il contachilometri della bici segnava più di cento.

Qui il link gpx e klm alla traccia del percorso e qui quello del video
Nevio Costanzo

3 commenti:

  1. Mafnifico Nevio! Un'escursione un bici davvero bella. E poi le descrizioni del paesaggio, i profumi...quel panino che par di mangiarlo. Una ventata di aria fresca. Dario Stasi

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    1. Sì, volevo scriverlo anch'io ma pensavo che non si potesse.

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  2. Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza. (Herbert George Wells)

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