giovedì 14 gennaio 2016

Trasparenza, questa sconosciuta

Sulla questione della Trasparenza amministrativa il Forum per Gorizia sta suscitando un ampio dibattito in città. Particolarmente interessante è stato lo scambio epistolare con il Responsabile della Trasparenza del Comune di Gorizia, l'avvocato Piccoli, dal quale è tratto il seguente articolo pubblicato nell'edizione di ieri de Il Piccolo.
Nello scorso mese di dicembre abbiamo chiesto al Comune di Gorizia di sapere:
1)      Perché il Comune di Gorizia ha permesso che l’università Popolare utilizzasse un logo tanto simile al suo, da essere fuorviante e da suscitare l’impressione di una pubblicità ingannevole ?
2)      In quali modi si è verificato che si trattasse di un’associazione effettivamente “senza fini di lucro”, tale da giustificare la cifra contenuta chiesta per l’affitto dei locali ?
3)      Quanto ha pagato effettivamente l’associazione per l’affitto annuale ?
4)      Quali sono state le ricadute positive per la città di Gorizia ?
Ora riceviamo una lettera  del Responsabile della Trasparenza del Comune di Gorizia, avv. Stefano Piccoli, che  non solo nega  risposte alle nostre domande, ma nega addirittura che le nostre domande abbiano il diritto di avere una risposta. L’avv. Piccoli  sembra non avere grande  della legge 33/2013;  infatti a proposito dell’accesso alle informazioni  cita la  l.241/90  che “prevede la dimostrazione di un interesse concreto ed attuale a prendere conoscenza dei documenti richiesti “ e sembra dimenticare  l’art. 5, comma 2 della legge 33 che recita “ La richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione  quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente e non deve essere motivata “. Ma soprattutto sembra non aver colto lo spirito della  legge,  dal momento che pensa che la trasparenza  si esaurisca con  la pubblicazione sul sito di determinati dati. E sembra che non abbia ben presente neppure il “Programma triennale per la Trasparenza “ del Comune di Gorizia, che al primo capoverso recita : “La trasparenza delle pubbliche amministrazioni rappresenta un principio cardine dell’intera azione amministrativa, trovando ormai concreta affermazione nella sua definizione diaccessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.
E  la legge dice anche “Le pubbliche amministrazioni possono  disporre la pubblicazione nel proprio sito istituzionale di dati, informazioni e documenti  che non hanno l’obbligo di pubblicare ai sensi del presente decreto” ( art. 4, comma 3 ).
E ancora “La promozione di maggiori livelli di trasparenza costituisce un’area strategica di ogni amministrazione” ( art.10, comma 3).
E’ innegabile che la legge sulla trasparenza sia una legge dalla parte del cittadino, perché il suo spirito è quello di rendergli accessibili  i dati di tutte le pubbliche amministrazioni. Ma si tratta di un’innovazione profonda e sia il livello politico che quello  amministrativo non sono abituati  alla trasparenza, sono invece abituati a nascondersi  dietro un linguaggio legale o burocratico, sempre fumoso e volutamente poco comprensibile:  questo serve a mantenere le distanze con il cittadino  e a mantenere nelle mani di chi governa le informazioni e quindi  il potere.  I politici e gli amministratori pubblici non vogliono la trasparenza, applicano la legge al minimo indispensabile  e si difendono da qualsiasi atto ulteriore : già la scelta di un avvocato come Responsabile per la Trasparenza del Comune appare  come una scelta difensiva, perché questi potrà facilmente con i suoi argomenti trasformare in “pretese” le legittime richieste di informazione dei cittadini.
I cittadini  meritano che le persone che eleggono, insieme a quelle che lavorano nelle istituzioni, lo facciano alla luce del sole e siano disponibili  a dare qualsiasi informazione. La prima a guadagnare da questo nuovo rapporto sarà l’efficienza della stessa pubblica amministrazione, che sarà incoraggiata a gestire meglio i propri dati.
Ormai il principio della trasparenza totale esiste nella nostra legislazione : il sindaco smetta di nascondersi dietro cavilli e avvocati e dia le informazioni richieste. Sulla Fondazione Coronini e sull’Università Popolare. Così come su tutti gli altri temi che si proporranno.

10 commenti:

  1. Trasparenza talmente sconosciuta... che nessuno fa un commento

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  2. Silenzio assordante soprattutto dal vice capogruppo di Forza Italia in seno al Consiglio Regionale, il goriziano Ziberna e dal suo sodale, portaborse dello stesso partito in regione e capogruppo in Consiglio Comunale a Gorizia, Gentile. Solitamente molto presenti sulla stampa cittadina contro profughi, Caritas, volontari e sloveni. Su tutto il resto, a parte le "case di tolleranza", non hanno da dire proprio nulla, in particolare quando nella mala gestione e spreco di risorse della città, hanno diretta ed oggettiva responsabilità.

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  3. Se non si applica la trasparenza, mi sembra ovvio che ci sia qualcosa da nascondere.
    Messieur de Lapalisse.

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  4. Non mi pare che la domanda sia complicata. Diciamola terra terra. L'Università popolare ha pagato o no l'affitto già basso?
    Non ci vuole un avvocato per rispondere, basta guardare i bollettini.

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    1. e per il logo, chi ha dato il permesso di usare quello del comune ?

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  5. Ma che domandone difficili! Adesso devo consultare il codix latinorum e bizantinorum legis trasparentiae cosa che mi impegnerà per i prossimi due lustri.

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    1. Ma le domande non sono così difficili! 1) è normale che il responsabile per la trasparenza non conosca la legge sulla trasparenza ? 2) è normale che il responsabile per la trasparenza non conosca il programma triennale per la trasparenza del Comune di Gorizia ? perchè mai il sindaco non vuole rispondere a domande facili facili ? Non ci sarebbe neppure bisogno della legge sulla trasparenza. Tanto meno di nascondersi dietro di essa.

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    2. Le domande non sono difficili...sono le risposte che...

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  6. Codex, in latino è codex, gentile anonimo...

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    1. Ok. Codex.Ma a parte l'errore, qualcuno risponde o è immerso nella consultazione del codex?

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