giovedì 28 luglio 2016

Gorizia, la piccola fiammiferaia

Oh ma veramente il goriziano comincia ad avere il complesso della piccola fiammiferaia, dell'abbandonata di Cluny, dell'orfanella di Napoli, della trovatella di Secondigliano. Dico, una ce ne andasse bene, una. Gorizia ha perso pure il bando regionale sulla prima guerra mondiale, dietro a Fogliano e al Consorzio culturale del monfalconese. Francamente un po' di paranoia viene anche a chi cerca di mantenere i nervi saldi. Se non è Gorizia a vincere il bando, ma chi lo deve fare? Abbiamo storici, studiosi, ricercatori, collezionisti, musei, non c'è persona che non abbia cimeli della guerra, che non compri ai mercatini. Possibile che non si riesca a fare un progetto che vinca? E' veramente incredibile. Comunque le alternative sono due: o a Torrenti stiamo proprio antipatici, ma bisogna comunque andare a dire che le continue frustrazioni non ci faranno crescere ma ci deprimeranno sempre di più, oppure il progetto non ha rispettato alcune clausole, come dice l'assessore regionale. In ogni caso cerchiamo di porre rimedio a questa ennesima umiliazione.
adg

17 commenti:

  1. Vergogna! Vogliamo un referendum per un cambio di Regione (visto che non possiamo cambiare nazione). Per ora cambiamo i nostri rappresentanti politici (radicalmente, diffidiamo delle riproposizioni solo aggiornate per l'età).

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    1. In democrazia si cambia quando lo decide, con il proprio voto, la maggioranza degli elettori. Altrimenti l'altra strada è il colpo di Stato militare, ma tutto sommato è da parecchi decenni che questa maniera di salire al governo non riscuote più molta fortuna...

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    2. Considerando il fatto che si sono succeduti tre governi di fila senza ricorrere alle elezioni direi che siamo sulla buona strada.

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    3. Caro Erdo.... stai tranquillo...
      Comunque.. Enrico, stai sereno: hovvia! Io non ho bisogno nè di soldati nè di harri harmati...!
      Ma che perdo tpo a fare con voi... io c'ho gara delle grigliate con Hobama... toscab contro Usa... mon c'è paragone
      mauro

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    4. I referendum il nostro grande consiglio regionale li elimina sul nascere. Alla faccia della democrazia e della nondelegainbianco!

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  2. Anche questo no se pol? Spero che l'assessoreallaculturaeailavoripubblicinonchesindaco si faccia sentire. Manco il bando sulla grande guerra a Gorizia e andemo a festeggiar il milite ignoto a tapogliano?

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  3. Il sistema dei bandi con cui l’assessore tuttofare Torrenti finanzia la cultura è iniquo: è la Regione a decidere gli argomenti che sono oggetto di iniziative di studio (o iniziative tout court, perché promuove più eventi che studi), e finanzia solo quelli. Oltre naturalmente un gruppo di associazioni culturali “amiche”, che ricevono finanziamenti per il solo fatto di esistere, indipendentemente da quello che fanno o no. Da quando è assessore Torrenti nessuna delle più antiche associazioni che fanno ricerca storica in regione riceve più un euro: riviste che hanno superato il secolo come le “Memorie Storiche Forogiuliesi” stentano ormai a uscire; molte altre sono scomparse. Mi commuove assai meno che il progetto del comune di Gorizia, in realtà redatto da Adriano Ossola per èStoria, sia stato bocciato. Per motivi misteriosi Adriano Ossola è diventato il referente della storia a Gorizia: è certamente un eccellente organizzatore, ma anche un imprenditore che fa i propri interessi. Sembra la regola che si diffonde sempre più nell’Italia di Renzi, perfetto erede della vecchia DC: fare profitti privati con denaro pubblico. Silvano Cavazza

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    1. Concordo perfettamente. Se si vuol fare politica ed amministrazione con i soldi dei cittadini, la nostra regione da l'esempio (un po' come l'eliminazione delle 4 province e la nascita di ben 17 uti che non sanno, al momento, cosa far di loro...). Che bello! Dichiarazione di ieri, abbiamo sistemato l'Italia ed ora tocca alla UE! Poveri noi....

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  4. Ma il nostro Consigliere regionale di riferimento dov'è? Forse si è perso nel Carso monfalconese. Moretti, Morettiii, dove sei?
    Nessuna risposta!
    Tutto sommato, se si perde (e non ricompare), non è poi così tragico per Gorizia.

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    1. Le scelte, infatti, sono "politiche"! Dietro i criteri e le regole "tecniche" ci stanno gli "equilibri". E proprio in questo contesto sta la debolezza di questa nostra cittadina. I notti rappresentanti vanno cambiati: volti nuovi, fuori dai consueti "partitini". E nessuna alleanza, nè prima nè dopo con questo PD.

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    2. Va bene, ma le competenze per governare, ci sono o no?

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    3. Ci si può permettere di non allearsi con nessuno quando si ha il 50,1% dei voti,altrimenti si deve scendere per forza a compromessi.Se né prima né dopo né mai con il PD,con chi allora? Con la destra becera e i fascioleghisti? Con i concorrenti 5 stelle? Cinicamente parlando forse è meglio perdere bene e trovarsi come ago della bilancia.E' la politica che funziona così, ragazzi. Anche la migliore delle democrazie si serve di compromessi per tirare avanti.

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    4. Forse non si è ancora capito che ci vuole una inversione di tendenza e non una perseveranza negli errori. Il forum vuole allearsi con coloro che stanno perseguendo questo sistema? E alllora voti durettamente il PD che non si differenzia molto dai "partiti di destra moderata". Io voterò i 5 Stelle che stanno dimostrando una maggiore coerenza (ora capisco che sono "concorrenti più coerenti". Grazie per il chiarimento!

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  5. Anch'io voterò per i 5 Stelle. Sono l'ultima speranza.

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    1. Ultima speranza? Può darsi, ma io sono molto incerto. Primo, non credo che possano prendere il 51% e quindi? Poi a livello locale mi pare abbiamo fatto un'opposizione molto soft su tutto. Qui va cambiato quasi tutto, ma con i vecchi politici che si riciclano non credo proprio. comunque manca ancora un anno

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  6. Quel che è certo è che non si può votare né per il PD né per Forza Italia né, tantomeno, per la Lega.

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    1. Nè con chi, tendenzialmente, farà alleanze con questi partitacci. Non facciamo finta di cambiare questo marcio sistema che crea solo caste e persegue interessi personali o di gruppo ristretto. Fuori gli opportunisti e gli sfruttatori del bene pubblico. Se non ora, quando?

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