venerdì 29 gennaio 2016

Domande a Irisacqua

I cittadini non possono scegliere i gestori dei servizi  di cui usufruiscono, ma deve essere loro riconosciuto il diritto di esprimere valutazioni sugli stessi.  E qui c’è una riflessione sui costi della “quota fissa”, una delle tre voci che compongono la tariffa dell’acqua. E per questi dati il cittadino deve ringraziare non il suo gestore, che questi dati non li ha mai distribuiti, ma associazioni indipendenti che gli permettono di fare utili confronti.
Anche la recente indagine sull’acqua di Federconsumatori conferma, come quella precedente di Cittadinanzattiva, che in provincia di Gorizia nella tariffa per l’acqua si paga la “quota fissa” più alta d’Italia; le altre due voci che compongono la tariffa sono “acquedotto” e “depurazione/fognatura”. Per la prima associazione l’importo della “quota fissa” è di € 89, mentre per la seconda è di € 99 :  probabilmente la differenza consiste nel fatto che l’IVA è compresa nei dati dell’indagine della seconda associazione e forse non lo è nell’indagine della prima.  Per rendersi conto di quanto la voce “quota fissa” sia  elevata in provincia di Gorizia, basta considerare che a Milano, la città in cui è più bassa a livello nazionale, è di  € 3,5  e che il suo valore medio in Italia è di € 28.
Il Presidente dell’Ato Gherghetta e il direttore di Irisacqua Lanari giustificano l’elevato costo della “quota fissa” con  la necessità di fare consistenti  investimenti sulla rete e al tempo stesso di attribuire benefici in bolletta alle famiglie disagiate e a quelle numerose. Sarebbe interessante conoscere quali sono questi investimenti, che molto probabilmente non riguardano la rete idrica, che fa registrare perdite per il 57%. Gorizia registra una percentuale di perdite tra le più elevate in Italia, dove c’è una dispersione media del 37%. Ma anche rispetto agli altri capoluoghi di regione Gorizia è quella che si trova nella situazione peggiore; a Trieste c’è una dispersione del 44%, a Udine del 13% e a Pordenone dell’11%.   E tutte le ultime tre città hanno registrato miglioramenti rispetto al 2007, Udine addirittura del  23% !! Mentre Gorizia rispetto al 2007 è peggiorata del 7%. 
Per quanto riguarda i benefici in bolletta per famiglie numerose e con Isee inferiore a € 7.200, Gorizia non è certo un caso isolato : in Italia nel 56% delle province i rispettivi enti  accordano le stesse agevolazioni. Tra queste c’è anche Udine, che con una “quota fissa” di € 23, fa pagare una tariffa media di € 207, contro una di € 291 a Gorizia.  I dati citati sono presi dal ” Dossier acqua 2015” di Cittadinanzattiva. 
Le parole si lasciano dire e anche scrivere, le cifre a volte raccontano un’altra storia, magari più aderente alla realtà.
Rosamaria Forzi

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