venerdì 4 marzo 2016

No all'intervento in Libia!

No all'intervento in Libia, non così! La notizia della tragica morte dei due lavoratori italiani va di pari passo con l'annuncio della prossima missione degli agenti dei servizi segreti italiani nel martoriato Paese nordafricano. Il presidente del consiglio Renzi assume sempre più responsabilità e poteri, portando avanti una linea di governo sempre più distante dal Parlamento e dagli organi rappresentativi della Nazione. In questo caso "salta" il passaggio, anche perché probabilmente gli sarebbe difficile spiegare le vere motivazioni di un intervento militare in un'area incandescente, del quale ben pochi sembrano aver conosciuto modalità e obiettivi. Mentre per il momento la richiesta di verità riguardo al caso Giulio Regeni sembra cadere nel vuoto in Egitto e le contromisure nei confronti del già molto lodato Al-Sisi sono state assai tiepide, il premier italiano promette di scatenare l'inferno in Libia, sia pur sotto la forma di un'azione altamente specializzata (almeno, così sembra a sentire i "mandanti"...) nei conflitti ai tempi del terrore. Con quali conseguenze?

17 commenti:

  1. Non tange l'avvenire, partiamo dal presupposto che l'Italia (in realtà, l'Olimpo romano), ripudia la Costituzione......che poi dietro il fiorentino ci siano svariate ed importanti aziende presenti sul territorio libico, è solo una stranissima coincidenza.....

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    1. In effetti sarebbe meglio abbandonare del tutto la libia,altrimenti svariate ed importanti aziende francesi ed inglesi presenti sul territorio libico potrebbero incazzarsi sul serio,e allora altro che due ostaggi italiani uccisi, ci troveremmo mezza isis paracadutata sul nostro paese.

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    2. Credo si possa tranquillamente affermare che, L'Italia, considerato il peso politico e quello in armamenti, abbia il ruolo di emarginato nel branco delle "iene"...a patto di non rendersi utile al capobranco (vedasi Sigonella).

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  2. L'eni stipula cotratti energetici con l'egitto e fanno fuori regeni(colpa di al sisi,ovviamente.)Ditte italiane tentano di ricucire rapporti economici con quello che resta della libia del dopo Gheddafi e fanno fuori due ostaggi italiani... strane coincidenze.Nel frattempo i pseudo pacifisti di casa nostra inneggiano al neotafazzismo...Mah.

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  3. Non è questione di esser pacifisti o guerrafondai, abbiamo una Costituzione a cui ci dobbiamo attenere. Se lei trova una ragionevole e fondata motivazione al nostro intervento in Libia che non sia l'interesse economico/commerciale/politico lo esponga, la ascolto...

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    1. Secondo lei l'interesse economico/commerciale è cosa brutta sporca e cattiva?Gas petrolio e altre materie prime,visto che il nostre paese ne è quasi completamente privo da chi dovremmo aquistarle?Dai russi no perché ci dicono che sono cattivi,dalla libia no perché non sono più affari nostri.Ricordiamoci che Berlusconi è stato fatto saltare a causa dei contratti economici che voleva stipulare con Gheddafi,altro che per il bunga bunga.

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    2. Il mio commento iniziale nasceva e, si basava, sull'ipocrisia del nostro governo sul possibile"intervento" per pacificare l'area quando, è stranoto che stiamo tutti correndo in quel di Libia, esclusivamente per quegli interessi da me e da lei citati 10 miliardi solo l'Italia)....abbiamo almeno il coraggio di chiamarlo per quello che è, senza ventilare l'ipocrita azione umanitaria. Detto questo, l'interesse di cui sopra è da ritenersi brutto/sporco/cattivo ( pensiero personale) allorquando determina crisi/guerre, migliaia di morti e sfollati. Il fatto che lo sfruttamento estremo del pianeta, il consumismo imposto, lo schiavizzare economicamente interi popoli, lo stravolgere degli equilibri in varie aree economicamente interessanti, siano pratiche antiche e oramai diventate consuetudine, non le sdogana e non le santifica...riscaldar casuccia sulla pelle di altre persone non lo ritengo cosa buona, non crede?

