lunedì 11 luglio 2016

Desert Storm


Triste consolazione pensare che noi è da anni che lo diciamo. Gli articoli di questi due giorni di F. Fain ci dimostrano che la destra non aveva ragione – e ci ha attaccato su questo blog più volte – a parlare della crisi di Gorizia come crisi globale e internazionale. A 20 chilometri da noi, a Monfalcone, l'occupazione cresce, noi siamo fanalini di coda. Le ultime industrie sono state chiuse nell'indifferenza generale, le nuove non aprono per motivi oscuri. Gorizia non riesce a darsi una prospettiva, seppure minima, di sopravvivenza.

Eppure avevamo indicato, quando eravamo in consiglio comunale, diverse possibilità di rilancio turistico e culturale che sarebbero costate davvero poco, dal turismo scolastico, all'utilizzo dei valichi, al turismo ciclabile, alla spinta culturale forte su Gorizia che riflette sul Novecento.

Ma siccome non eravamo ammanicati con nessuno, nulla è stato fatto, nulla ci è stato chiesto. L'unica proposta “Gusti di Frontiera”, anche “E' storia” funestata da polemiche e da cortei di Casapound. E oggi la città sta perdendo l'occasione di essere centrale nelle celebrazioni della prima guerra mondiale. Finora solo iniziative sporadiche, che mancano di un'idea complessiva. Per il '16 ci aspettano (forse) i paracadutisti. Altroché destino cinico e baro, altroché poteri forti della finanza, qui vediamo il fallimento di una classe politica locale senza idee, senza voglia, senza entusiasmo. 
adg 

12 commenti:

  1. Nessun problema, cambierà tutto con il prossimo Sindaco: il dott. Collini!
    Finalmente un nome nuovo che emerge dalla società civile e senza alcun collegamento con il passato!!

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    1. Vien voglia di emigrare...

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  2. A Monfalcone c'e' Fincantieri...con un indotto titanico di mafie camorre e ndrine in ordine sparso...una e delle comesse recenti e piu' redditizie pare siano navi militari per il Qatar...

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    1. E qui abbiamo Il Mosaico con un fatturato in crescita. In sinergia con Caritas ...
      E poi il sottobosco di CL con uomini che occupano gangli vitali nel sistema pubblico.

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  3. Se la crescita di occupazione vuol dire contratti a tempo determinato, talvolta della durata di una settimana,paghe da fame, contributi non versati e tutele zero allora stiamo freschi.Se fossi un migrante in cerca di un futuro migliore comincerei a preoccuparmi. Prima o poi l'accoglienza finirà e tutta questa gente si troverà davanti allo spettro dello sfruttamento economico,e l'unica cosa che si potrà permettere saranno due o forse tre pasti al giorno in cambio di 10 o 12 ore di lavoro.Alle loro giuste recriminazioni si sentiranno rispondere: e cosa pretendi, pezzente, dopo tutto quello che abbiamo fatto e speso per farti venire qua vuoi anche mille euro al mese? Ci serviva mano d'opera a costo quasi zero,perciò zitto e lavora e pensa che qua almeno puoi permetterti di mangiare.

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    1. E se si incazzassero?

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    2. E chi dovrebbero essere quelli che lavorano? Gli afgani? Ma quando mai? Non scendono cosi' in basso da lavorare. Per la loro mentalita' solo I negri sono bestie da lavoro.

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    3. Se si incazzassero dovrebbero prendere i bagagli e tornare a casa loro,visto che da incazzati servono più là,dato che avrebbero un paese (il loro) da migliorare. Le rivoluzioni si fanno in casa propria.

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  4. E' inutile parlare solo di immigrazione. In altre province della regione i sindaci si sono mobilitati a fianco dei lavoratori per salvarne il posto. Qui nulla, le poche ditte che c'erano sono scomparse nell'indifferenza generale. Qui si parla della Pipistrel, la quale non aprirebbe perchè gli hanno rotto i vetri. Ma chi prendono per i fiocchi? Un investimento così non vine fatto perchè quattro ragazzotti, a loro avviso, gettano i sassi contro il vetro?

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  5. E poi ricordatelo fascio leghisti che Romoli è salvato dagli afgani, almeno gli consentono di fare il duro, perchè di suo ha fatto pochissimo, soprattutto negli ultimi disastrosi 5 anni. Almeno con loro puà difendere l'italianità del territorio

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  6. Ma il problema non sono gli afgani e i pakistani inetti boriosi, razzisti e segregazionisti ma coloro che li idolatrano.

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    1. A quanto pare visto le scene da far west ai giardini pubblici sembra che anche tra di loro ci siano dei problemi.Vuoi vedere che tra afghani e pakistani non scorre buon sangue? Nooo..impossibile loro sono bravi e buoni a prescindere,i razzistoni siamo noi. Le botte di ieri ai giardini e quelle continue al cara di Udine taciute dai media sono frutto di qualche provocatore fascioleghista travestito da profugo.

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