lunedì 11 aprile 2016

Il bel cammino dei tre monti goriziani


Il coro Monte Sabotino, presso i rifugi del Sabotino

Una parte dei partecipanti, con gli attori del Kulturni dom,  a Solkan
Un gruppo di marciatori lascia la cima del Monte Santo

Il gruppo Komigo, da sin.: Robert Cotič, Nadia Šuligoj, Solange Deghenardt, Manuel Figelj, Andrej Pahor. Sotto, la regista Kristina Di Dio
Circa settanta persone hanno partecipato alla "camminata dei tre monti goriziani", impegnativo percorso di circa 25 chilometri e oltre 1500 metri complessivi di dislivello. L'iniziativa - promossa da Scussons e Circolo Mario Fain di Romans d'Isonzo, in collaborazione con il Kulturni dom nell'ambito del progetto Bunker 1915-1918, Associazione Iter Aquileiense e Forum per Gorizia - ha consentito ai partecipanti di raggiungere a piedi, una dopo l'altra, le vette dei monti Škabrjel/San Gabriele, Sveta Gora/Monte Santo e Sabotin/Sabotino. Si è voluto così da una parte assaporare la bellezza dei panorami offerti dai suggestivi sentieri che si dipanano nei boschi sovrastanti Solkan, dall'altra far memoria di quella che fu definita l'"inutile strage", la prima guerra mondiale che ha versato fiumi di sangue proprio su queste alture che per oltre un anno sono state "il fronte" per gli eserciti in conflitto. Per questo motivo la lunga camminata è stata occasione per meditare sugli eventi di cento anni fa attraverso dei brevi brani teatrali e dei canti appropriati. Sulla sella del Preval e sotto il ponte di Solkan, la compagnia Komigo del Kulturni dom di Gorizia ha eseguito due spettacoli autoprodotti, sulla base di documenti originali dell'epoca uniti in una singolare mescolanza tra comicità ed estrema serietà: il messaggio fortemente pacifista ha toccato il cuore di tutti i marciatori che hanno espresso il loro accordo con un lungo applauso. I due brani, letti in sloveno e italiano con l'accompagnamento della fisarmonica, sono stati anche motivo di apprezzamento della bellezza della multiculturalità che caratterizza il territorio goriziano. Presso i rifugi sloveni del Sabotino si è esibito invece il coro Monte Sabotino, con un toccante repertorio di canti e preghiere tradizionali, intrisi di malinconia e di memoria. Non tutti naturalmente hanno portato a termine l'intero percorso a piedi, un servizio di accompagnamento ha consentito anche ai più affaticati di essere presenti nei momenti di elaborazione artistica. Insomma, una bella giornata di immersione nella cultura, nella storia, nell'arte e nella natura, coniugando ancora una volta la bellezza della pace con l'orrore della guerra. Il prossimo appuntamento - dopo il profondo incontro con Pierluigi Di Piazza lo scorso martedì e il cammino dei tre monti goriziani - è previsto per il prossimo sabato, con una gita d'istruzione nelle retrovie del fronte dell'Isonzo, in particolare con un'immersione nelle sorprese della Val Trenta (vedi locandina nel lato destro del blog).
ab

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