domenica 24 luglio 2016

La trasparenza non è di casa a Irisacqua, così come nelle altre società partecipate.

       
La tariffa per il servizio idrico integrato si compone di tre voci: acquedotto, depurazione e fognature, quota fissa; mentre le prime due si riferiscono a consumi e variano a seconda dell’area territoriale di riferimento, la terza (ex nolo contatori) non ha contenuti predeterminati. Gorizia detiene il non invidiabile primato della “quota fissa” più alta in Italia, che rappresenta più di un terzo dell’intera tariffa (€ 315,00). L’associazione indipendente Cittadinanza attiva, nella sua ultima indagine sul sistema idrico integrato in Italia, ha evidenziato rispettivamente una tariffa minima, media e massima.  In particolare, questa è la situazione:
voce “quota  fissa“ 2016 nelle province italiane
  • tariffa minima € 3,7 Milano
  • tariffa media € 30,00
  • tariffa massima € 108,00 Gorizia
E il primato non è solo di quest’anno: già lo scorso anno la “quota fissa” di  Gorizia, ammontava a 99 euro, mentre a Udine era di 23 euro. In un’intervista al Piccolo del gennaio scorso il Direttore Lanari sosteneva che l’alta quota fissa gli permetteva di fare agevolazioni tariffarie alle famiglie numerose e a quelle con ISEE inferiore a 7.200 euro: ma Udine e Pordenone si comportano allo stesso modo e danno le stesse agevolazioni con una quota fissa molto inferiore.
Nello scorso mese di gennaio il Forum per Gorizia ha chiesto al dott. Lanari, direttore generale e responsabile per la trasparenza: “quali effettive voci di spesa comprende la “quota fissa”? In altri termini, come viene calcolata la  “quota fissa”? Il dott. Lanari ha risposto alla nostra lettera, ma quanto ha scritto è sostanzialmente una “non risposta”. Infatti ci ha detto che 1) l’articolazione tariffaria del sistema idrico integrato è competenza dell’ente d’ambito, 2) quando la gestione era in affido ai Comuni o ai loro Consorzi, gli interventi strutturali venivano svolti a fronte di specifici stanziamenti statali o regionali, 3) Irisacqua ha una media di investimento per abitante superiore alla media in Italia.

Quindi nessuna risposta che entrasse nel merito delle informazioni richieste; ci è stato risposto con parole, quando noi invece chiedevamo numeri.
A pagina 11 del Bilancio di Irisacqua 2015, leggiamo che le utenze servite nell’Isontino sono 62.013. E siccome i numeri hanno un’immediatezza che alle parole talvolta manca, proviamo a moltiplicare le utenze per 108 euro, cioè la “quota fissa” per singola utenza. Complessivamente si tratta di  6.697.404 euro: questa è la somma che Irisacqua riscuote dai cittadini dell’Isontino con la quota fissa ed è una cifra di non poco peso.

Secondo il Forum per Gorizia, a questo proposito ci sono due problemi seri.  Il primo è l’ammontare esorbitante della quota fissa che rispetto alla media delle altre province è più del triplo: come abbiamo visto la giustificazione di aiutare con quella cifra gli indigenti non tiene, ma neppure quella di fare elevati investimenti, che dovrebbero ridurre le perdite dalle condutture . Se consideriamo le perdite, la provincia di Gorizia ha tuttora il 37% delle perdite d’acqua a fronte di una media nazionale del 26%. Senza contare che le perdite della vicina Udine sono solo al 10%.

Il secondo problema è legato al primo ed è la mancanza di trasparenza.  Irisacqua incassa ogni anno complessivamente dai cittadini utenti la cifra ragguardevole di 6.697.404 euro con la quota fissa e non dà ai cittadini stessi nessuna rendicontazione, neppure a fronte di una richiesta specifica.   Il Forum per Gorizia si è rivolto al dott. Lanari  anche per chiedere di pubblicare sul sito i compensi e i premi di risultato dei dirigenti, come da leggi vigenti. Ci è stato risposto che ci sono, ma noi non li vediamo: vediamo soltanto il compenso del Presidente. Ricordiamo di averli visti in passato, ma ora sono scomparsi e vorremmo sapere esattamente sotto quale voce si troverebbero.

Abbiamo un’altra domanda: se le risposte in merito alla trasparenza del responsabile della trasparenza non sono esaurienti, a chi dobbiamo rivolgerci? forse al Presidente? o al sindaco Romoli, azionista di maggioranza ?
Rosamaria Forzi

9 commenti:

  1. Il problema è che a Gorizia non risponde mai nessuno e questo disprezzo per i cittadini che pagano sta diventando intollerabile

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  2. Non dimentichiamo un'altra scorrettezza da noi denunciata nel 2013: Irisacqua inserisce in bolletta l'assicurazione sulle perdite occulte adottando la modalità del silenzio assenso. Attraverso tale sistema il cittadino che non vuole l'assicurazione è costretto ad attivarsi e mandare la disdetta, altrimenti la paga (si tratta di circa 10 euro l'anno). Ma spesso non se ne avvede nemmeno e la paga senza esserne consapevole.
    dc

    24 luglio 2016 23:38



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    1. Ecco, appunto vorrei un chiarimento. Questa assicurazione per cui anni fa sono stati chiesti 10 euro, non si rinnova mai? No, perchè quella dell'auto ad es. il la pago due volte all'anno. Come è possibile che dal 2013 ad oggi una assicurazione non sia più rinnovata. Era un'assicurazione o altro? La parola agli esperti che come al solito non diranno nulla.

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    2. Penso che quella assicurazione venga rinnovata, ovviamente con l'indicizzazione, ma all'insaputa dei cittadini : come se il silenzio assenso durasse per sempre ! Se moltiplichiamo 10 per 62.013 ( numero delle utenze ) otteniamo 620.130 annuali per l'assicurazione, per difetto perchè senza l'indicizzazione. E questa è sicuramente una parte della cifra non rendicontata da Irisacqua, che compone la "quota fissa". R. Forzi

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    3. Come si fa ad obbligare Irisacqua a rispondere ai cittadini ?

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    4. Potrebbe essere utile avvalersi di un consulente legal civico (ombudsman) inoltre fare delle class action...

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  3. Va cambiato il "sistema" cambiando le persone (il loro modo di ragionare). Iniziamo a votare altri schieramenti alternativi ai "tradizionali partiti", che hanno cambiato solo il nome ma non il modo di fare politica.

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    1. Dunque nessuna alleanza con il PD!

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    2. Forse bisognerebbe cambiare l'approccio delle società partecipate, forse basterebbe che il principale azionista cominciasse a tenerle sotto controllo.

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