martedì 2 febbraio 2016

Alla ricerca della "città accogliente"

Una città accogliente. Questa potrebbe essere la sintesi della proposta politica che sarà discussa nella sede del Forum questa sera, dalle 18 alle 19.30. Sì, una città accogliente, accogliente per tutti. Prima di tutto per i residenti, che hanno il diritto di vedere le proprie piazze e le proprie strade trasformate in confortevoli luoghi di incontro e di socializzazione, rifiutando la logica dei progetti faraonici - primo fra tutti il pozzo senza fondo degli ascensori al castello - e accogliendo quella della tutela del bene e dei beni comuni. In particolare, accoglienza dei soggetti goriziani maggiormente in difficoltà, con la proposta di un welfare comunitario in grado di incentivare proficue collaborazioni fra realtà istituzionale, privato sociale e singoli cittadini: ognuno si deve sentire responsabile di tutti gli altri, in una rete di relazioni costruttive in grado di rispondere alle esigenze delle centinaia di famiglie che già adesso si rivolgono agli empori della Caritas e di altri soggetti assistenziali. Accoglienza nei confronti degli studenti universitari, che vengono da tutta Italia e dall'estero a frequentare le sedi accademiche: anch'essi possono e devono trovare spazi di realizzazione e di incontro, sentirsi letteralmente "a casa propria", come pure i lavoratori che per un motivo o per l'altro giungono a Gorizia. Certo, accoglienza anche dei turisti, in particolare di quelli che conoscono e cercano i molteplici segni del Novecento e di quelli che potrebbero essere attratti dal turismo slow, a piedi o in bicicletta, che dovrebbe essere incrementato dalla realizzazione di percorsi ciclabili e pedonabili intorno al bellissimo Isonzo, da sempre promessi e mai compiutamente realizzati.  E accoglienza anche di chi viene da lontano e cerca di fuggire dalla fame e dalla guerra, superando l'attuale incredibile situazione che ha portato decine di persone - piaccia o meno titolari di un diritto alla richiesta d'asilo sancito dalla Costituzione - a vivere per oltre un anno e mezzo in condizioni precarie, sostenute soltanto da un encomiabile volontariato locale. Accoglienza reciproca, infine, tra Gorizia e Nova Gorica, come pure tra le due città affiancate e i territori circostanti, da una parte le valli dell'Isonzo e del Vipacco, dall'altra la Provincia di Gorizia o ciò che resterà di essa e la Regione Friuli Venezia Giulia. Senza collaborazione fra tutti e discernimento degli obiettivi sostenibili, quella goriziana continuerà a essere una "politica delle lamentele", innalzate senza proposte alternative in occasione di ogni "taglio", in attesa di quello successivo. Su questi e altri temi sono invitati a confrontarsi oggi coloro che desiderano prepararsi per tempo alle amministrative del 2017. Non per parlare di candidati o di sedie da spartire, ma di una visione complessiva - a immediata e lunga distanza - del futuro delle nostre città.

7 commenti:

  1. Gorizia non è un enclave indipendente dal resto del paese,e di conseguenza ne patisce tutti i principali problemi.Mancanza di investimenti,aumento di disoccupazione e di conseguente indigenza,un regime fiscale di stampo medievale,classi politiche inette se non addirittura corrotte e criminalità organizzata che lentamente e subdolamente si sta insinuando nel tessuto sociale.Perchè Gorizia cambi deve cambiare prima di tutto l'Itala e l'Europa.Un sindaco di una piccola città come la nostra,che sia di destra o di sinistra,buono o cattivo ha comunque pochissimi poteri decisionali.I progetti costano,ovviamente se si rivelano inutili e controproducenti,si pagano ancor di più.Si può parlare di rilancio e conomico per giorni interi,ma alla fine bisogna far i conti con quanto si ha in cassa,e con l'invadente potere del governo centrale e con i suoi sodali insediati in regione.Nel caso le elezioni comunali saranno vinte dalle forze di opposizione ci sarà per loro l'opportunità di dimostrare la loro reale capacità di gestire una realtà complessa come la nostra.Staremo a vedere.

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  2. Tanto per fare sempre i primi della classe...

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  3. Qualcuno deve fare il lavoro sporco, meglio essere i primi che i somari dietro alla lavagna

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  4. Il guaio è che il lavoro sporco non lo fa nessuno, tanto meno i primi della classe!

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  5. Tranne quando il somaro ti chiede disperatamente di copiare, non se lo ricorda?

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  6. Qua il somaro non saprebbe da chi poter copiare...

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  7. Ben venga una folata primaverile che svegli questa cittadina, si spera soltanto che, se avverrà questa svolta, i deputati non dimostrino le "grandi" capacità riscontrate in quel di Roma......sarebbe come cadere dalla padella alla brace.

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