sabato 11 giugno 2016

Maschilismo assassino

Negli ultimi due anni il Friuli Venezia Giulia è stato teatro di numerosi episodi di inaudita violenza scatenata soprattutto contro le donne. E solo nell'ultima settimana si è assistito a due eventi - uno nel pordenonese l'altro nella zona triestina - legati tra loro dal movente, la gelosia incontrollata del maschio. Sono notizie terribili, che si aggiungono a decine di altre simili che occupano da tempo i media nazionali e internazionali. Stampa, radiotelevisione e internet offrono miriadi di chiavi di lettura, più o meno fondate. Che dire, se non l'impressione di un funesto progressivo ritorno a ciò che si pensava almeno offuscato: la pretesa di dominio del maschio sulla donna, l'incapacità di accettare e rispettare la fine di un rapporto non come un'umiliazione ma come esercizio della libertà di ogni persona, la legge del più fisicamente forte imposta con la violenza. In questo senso l'assassinio deliberato è soltanto la punta dell'iceberg di una pseudocultura maschilista che impregna ancora molti ambienti e che si esprime nel linguaggio, negli atteggiamenti, nella denigrazione, in piccole e grandi umiliazioni inferte spesso da un attore addirittura inconsapevole. Non c'è alcuna giustificazione possibile ed è indispensabile staccarsi da questa forma di sottocultura  attraverso l'educazione e la formazione, ma anche una costante vigilanza e richiamo anche sugli apparentemente innocenti linguaggi che in qualsiasi modo esprimano germi di maschilismo e di animalesco senso di superiorità.

3 commenti:

  1. Il fatto è che molti uomini non sono capaci di pianificare una via di fuga (o di uscita) da un rapporto sentimentale.Un sano pragmatismo ed un certo distacco (non menefreghismo) sarebbe utile per combattere le varie forme di gelosia morbosa.In poche parole ragionare sempre con la testa e chiudere subito un rapporto che non funziona più. Poi purtroppo ci sono sempre gli squilibrati, e con questi c'è poco da fare

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  2. Dice il Talmud: "State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime.
    La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai piedi perché dovesse essere pestata,
    non dalla testa per essere superiore ma dal fianco per essere uguale,
    un po' più in basso del braccio per essere protetta,
    e dal lato del cuore per essere amata!".
    S.S.

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  3. Davvero molto bello!

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