venerdì 19 febbraio 2016

Il mistero della foiba ignota

Continua da giorni sui media ad essere trasmessa “la notizia” del ritrovamento della foiba di Corno di Rosazzo, ma la parola notizia deve opportunamente essere virgolettata. Infatti:
a) si parla di una foiba che non è stata aperta, i cui corpi non sono stati esumati ma si dice con certezza che si tratta di italiani anti titini e che le vittime sarebbero tra le 200 e le 800. Su quali fonti si basi questa affermazione non è affatto chiaro.
b) è incredibile pensare che se ci fosse una foiba di tale entità non se ne sia saputo niente in ambiente partigiano, nessuno ne abbia mai lontanamente parlato, tra i resistenti e i loro famigliari, né qualcuno delle vittime, parenti o famigliari ne abbia mai fatto cenno; strano anche perchè si parla di una zona limitata, di piccole comunità dove un fenomeno tanto massiccio avrebbe lasciato comunque un ricordo fortissimo.
c)  lo stesso Sergio Cionci di cui Andrea Romoli ha ricostruito la biografia e da lui definito “agente dei servizi segreti italiani” ha invitato alla cautela parlando di documenti che devono essere studiati e contestualizzati, analizzando le fonti e le intenzioni degli estensori. Se si analizzano i documenti della questura di Gorizia negli anni 20 e 30 sembra che il numero dei comunisti a Gorizia fosse molto elevato. In realtà le forze dell'ordine potevano “gonfiare” il numero degli avversari del regime per ottenere più risorse e più uomini per debellare un ribellismo che in realtà era più modesto di quanto descritto. Fare storia significa sottoporre a critica le fonti, non prenderle per buone tout court senza averle collocate in un contesto

d) un effetto però si è ottenuto: quello di indicare Vanni Padoan “Vanni” e Mario Fantini “Sasso” come i colpevoli di un fatto grave di cui non si sa però se, quando e come sia stato commesso. Proprio Vanni e Sasso, da tutti conosciuti come comandanti partigiani, quindi facilmente individuabili come colpevoli. Tra l'altro, essendo scomparsi, non è dato loro modo di difendersi, ma li si addita comunque davanti all'opinione pubblica come colpevoli. Colpevoli, appunto, “a prescindere”. 
adg

6 commenti:

  1. Generalmente chi rende edotto il mondo di una scoperta, fornisce indicazioni reali, concrete, prove....altrimenti parliamo di sole ipotesi e supposizioni, per non parlare di illazioni....alla stessa stregua chi risponde con ipotesi ( vedasi i possibili dati gonfiati da parte delle Questure o l'incredulità nel ritenerla possibile ) cade nello stesso errore....le ipotesi e supposizioni non creano e, non determinano la verità...

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  2. 200 oppure 800 morti..si va molto a stima a quanto pare,inoltre se esistono i registri anagrafici di quell'epoca si potrebbe risalire con esattezza ai nomi di queste presunte vittime.Si prega al più presto quelle persone che si dicono sicure della presenza di questa fantomatica foiba di presentare prove certe,altimenti si proceda al più presto al seppellimento delle sopracitate persone con un'abbondante vagonata di m...a

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  3. Hanno ribaltato ogni principio di correttezza etica, morale, giuridica, e storica. Oramai non esiste più la presunzione di innocenza ma di colpevolezza. Ma non permetteremo che si continui su questa strada. L'indignazione è elevata.mb

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  4. Forse sono gli ultimi sussulti di una certa destra legata indissolubilmente al facismo e ai cosiddetti"fasti"del ventennio,che l'incalzare inesorabile del tempo fa lentamente scomparire.Mussolini è morto,così come stalim,hitler,tito.La nostra epoca propone altri scontri e contrapposizioni e ormai anche il concetto di destra e sinistra va lentamente sfumando.

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  5. Sicuramente i tempi sono cambiati, ma conferenze sulle foibe, scoperta di fosse comuni in ogni parte di italia_ ne segnalano a bizzeffe anche in Toscana e Romagna- denigrazione della resistenza, sono utili ideologicamente per eleminare qualsiasi opposizione al pensiero dominante che dice in sostanza: "sono morti nei lager, sono morti nei gulag, sono morti nelle foibe, la morte è una livella, tutti sono vittime, mettiamoci una pietra sopra e andiamo avanti". Invece: non tutti i morti sono uguali, avere la consapevolezza di quanto è avvenuto ti aiuta a capire cosa succede oggi, a comprendere le diverse motivazioni politiche. Come diceva Umberto Eco, entriamo nella vita che il film è già cominciato, se non siamo scemi dobbiamo sforzarci di capirne l'inizio, altrimenti non capiamo niente neanche di quella parte di cui siamo spettatori.

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    1. Denigrare la resistenza equivale a giustificare l'invasione delle truppe naziste del nostro territorio dopo le disastrose disavventure del regime fascista che aveva portato il nostro paese in guerra.Riportare in auge in modo distorto questi avvenimenti mi da l'impressione di una campagna mediatica volta a convincere la popolazione che in fin dei conti l'italia e solo una colonia priva di ogni sovranità,e tale deve rimanere.

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