lunedì 30 maggio 2016

Una discussione imbarazzante

Riguardo all'ormai lunga discussione sulla "foiba mobile" di Rosazzo, sembra che le sempre più ricorrenti esternazioni di Luca Urizio abbiano suscitato imbarazzo anche tra i membri della Lega Nazionale. La sua appare sempre più infatti come la battaglia solitaria di un capitano che ha sbagliato la manovra e si è trovato assediato, abbandonato anche dagli scudieri che - vista la mal parata - se la sono data a gambe. Logica vorrebbe un'onorevole capitolazione: "ho sbagliato, chiedo scusa, non sono uno storico, non ho consultato le persone giuste..." Invece no, il signor Urizio ancora ieri pontifica sulle pagine del Piccolo dichiarando di avere in mano carte "presumibilmente" interessanti che però non può ancora mostrare perché le sta ancora cercando, riguardanti delle cavità che dovrebbero contenere tanti cadaveri ma che ancora non si sa bene dove siano e quindi non si possono esplorare. Dice poi che i morti non dovrebbero essere 800 ma molti di meno (e chi ha detto che potevano essere 800, se non lui?), anche se ne basterebbe uno per dimostrare le sue tesi. Riguardo al numero delle persone infoibate "si stanno incrociando i dati" (è un paio d'anni che si legge questa espressione), ma sono senz'altro tantissime, anche se non lo si può sapere perché le ricerche " richiederanno diversi anni". Nel frattempo non si possono cancellare i nomi scritti sul Lapidario perché occorre verificare i documenti per avere la certezza di non sbagliare (veramente i documenti di solito servono per inserire i nomi, non per toglierli, tanto più che la ricerca avviata anni fa da Isonzo Soča è stata ben supportata dall'opera di valenti storici). Insomma, un nugolo di contraddizioni, di "si dice" e "si presume" che se non fossero riferiti a una questione molto seria e dolorosa susciterebbero più ironia che imbarazzo e indignazione.
ab

6 commenti:

  1. Un vero renziano: occupare spazi e fare "botti" con l'intento di non affrontare argomenti problematici. La stampa offre ampia collaborazione.

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  2. La vicenda ha degli aspetti oscuri. Intanto perchè il Messaggero abbia dato spazio alle balle sulla foiba di Rosazzo contentente - a detta di Urizio - tra gli 800 e i 200 morti. Qualsiasi giornalista, minimamente documentato, avrebbe compreso che si trattava di una bufala colossale, sia per il posto, sia per il terreno, sia per il fatto eclatante che lo stesso Buttignon, che forse qualche storico in più a Trieste e a Udine lo conosce, lo ha scaricato subito. Ma il giornale: "avanti tutta!". L'argomentare di Urizio sembra uscito dai giornali dell'immediato secondo dopoguerra, un funambolo delle ide, un giocatore delle tre carte: prima cita dei fatti, accusando i partigiani garibaldini, poi, quando gli si dimostra che non sa quello che dice, afferma che parlava di lotte fratricide: Sì, ma proprio tra i partigiani che esalta,quelli osovani e badogliani, i veri italiani! Parla dei morti di Premariacco, che sono caduti tra il 43 e il 45 e quindi con le foibe non c'entrano nulla e dimentica che lì è morto pure un comandante partigiano. Insomma è un giocatore delle tre carte, che cerca di confondere le acque, parlando di minacce, pressioni, ma di chi? de che? Sul lapidario arriva a dire che non importa il numero dei morti, 300, 500, 800, l'importante è che siano morti. Insomma, dopo la fuori uscita di Buttignon e il silenzio assordante di Salimbeni, la missione si è rivelata un gigantesco flop. Ma la domanda è la seguente. Come mai non si chiede conto a Romoli della scelta politica ed economica che è stata alla base di tale infausta missione? Perchè il sindaco, che conosce bene lor signori, li paga con soldi pubblici per avvelenare il clima cittadino? Davanti all'inquietante silenzio, io una spiegazione l'avrei, sia sulla condiscendenza della stampa, sia sulla mancanza dell'opposizione . Urizio è un renziano ed evidentemente il suo partito non lo vuole scaricare e la stampa gli dà una credibilità che non si merita. Taccio sulle lettere inviate dall'ANPI e pubblicate con grande ritardo o su sollecitazione oppure, come nell'ultimo caso, sbagliate. E poi Boschi parla di partigiani ?! Grazie al suo partito a noi ci tocca difendere la serie A, B, C e la lega giovanile, perchè in questa città, tutti a cuccia, fino all prossima messa per la decima mas. adg

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    1. Evidentemente, se la lezione ci può servire, non si deve assolutamente dare spazio ai renziani ( che, comunque, ne hanno a dismisura). E nemmeno, aggiungo io, al PD, nazionale-regionale-locale, che li accoglie ed accredita.

