venerdì 22 luglio 2016

Dopo di noi... il welfare ai privati

La speranza dei genitori di garantire al figlio disabile le migliori condizioni di vita possibili, anche quando loro non ci saranno più, diventa oggetto di accorato interesse da parte del governo Renzi, tanto da rivolgerle una legge, la 112/2016, denominata "Dopo di noi".
Stabilendo una serie di misure per le persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare, in quanto mancanti di entrambi i genitori, il provvedimento fa entrare in gioco, accanto ai soggetti istituzionali (che già le leggi precedenti avevano individuato), anche assicurazioni, ONLUS e altri privati, da coinvolgere, utilizzando finanziamenti specifici.

La somma, stanziata a suo tempo dalla legge di stabilità 208/2015, ammonta a 270 milioni di euro, cioè 90 milioni per ciascun anno, nel triennio 2016-2018. Di questa cifra, in base alla 112/2016, solo 184 milioni vanno a far parte di un Fondo, da ripartire fra le Regioni, da utilizzare per progetti che favoriscano l'autonomia e l'inclusione sociale dei disabili, evitando la loro istituzionalizzazione. I residuali 84 milioni (ben quasi un terzo della cifra complessiva) vanno invece a coprire le minori entrate fiscali dovute alle agevolazioni previste. La 112/2016 infatti prevede forme di finanziamento aggiuntive, provenienti dalle tasche delle stesse  famiglie (o da eventuali altri privati benefattori), come la stipula di polizze assicurative a favore della persona disabile, la costituzione di fondi privati, e modalità di affidamento di beni assoggettati a vincolo di destinazione. Stabilisce, a tal fine, particolari agevolazioni fiscali (nello specifico, più vantaggiose detrazioni nella dichiarazione dei redditi ed esenzioni dalle imposte di successione e donazione), rappresentando, in tal modo,  un invito, per ora implicito, a stipulare contratti privati a tutela dei propri cari; cosa che diventerà ben presto esplicita, visto l'impegno del governo ad avviare "campagne informative al fine di diffondere la conoscenza delle disposizioni della presente legge..." (art. 7). Un favore dunque a istituti bancari, assicurazioni ed enti privati.

Quale futuro per i disabili privi di un adeguato sostegno economico familiare?

Dovranno sperare nella mutua solidarietà delle famiglie più ricche, nel volontariato o nella filantropia di privati, visto che, essendo le risorse ripartite fra più soggetti, il ruolo delle istituzioni pubbliche, garanti dell' uguaglianza  sociale di tutti i cittadini, verrà sminuito. Un governo garante di tali diritti avrebbe utilizzato quei 270 milioni di euro per potenziare e migliorare quei servizi che già operano, con metodo e professionalità, per l'autonomia, l'integrazione sociale ed il benessere di tutti i disabili (con o senza genitori), e che stanno gradualmente perdendo le loro risorse.
dc

4 commenti:

  1. Renzi e Serracchiani tendono a limitare e ridurre l'intervento pubblico a favore del privato. Lo fanno spudoratamente, nascondendosi dietro agli slogan e ai paroloni. Pensate allo sgorbio della così detta "riforma sanitaria" che ha tolto servizi con riduzione della salute collettiva. Fino a quando ci faremo prendere in giro?

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  2. La cosa più assurda non è che il welfare sia dato in mano ai privati, ma che il welfare privato venga sovvenzionato dal denaro pubblico,ciè dai soldi delle nostre tasse. Inutile dire anche che qualsiasi struttura privata abbia un solo scopo: il profitto ad ogni costo. Ricordo anche che buona parte dei politici di questo disastrato paese ha sempre ottimi rapporti con fantomatici affaristi,imprenditori dalle tasche bucate e faccendieri vari,oltre ovviamente alla grande criminalità organizzata. L'italia è il paese dove si pagano più tasse in cambio dei servizi più scadenti. O ci liberiamo al più presto di questa classe dirigente composta da parassiti o sarà la fine.

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  3. In verità la legge "Dopo di noi" chiama in causa anche le ONLUS, che per definizione non avrebbero scopi di lucro bensì di utilità sociale, però personalmente non accetto che le istituzioni deleghino a terzi le loro funzioni fondamentali in merito all'assistenza, nè il fatto che si faccia affidamento sulle risorse delle famiglie o di enti di beneficienza.
    cd

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  4. Io ho notato che privatizzazioni ed esternalizzazioni o lenzuolate, non arricchiscono i cittadini. Ci sono servizi più scadenti e cari, che si possono permettere soli i ricconi, tanto è vero che i poveri hanno da tempo smesso di curarsi. Diffido dunque della legge e poi per me renzi dopo di lui non vede proprio nessuno.

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