domenica 19 giugno 2016

Lectio magistralis

Da mesi il Maestro taceva, amareggiato perchè nel mondo non si era realizzata la legge dell'equilibrium rerum e lui, guardando quei visi scuri e quegli abiti stranieri ed ineleganti camminare in città, continuava a ripetere le sue formule magiche “oggi qui, ma domani là, tana:liberi tutti; un po' per uno non fa male a nessuno”, ma, anche se chiudeva gli occhi forte forte, li vedeva lì ancora a passeggiare, sgraziati, lungo il Corso. Ma ieri ha finalmente avuto l'occasione di dimostrare ai suoi sudditi quanto lo scavo interiore e la pratica della meditazione lo abbiano portato al cuore delle cose. Un ansioso giornalista gli ha comunicato che il tetto dello stabilimento Bagni era crollato, la zona transennata, i calcinacci per terra.”Ah, che triste - diceva il giovanotto  -perdere così pezzi della nostra città. Tutto rimane vuoto, immobile:l'ascensore, l'Istituto di Musica, l'areoporto dove andavo a correre, e adesso anche i bagni...”Il Maestro lo guardò con affetto: era giovane, non aveva capito il Sistema Gorizia dove tutto va in malora, ma se si fa finta di niente, se si minimizza, si accetta con più facilità la voluntas dei. Così dunque rispose il Maestro: “L'edificio comincia a risentire del peso degli anni e delle intemperie: purtroppo c'è poco da fare, possiamo solo mettere i cerotti” . Che sciocco a non averci pensato – disse tra sé e sé il giovanotto -  è la soluzione più ovvia e semplice e affrettò il passo verso la farmacia. 
adg



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