venerdì 8 gennaio 2016

Prima delle parti politiche, l'etica della fraternità

L'errore sta nell'aver partitizzato la questione dell'accoglienza. In questo modo si è creata una perniciosa divisione fra la cosiddetta destra, schierata intorno al principio del "prima gli italiani" e la cosiddetta sinistra, dalla parte degli immigrati, da essa sostenuti, incoraggiati, addirittura "invitati a venire in Italia" (tra virgolette le parole di Romoli in un recente commento su facebook). Quindi, come avrebbe cantato Gaber, ricevere il profugo è di sinistra, aiutare il povero italiano è di destra.
Si è davvero arrivati a questo livello di sovrapposizione della politica amministrativa all'etica sociale? Il profugo e il povero sono persone, soggetti in quanto tali di diritti e di doveri. La fraternità, la libertà e l'uguaglianza sono i principi fondamentali di qualsiasi convivenza civile. A partire da essi non si può che affermare il dovere etico dell'agire sempre e comunque per il bene della persona. Perciò la questione dell'accoglienza non è immediatamente legata a uno schieramento partitico, bensì alla consapevolezza di appartenere alla medesima famiglia umana. Ciò significa che l'imperativo morale sia quello di considerare l'altro come un proprio simile, chiunque egli sia e in qualunque condizione si trovi. E' a questo punto che si innesta la scelta pratica, ovvero l'atto politico. Una volta ammesso che l'altro sia un fratello e che l'ideale da perseguire sia quello dell'accoglienza di tutti, occorre agire con realismo, intelligenza e creatività, cercando le strade migliori per affrontare, volta per volta, le situazioni di emergenza e quelle facilmente prevedibili. E' indispensabile quindi uscire dalla logica della contrapposizione fra sinistra e destra per riscoprire alla radice la solidarietà umana e per "uscire insieme dai problemi", come scritto nell'intramontabile Lettera a una professoressa della Scuola di Barbiana.

13 commenti:

  1. Bellissimo questo post. Centra esattamente la vera questione dell'accoglienza. Ma davvero vogliamo disumanizzarci fino a questo punto?

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    1. Bellissimo questo post
      Bruttissimo l'articolo di kovaz sul piccolo di oggi

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  2. Il guaio è che non siamo disposti a rinunciare a nulla di ciò che abbiamo e poi ci sono la paura e il rifiuto dello straniero, del diverso da noi. Persino l'invito di Papa Francesco alle parrocchie e ai conventi di ospitare un immigrato è caduto nel vuoto.
    Si dice che nei momenti di crisi ognuno pensa a sé e vede nell'altro un potenziale concorrente nella lotta per la sopravvivenza. Ma se il governo avesse destinato i famosi 80 Euro (pari a 10 miliardi complessivamente) ad alleviare il disagio sociale non sarebbe stato molto più proficuo sotto tutti i punti di vista?

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  3. In effetti siamo molto indietro riguardo all' accoglienza.Guardiamo i fatti di Colonia in Germania.Loro sono molto più avanti di noi.Ma è solo questione di tempo.Avanti tutta verso l'integrazione(la nostra ovviamente)

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  4. Molti testi della cultura classica parlano dell'accoglienza. E ci mancherebbe! Come avrebbero potuto approdare navi in difficoltà della flotta ateniese se non ci fosse stata la legge dell'ospitalità? Per quello il richiamo alle radici della cultura europea qualche piccolo particolare lo tralascia.Quindi accogliere è una tradizione occidentale che prescinde dalla politica e dalla religione.

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    1. Nella Grecia antica lo straniero era soprattutto una risorsa, i cui servizi erano necessari e spesso molto apprezzati e anche ricompensati. Ma l'atteggiamento mentale indirizzava sempre verso la difesa dell'identità. Sul piano istituzionale la concessione della cittadinanza era rarissima e, in genere, puramente onorifica. Pericle fece persino approvare una legge che limitava la cittadinanza ateniese ai figli di padre e madre cittadini, ponendo fine ai matrimoni misti.

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  5. Eh no, un conto è accogliere chi ha bisogno, un conto è accogliere chi si traveste da bisognoso per poi organizzare un invasione e una disintegrazione (il contrario di integrazione).
    anche la storia greca parla di ciò...il cavallo di Troia...secondo voi dopo la violenza etnica e di genere in Germania, quale sarà la prossima strategia? Naturalmente una strategia che userà come strumenti le nostre stesse leggi, alle quali giustamente non siamo disposti a rinunciare.
    Colpiranno in modo democratico, votando un partito islamico. Un movimento politico che verrà costruito abilmente senza mai uscire dalla legittimità. Gli islamici integralisti esistono e sono tra noi. Perchè non è più necessario essere immigrati per essere islamici integralisti. e con diritto di voto. Sono ormai moltissimi, in tutta Europa i 'pensatori integralisti' cittadini europei.
    La sharia è al di sopra di qualunque costituzione, nessun islamico integralista oserà mai essere blasfemo rinnegando che il corano sia al di sotto di qualunque legge degli uomini. Già i tribunali islamici paralleli e invisibili, in Europa mietono ogni anno migliaia di vittime. Le sentenze vanno dalla lapidazione allo stupro alla fustigazione alla decapitazione e vengono eseguite spesso all'estero. Dove sono questi tribunali? All'interno dei centri culturali islamici, che in quanto associazioni culturali con tanto di statuto, possono beneficiare dei fondi pubblici.
    Basta aspettare il bando di ripartizione e fare domanda. La pioggia cade anche li'.

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  6. Ma proprio non siamo capaci di volare un po' più alto? Dobbiamo sempre strisciare raso terra?

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    1. Purtroppo più si guarda da lontano l'Italia (e l'Europa) e più la descrizione di cui sopra è nitida. E non solo agli occhi degli italiani, ma anche a quelli degli stranieri, tra i quali molti islamici illuminati, che con rassegnazione hanno capito chiaramente che sta andando così.
      La invito ad avere più rispetto nei confronti di chi espone le proprie idee, non si tratta di strisciare rasoterra ma di essere realisti. Lo faccio per me e per la mia famiglia e sopratutto per i miei figli, che hanno un cognome arabo.
      Se lei vuole volare, nessuno la trattiene.

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    2. Um miliardo e mezzo di persone che credono in Allah, tutte cattive, infiltrate, sgozzanti? Non è statisticamente credibile

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    3. Non legge bene. Si parla di integralisti islamici. Lei che probabilmente non frequenta i paesi arabi o islamici, non ci vive e non ci lavora, sembra non comprenda bene di cosa si sta parlando.

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    4. Gli integralismi sono da respingere da ogni parte provengano

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    5. Sembra uno slogan del tipo 'non esistono più le mezze stagioni'.

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