sabato 12 dicembre 2015

Il filo spinato strappa la coscienza di essere umani

La costruzione della barriera anti-uomo tra Slovenia e Croazia non pone soltanto questioni relative alle relazioni internazionali e alla sempre più fragile "tenuta" dell'Unione Europea davanti alla crescita numerica del fenomeno migratorio. Il respingimento di migliaia di persone che cercano di raggiungere quello che loro immaginano essere l'Eldorado solleva interrogativi morali di ampio respiro. Il più assillante riguarda la consueta presunta distinzione dichiarata tra chi sarebbe "a casa propria" e chi invece "ospite". Quale essere umano ha scelto di nascere proprio in questo periodo, nell'Occidente ricco, in quella specifica realtà? Da quale merito deriverebbe il diritto di nascere in Germania o Italia piuttosto che in Pakistan o in Sudan? Cosa significa vivere "a casa propria", se non stabilire che l'umanità possa essere divisa sulla base della ricchezza, dell'appartenenza culturale e sociale? Non è proprio questa la definizione del razzismo?
Questi interrogativi non tolgono la responsabilità politica agli Stati che devono in qualche modo farsi carico di un aumento improvviso della popolazione e di delicate problematiche riguardanti l'integrazione delle diversità. Tuttavia stabiliscono che l'unico punto di partenza coerente con la consapevolezza di appartenere alla stessa famiglia umana è il riconoscere che coloro che arrivano sono delle sorelle e dei fratelli e come tali - con tutte le difficoltà che ciò può comportare - devono essere trattati. Altrimenti non si può che stabilire una diversità di trattamento e di considerazione tra chi vive da una parte chi vive dall'altra. Triste storia quest'ultima, della quale si sono già viste le tragiche conseguenze.
ab

3 commenti:

  1. Queste persone sono state letteralmente buttate fuori a calci dal paese dovesi erano rifugiati.
    Quel paese, sotto i nostri occhi, sta sterminando decine di bambini facendoli appositamente affogare in mare.
    non c'è alcun motivo per il quale solo certi paesi (Italia, Giordania, Libano, questi ultimi piccoli e stremati) debbano accogliere mentre altri, ricchi e spaziosi, possono permettersi di uccidere sadicamente i bambini per fare dispetto, ricattare e avere soldi in cambio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione anonimo.Buon fine settimana a tutti...

      Elimina
    2. Giustissimo....quelle persone sono state letteralmente buttate fuori dal paese dove erano rifugiati,lasciati in mano alla mafia(turca)che li carica a forza su barconi che affondano dopo poche miglia causando la morte di centinaia di persone compresi moltissimi bambini.Cosa fa la democraticissima europa?Intanto finanzia con milioni di euro questo paese(diciamolo chiaramente che è la turchia)che probabilmente userà questi soldi per rifornire di armi i terroristi di daesh,in più rimprovera la grecia,paese ridotto allo stremo da bruxelles,di non saper gestire l'emergenza profughi sapendo che quasi non hanno da mangiare loro.Appoggiamo senza se e senza ma il regime criminale di erdogan solo perché è membro della nato,anzi la germania addirittura preme per la sua entrate nella ue.Ormai è un dato di fatto che i più grandi sostenitori politici e finanziari del terrorismo islamico sono i paesi occidentali poi abbiamo anche il coraggio di piangere lacrime da coccodrillo quando questi terroristi vanno in giro per l'europa a compiere massacri(false flag).Alla fine come sempre i cattivi restano assad(presidente di uno dei pochi stati islamici laici)e ovviamente la russia.Avanti così.

      Elimina