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    3. Ma l Italia gia' faceva tutto cio' in accordo con la Libia. Un paese di 4 milioni di abitanti con un debito/pil pari a zero, e con a capo Geddafi.
      ah già un dittatore. Benissimo, l Italia adesso va e fa accordi con l Egitto, dove si occupa di petrolchimico da almeno 40 anni. Ma c'e il dittatore da abbattere,! E' una storia del secolo scorso, un copione gia' visto in Iran ai tempi di Mattei...
      Qualcuno non tollera che l Italia abbia un ruolo...e uccide. Alleandosi di volta in volta con ...
      Il prossimo giro, occhio alla Somalia. Il suo lo tra su da petrolio, ma un antico accordo imposto dagli Usa ne ostacola l'autonomia. Somaliland con capitale Argheisa di staccata e in di pendent e da Mogadiscio non riesce ad essere riconosciuto .
      perche?

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    4. Certo, ma siamo passati da accordi più o meno leciti, a destabilizzare sanguinosamente dei Paesi per interesse. Per quale motivo è esplosa la situazione in Siria? Per il suo sanguinario dittatore Assad o perché era stato siglato un accordo con Russia/Iraq/Siria per lo sfruttamento dei giacimenti di gas presenti? Pensare che dei Paesi possano diventare da importatori ad esportatori di carburanti, rendendosi praticamente autonomi sotto l'aspetto energetico ( Somalia compresa), ha reso molto nervoso il sistema già collaudato...ma potrebbe esser solo una mia fantasia.

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    5. In Somalia non c'e' nemmeno un dittatore da abbattere... E attenzione. Comincia il conto alla rovescia anche per alcuni paesi del golfo. Sono regimi! Vanno democratizzati! Come l' Iraq! Tutti quei satrapi oppressori vanno spazzati via! Ci pensiamo noi a liberare quei popoli e portare Verita' Liberta' Pace !

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    6. Si potrebbe riscaldar casuccia nostra anche non sulla pelle delle altre persone,solo che l'ingordigia di soldi e di potere da parte di corporations e multinazionali rasenta anzi supera la psicopatia preferendo scatenare guerre anche autodistruttive pur di non perdere potere.L'occidente con le sue masse lobotomizzate non può in alcun modo liberarsi da questo manipolo di pazzi con manie di onnipotenza.

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    7. Però se hai 500.000 euro a disposizione ti puoi sempre costruire una bella villa eco-chic completamente autonoma a livello energetico,permettendoti poi di pontificare contro i poveracci che usano ancora gas e legna per riscaldare la loro misera casuccia...che ovvove inquinatovi che vadano a vivere nelle caverne(e che lavorino per me)

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  4. Non sapete cosa dite viva l Italia che combatte e che si fa sentire nel mondo io sono con l esercito e speriamo che l Italia porti a termine una delle missioni più importanti dopo la seconda guerra mondiale DOBBIAMO FARCI SENTIRE

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    1. Calma e gesso.Bisogna prima chiedere il permesso a francia ed Inghilterra che a loro volta devono chiedere permesso a stati uniti,poi chiedere permesso alla ue che aspetta le disposizioni dalla turchia.

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    2. Mah, è probabile che tutte ste entità superiori, impietosite da quanto l'Italia frema (come dimostra l'anonimo commentatore) per piantare gli anfibi in Libia, si decidano per un 'armiamoci e partite'.

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  5. E ci terrei a dire che non vorrei essere insultato per aver espresso la mia opinione in un paese democratico

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    1. Pieno rispetto per il suo pensiero, almeno da parte mia, ma vorrei precisare che purtroppo, non andiamo in Libia per salvare quel Paese...ma per difendere interessi economici di multinazionali e, questo, non ci fa assolutamente onore....

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