domenica 15 maggio 2016

La "foiba mobile" di Rosazzo e le "sparate" di Urizio

Salvare il soldato Urizio!
Dopo aver diffuso, con l'aiuto della stampa, le sue incredibili sparate sulla foiba di Corno di Rosazzo contenente tra i 200 e gli 800 morti, dopo avere spostato la ricerca nel raggio di una decina di chilometri, toccando Rosazzo, Manzano e Premariacco e inaugurando così il concetto di “foiba mobile”,  il presidente della Lega Nazionale denuncia la presenza di 60 scomparsi in quest'ultimo paese, Premariacco. Peccato che i morti non fossero 60 ma 42, deceduti in un arco di tempo di tre anni e non in seguito alla venuta dei titini che non hanno mai liberato la zona, che tre dei defunti fossero partigiani, uno dei tre insignito di medaglia d'oro e di laurea”honoris causa” dall'Università di Padova. Non solo, ma questi scomparsi sono già segnalati, nomi e cognomi, in un volume edito alla fine degli anni '80 dall'Istituto Friulano per la storia del movimento di Liberazione. Ennesimo tentativo di speculazione di Urizio, il quale ritiene che gonfiando muscoli e numeri le cose si modifichino secondo la sua ideologia. Ma non è così e dunque, inviperito e scosso dai risultati sempre più modesti (da 800 a 42!),  anche per l'abbandono di Ivan Buttignon, che lo ha accusato subito di diffondere documenti privi di contestualizzazione e ben noti agli storici già dalla metà degli anni '70, sbrocca senza limite sulla stampa parlando di intimidazioni da parte dell'ANPI, di 53 minacce di morte, di farneticazioni e di estremismi ai suoi danni.  Francamente mi pare che de te fabula narratur. Le denunce a Urizio certamente sono probabili, avendo indicato come colpevoli delle foibe che non ci sono due partigiani, Vanni e Sasso, che non c'erano nemmeno loro perchè a liberare Lubiana. Ma per quanto riguarda le farneticazioni che ci attribuisce forse esse si chiamano semplicemente libri, già scritti, già pubblicati e che Urizio, troppo impegnato a girare le sue carte, non conosce e non ha studiato. Di Buttignon e della lettera pubblicata sulla rivista Isonzo Soca mi occuperò successivamente. Ma qui ripeto il mio mantra cui nessuno risponde: perchè il Comune ha finanziato questa traballante missione? Perchè non si è affidato alle Università a cui tiene tanto e che non utilizza? Perchè, e questo è l'aspetto che più mi brucia, con i soldi anche miei devo pagare le missione dei “ricercatori”? Se Romoli giudica Urizio il De Felice de noarti, se lo pagasse di tasca sua.
adg

8 commenti:

  1. Si cerca di concentrare l'attenzione sul passato mentre il renzismo procede nello smantellamento dello stato sociale.

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  2. Ricordiamo che non c'è contraddizione perché Urizio e un renziano oltre essere Lega Nazionale.Questi sono da tutte le parti

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    1. A conferma di quanto sopra. Bisogna distrarre utilizzando ogni occasione; e, se non ce ne sono, le costruiamo .

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    2. Ma non a spese mie
      Paga Romoli o Renzi

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  3. L'Anpi di Gorizia e provincia non ha mai preso iniziative riguardo al lapidario del Parco della Rimembranza. Anche molti dirigenti del PCI a suo tempo non si opposero alla realizzazione del lapidario, pur tra le polemiche all'interno del partito. Era diffusa la sensazione che con quest'opera si sarebbe concluso o fortemente attenuato il risentimento della popolazione goriziana - in gran parte del centro città - verso i 40 giorni delle foibe.
    Le foibe e l'esodo sono il peso enorme con cui Gorizia ha dovuto fare i conti in questo lungo dopoguerra, sia come storia della città, sia come successiva vita politica, fortemente condizionata da quegli eventi. Più passa il tempo e più diventa evidente l'uso politico che le destre hanno fatto e continuano a fare di questa storia. Come appare chiaro dalla vicenda della "fossa/foiba" di Rosazzo.
    Diciamo che su queste vicende storiche non abbiamo certezze assolute. Tutto può essere successo, perchè la tragedia della seconda guerra mondiale è stata immensa. E non c'è solo l'olocausto e i crimini nazisti. Basterebbe allargare un po' lo sguardo e, solo per fare un esempio, mettere nel conto totale delle vittime i 12.000 domobranci in fuga verso l'Austria alla fine della guerra e restituiti dagli inglesi ai partigiani jugoslavi e da questi trucidati ("infoibati"). O i 3 milioni di tedeschi dei Sudeti espulsi dai loro territori in Cecoslovacchia, sempre dopo la guerra (dall'Istria gli italiani non furono ufficialmente espulsi).
    Allora continuare a ricordare questo nostro pur doloroso e pur pesante passato potrebbe aiutare a capire di più la tragedia immensa della guerra scatenata dai nazisti e dai fascisti. Ma agitare la nostra storia nel modo in cui l'hanno fatto i tre "ricercatori" in "missione" a Roma, la Lega nazionale di Gorizia, il Messaggero Veneto, e la destra goriziana in generale, è davvero ignobile e non più tollerabile.
    Si può comprendere l'Anpi di Gorizia e provincia, di non aver voluto riaprire ferite laceranti, sempre quelle. Ma è ormai evidente che con questi personaggi e queste destre non ci si può solo difendere, bisogna smascherarli, con la verità, anche con l'ammissione dei propri errori ma con la denuncia senza sconti della strumentalizzazione politica.
    Ora c'è questa opportunità. Isonzo Soča ha dimostrato che Ugo Scarpin, con il suo nome inciso sul lapidario al Parco della rimembranza, non è stato "infoibato" ma è ritornato dalla Jugoslavia con i militari sbarcati ad Ancona il 27.6.1947; Di Bartolomeo e Sancimino hanno verificato che 17 finanzieri con il loro nome inciso sul lapidario sono sbarcati ad Ancona nel 1946 e 1947. Quanti altri militari italiani (non finanzieri)con il loro nome inciso sul lapidario sono ritornati ad Ancona?
    L'Anpi dovrebbe finalmente fare questa verifica al porto di Ancona. Dario Stasi

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    1. Hai ragione.mettiamo insieme le forze perché è un lavoro duro

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  4. Si dovrebbe ricominciare a parlare selle stragi compiute dai repubblichini agli ordini delle SS naziste. Dei paesi bruciati e della popolazione civile trucidata o deportata dalle bande della decima mas al soldo dei nazisti (Mussolini dopo l'otto settembre contava meno del due di picche) e anche della deportazione nei campi di sterminio della comunità ebraica di Trieste e Gorizia Pensi che basterebbe ricordare dettagliatamente questi fatti per mettere a tacere una volta per tutte questa fogna maleodorante di revisionisti a pagamento.

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    1. Giusto.Faremo proprio così

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