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  3. Intervengo su quanto scritto da adg.
    I soldi del Comune (500 euro?) alla Lega Nazionale di Gorizia Romoli li può giustificare facilmente.
    Inquietante silenzio di chi?
    Quando si parla di questo Urizio come renziano e del PD io vorrei dichiarazioni del segretario provinciale o cittadino del partito, bisognerebbe che dicessero loro qualcosa in merito. E insistere su questo bisogno di chiarezza.
    Io dal PD ho avuto un'informazione su un possibile intervento di Buttignon su Isonzo Soca (sulla foiba di Rosazzo), perchè il Messaggero Veneto non voleva pubblicarglielo. Buttignon lo ha mandato e Isonzo Soca lo ha pubblicato, come lettera.
    La questione del Messaggero Veneto e della foiba di Rosazzo l'ho affrontata con un articolo sul numero 110 di Isonzo Soca. Questa parte della vicenda mi pare molto insidiosa. Perchè i giornali hanno un potere che è molto difficile mettere frontalmente in discussione (e difatti di solito non si fa). Vuol dire non condividere una presunta tradizione di "solidarietà" fra giornalisti. Per cui non si interviene se un giornalista fa cazzate, anche gravi, come questa del direttore del Messaggero Veneto Tommaso Cerno. Vuol dire anche, in questo caso per Isonzo Soca, infischiarsene delle possibilità di avere spazi o possibilità di intervento, in futuro, su quel giornale.
    Ma se Urizio è stato denunciato dall'Anpi e dalla figlia di Sasso, non ha colpe anche Cerno del Messaggero Veneto?
    Cominciamo a dire un po' tutto e con nomi e cognomi. La Boschi che parla dei partigiani non c'entra nulla in questo caso. Dario Stasi

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  4. Chiaramente una grande responsabilità a dare spazio a personaggi sconfessati dai loro stessi collaboratori la stampa le ha. Io personalmente ho visto che le lettere che scrivo come ANPI vengono pubblicate molto dopo l'invio, o come l'ultima volta, sbagliate. Non hanno messo la lettera inviata, ma hanno replicato quella precedente. Segnalato l'errore, tutto tace. Nomi e cognomi li abbiamo sempre fatti. Vogliamo parlare di Fondazione Coronini, Università popolare, ascensore al castello, celebrazioni della decima mas, lapidario? Qualcuno dell'opposizione si è mai fatto vivo cercando di coordinare gli interventi? Qualsiasi cosa si dica, l'atteggiamento della città è sempre lo stesso: il silenzio. Quando poi ci sono le elezioni tutti invocano l'unità del centro sinistra per battere la destra a cui non sono stati in grado di fare nulla. Bisogna purtroppo giungere alla conclusione che non c'è niente da fare. Qui è tutto fermo, immobile, statico, morto. Se Urizio rappresenta lo storico d'avanguardia del partito della nazione si accomodi, se il giornale vuole parlare di un milione di infoibati, lo faccia, se silenziano le persone che non la pensano come gli altri, pace. Qui i discorsi razionali, le prove, il buon senso non conta nulla. Evidentemente gli interessi, le famiglie, le amicizie, i banchi di scuola e i giochi all'oratorio servono di più. Ho sempre detto. Il nuovo sindaco deve essere orfano, vedovo, senza prole, con reddito sicuro e magari non goriziano. Destra o sinistra non conta

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    1. Non so se rientra nel curriculum anche il trascorso come direttore della sede regionale della RAI. Questo sembra essere attualmente il dato più importante, a garanzia del fatto che, comunque vada, nulla cambierà.

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