giovedì 10 marzo 2016

Foiba dei misteri

Nella vicenda della cosiddetta foiba di Corno di Rosazzo molti elementi destano perplessità. In una zona così limitata il fatto che nessuno abbia parlato di un così drammatico eccidio di 200-800 persone appare incredibile. Anche le cifre sono a dir poco sbalorditive: un'oscillazione di 600 persone non è cosa da poco e un tale documento dovrebbe almeno essere confrontato con altri, collocato in un contesto, discusso con gli storici che di tale argomento trattano da anni e che mai nei loro libri hanno accennato ad un misfatto di tali proporzioni. Sono storici orientati a sinistra? Francamente non ci pare, conoscendo e rispettando le loro biografie. Ma su un altro aspetto vale la pena riflettere. 

Per Gorizia l'argomento foibe e deportazione è un tema sensibile, che risveglia dolori e rancori. Dunque, quando ne parla, l'amministrazione pubblica che deve rispettare le sofferenze e le sensibilità collettive, ne deve parlare a ragion veduta, consultando gli studiosi che si occupano da decenni della questione, oppure interpellando le istituzioni pubbliche, le Università o i centri di ricerca che su tali temi possono offrire garanzie di serietà. 

Non si capisce quindi perché il comune di Gorizia abbia sovvenzionato il viaggio di ricerca di un gruppetto di persone (il presidente della Lega nazionale e due giovani ricercatori in vari e contraddittori modi legati alla Lega Nazionale e oratori a convegni di Casapound). Se vuole fare chiarezza su tali problemi non è certo questo il modo migliore per farlo, né per spendere soldi pubblici.

 Auspicabile sarebbe il fatto che il consiglio comunale chiedesse conto di queste “missioni” di ricerca. Chi le ha permesse? Il consiglio ne è stato informato? Come e da chi sono stati valutati i titoli dei ricercatori? Sarebbe grave se l'ente pubblico avesse finanziato una bufala pagata da Pantalone.
adg

2 commenti:

  1. Oltre al supporto del Comune vi è stata anche la collaborazione dello staff del Pd, di Alessandro Maran...dire che lo storico Ivan Buttignon non sia orientato a sinistra ma legato alla lega e oratore ai convegni di casapound quando risulta iscritto all'ANPI? Qualcosa non torna...Auspicabile sarebbe non fomentare e riesumare dolori sopiti senza prove certe, ma nemmeno instillare la negazione a prescindere mettendo in discussione ogni minimo aspetto....facciamo chiarezza, da entrambe le parti e, senza metterci di mezzo le ideologie.

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  2. Oggi sul Messaggero c'è una curiosa affermazione del sig. Urizio sulla fossa di Corno di Rosazzo. Il presidente della Lega nazionale vuole chiedere all'assessore Torrenti di finanziare un' ulteriore missione alla Farnesina per acquisire nuovi documenti sulla fossa (che nessuna chiama più foiba, forse avendo capito la diversità del terreno) e aggiunge che però "ha bisogno di uno storico in grado di leggere le carte e condurci sulla strada giusta". Ma quando è andato a Roma non era accompagnato da due storici, che proprio a questo dovevano servire? Che fine hanno fatto? Perchè delle due l'una: o erano storici e allora non si capisce cosa deve chiedere a Torrenti o non erano storici e allora chi ha finanziato il sindaco Romoli per questa missione? Insomma è ora di fare chiarezza sulla vicenda che comunque è stata finanziata con soldi pubblici. Torno sulla domanda: quali erano i titoli e le competenze degli storici in questione? Con che criteri è stata affidata una missione di questo tipo? Sono domanda che i consiglieri comunali dovrebbero fare al sindaco, perchè Gorizia ha bisogno di serietà e rigore quando si trattano queste vicende e non di polveroni propagandistici, già conosciuti quando si è appurato, senza ombra di dubbio, che nomi di deportati messi sul Lapidario erano di persone vive e vegete. Questa non è ricerca storica: se qualcuno vuole strumentalizzare i drammi del confine orientale, lo può fare e ne risponerà nelle sedi opportune, ma un'amministrazione pubblica non può e non deve farlo. adg

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