lunedì 16 novembre 2015

Una lettera al giornale (?) "Libero"

Due giovani hanno scritto alla redazione di "Libero". Grazie per la disponibilità a condividerla anche su questo blog.
Alla cortese attenzione della redazione di “Libero”.
Siamo degli studenti di ventidue anni rimasti profondamente scossi dagli eventi della sera del 13 Novembre a Parigi. Ciò che ci ha scossi è stata la volontà di colpire la quotidianità di persone civili e, fino a prova contraria, innocenti, andando a minare quel senso di sicurezza che ognuno si costruisce nella propria routine, sentendosi protetto dalle proprie abitudini: non sono stati colpiti centri politici o militari, ma luoghi di cultura e svago, nei quali ci saremmo potuti tranquillamente trovare noi.
Tuttavia, quello che più ci lascia perplessi è la scelta da parte di un quotidiano nazionale di cercare il sensazionalismo a tutti i costi, facendo leva sulla paura e sul comprensibile spaesamento davanti a queste tragedie, andando a fomentare razzismo e xenofobia senza il minimo rispetto né dei vostri lettori, nei quali state instillando odio e ignoranza, portandoli ad associare l’Islam all’ISIS piuttosto che i mussulmani ai terroristi e ad abbandonare ogni capacità critica, né delle vittime, che state privando di ogni dignità.
Per quanto riguarda gli avvenimenti di gennaio e dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, quello che lei critica è ciò di cui dovremmo andare fieri, cioè essere ancora in grado di interpretare i fatti e di filtrare le informazioni in maniera critica: nessuno ha “condannato” i vignettisti e da nessuna bocca (di quelle pensanti) è uscita la frase “se la sono cercata” come cerca di far intendere il vostro editoriale. Semplicemente, superata la spinta della “emotività di massa”, ci si è resi conto che no, noi non siamo Charlie. E allo stesso modo speriamo che voi vi rendiate conto che no, non sono gli islamici ad essere bastardi, al di là di qualsiasi patetico tentativo di recuperare un titolo irresponsabile e incosciente come quello che avete sbattuto in prima pagina quest’oggi.
Bisogna che vi rendiate conto che in nome della libertà di stampa e di pensiero non si può offendere un credo intero, fatto di persone come noi e voi, che condannano questi atti, a volte con più veemenza di quanto abbiamo il coraggio di fare noi. 
È stato scritto molto oggi ed altrettanto è stato gridato, a mo’ di propaganda elettorale e becero populismo, sui vari media ma possiamo tranquillamente prenderci le nostre responsabilità ed affermare che il fondo del barile è stato toccato e raschiato da voi. Perché da un quotidiano nazionale si deve pretendere, al di là del colore politico, prima di tutto l’umano rispetto e non le urla animali.
Un solo ed accorato pensiero: prendetevi la responsabilità di quello che scrivete e di fronte alla prossima tragedia, per favore, lasciate bianca la prima pagina.
Vincenzo Barbato, Agnese Costanzo.

7 commenti:

  1. Riguardo le vignette di hebdo,
    Francesco disse più o meno:
    "se tu offendi mia madre io ti do un pugno".
    Forse mi confondo, se mi sbaglio fatelo presente, senza problema
    P.S. forse era anche un monito per chi offende la relicione cristiana.
    saluti
    mauro

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  2. Peggio del titolo le spiegazioni semantiche del giorno dopo

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  3. corrige
    chiedo scusa:
    intendevo scrivere :
    religione cristiana:
    (dovuto alla fretta e al non rileggere)
    mauro

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    Risposte
    1. vero signor mauro, hebdo è stato estremamente offensivo nei confronti sia dei cristiani che dell islam. Quale fosse il fine ultimo,l' obiettivo finale costruttivo di tanta offensivita' non è dato sapere.
      Quale valore e quale arricchimento abbiano portato non è chiaro.Per riprendere le parole della lettera dei ragazzi:
      Bisogna che vi rendiate conto che in nome della libertà di stampa e di pensiero non si può offendere un credo intero, fatto di persone come noi e voi.

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    2. vero signor mauro, hebdo è stato estremamente offensivo nei confronti sia dei cristiani che dell islam. Quale fosse il fine ultimo,l' obiettivo finale costruttivo di tanta offensivita' non è dato sapere.
      Quale valore e quale arricchimento abbiano portato non è chiaro.Per riprendere le parole della lettera dei ragazzi:
      Bisogna che vi rendiate conto che in nome della libertà di stampa e di pensiero non si può offendere un credo intero, fatto di persone come noi e voi.

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    3. Grazie.
      Sia chiaro, comunque, NON giustifico cos'è successo dopo, assolutamente - anzi - ognuno è libero di scrivere ciò che pensa, possibilmente però a 360° e la satira NON deve essere prerogativa di una parte piuttosto che dell'altra.
      mauro

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    4. Vincenzo Barbato20 novembre 2015 11:36

      Sono uno degli autori della lettera. È vero quello che dice lei, ma mi conceda una precisazione: la satira deve provocare, non offendere. La distinzione è sottile e la redazione di Charlie Hebdo forse non ce l'aveva proprio chiara, è vero, ma da lì a dire che "se la sono cercata", il passo è grande.

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