mercoledì 11 novembre 2015

Situazione esplosiva, Romoli se non sa come fare, si dimetta!

E' oltre un anno che la situazione di Gorizia è fuori controllo e sono molti coloro che hanno evidenziato da lungo tempo l'inevitabile intensificarsi del fenomeno migratorio inerente ai richiedenti asilo. I quotidiani oggi parlano di un'emergenza ingestibile, con decine e decine di persone che giungono in città ogni giorno per espletare le pratiche di riconoscimento del loro status. Senza le parrocchie, la Caritas e il volontariato, la realtà sarebbe tragica. Invece, la buona volontà di molti ha reso finora possibile offrire quel minimo di assistenza che ha ridotto a un unico e tragico episodio il rischio di incidenti. L'amministrazione cittadina ha svelato la propria totale impotenza. Negli altri capoluoghi di provincia si sono tentate molte strade per rispondere alle più elementari necessità dei richiedenti asilo, a volte in modo soddisfacente a volte meno. A Gorizia niente di niente, solo l'affermazione ripetuta mille volte, "che vadano negli altri Comuni". Il Sindaco non più tardi di dieci giorni fa dichiarava trionfante che "la città è tornata civile", quando un centinaio di persone fu trasferito al Cara di Gradisca. Adesso che sono quasi duecento i fuori convenzione che dormono nelle stanze delle parrocchie o di nuovo sulle rive dell'Isonzo e nei parchi, i toni tristemente trionfalistici sono stati dimenticati. Perfino Romoli ha dovuto prendere atto che la gigantesca migrazione di persone che sta mettendo in ginocchio l'Unione Europea non dipende dalla tendopoli allestita dalla Provincia in via Brass, come aveva invece sostenuto fino a qualche giorno fa. Insomma, mentre la Slovenia pensa di chiudere i confini e la Germania vacilla contemplando le colonne di poveri che fuggono dalla guerra in Siria, il contesto goriziano pone sempre più assillanti e urgenti interrogativi, richiede immediate e oculate scelte autenticamente politiche. Qui non si tratta di destra o di sinistra, né di buonismo o cattivismo. Il sistema Gorizia non può in alcun modo reggere la rapidissima intensificazione delle presenze senza decisioni concrete, efficaci e sostenibili. Se il sindaco Romoli non si sente in grado di affrontare il più importante problema della città dal dopoguerra in qua, si dimetta subito, riconoscendo con umiltà la propria impotenza di fronte a un qualcosa che è troppo più grande delle sue capacità e potenzialità. Altrimenti cambi subito la sua prospettiva politica e dall'ottusa ipermiope posizione del "vadano altrove" passi a quella dell'accoglienza in città, sostenibile ormai solo a condizione di unirsi tutti - amministratori, politici, privato sociale, volontariato di Gorizia e di Nova Gorica - sotto la bandiera della solidarietà.
ab 

17 commenti:

  1. Bene.Allora devono dimettersi per ordine.Il premier sloveno quello austriaco poi quello croato,quello serbo,la cancelliera tedesca,il premier ungherese,quello ceco e poi quello slovacco,l'intero parlamento europeo ,visto che tutti questi non sono in grado minimamente di gestire l'emergenza migratoria(dimenticavo renzi,scusate)poi finalmente potremo chiedere di dimettersi anche a Romoli.Le faccio una domanda,Bellavite:lei sa cosa sia il senso del ridicolo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Invece io chiedo a lei, signor anonimo: ha già imparato a leggere? O il suo pregiudizio la rende incapace di comprendere ciò che è scritto?

      Elimina
  2. No non sei per nulla ridicolo Andrea Bellavite,anonimo lo è.Nasvidenje-mandi-ciao

    RispondiElimina
  3. Certi commenti si commentano da soli!!!

    RispondiElimina
  4. Collocandomi agli antipodi da Romoli, purtuttavia penso si debba onestamente riconoscere la totale cialtroneria delle autorità politiche europee. Giorgio M.

    RispondiElimina
  5. Se romoli ha chiesto ad alfano di bloccare il confine sul Brennero significa che afghani e pakistani arrivano dalla germania.In tutto questo lungo periodo di"veri" profughi di guerra,e mi riferisco di famiglie con bimbi donne ed anziani che fuggono da zone di combattimenti non s'è ne sono visti neanche uno.Pakistan e Afghanistan non sono zone di guerra,e i personaggi che arrivano qua non sono neanche dei perseguitati politici.Visto che ora arrivano dalla germania è pressoché certo che non abbiano nessun requisito per lo status di profughi.Probabilmente molti di loro hanno delle pendenze penali nei loro paesi,ma visto che la maggioranza di loro non possiede documenti o hanno documenti falsi che si sono procurati in turchia per qualche centinaio di dollari ,non si può verificare la loro identità tramite ambasciata.Inoltre secondo il trattato di dublino queste persone devono rimanere nel primo paese dove si sono fermate,perciò metterli su un treno e rispedirli in germania sarebbe un atto dovuto e perfettamente legale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la stessa cosa potrebbe dirlo la Germania....non essendo il primo paese in cui i profughi hanno messo piede....a meno che non sappiano volare.

      Elimina
  6. Considerazione personale.....la solidarietà dei pochi e l'indifferenza dei molti...a partire da quella Germania che in violazione delle direttive sui richiedenti la protezione internazionale, decide chi come e quando accogliere...quello stesso paese che, nella teoria, ha spalancato le porte dell'Europa, decide di ridurre il lasso temporale della sussidiaria e decide di negare il ricongiungimento familiare....solidarietà che cessa in tutta l'area nel momento in cui ci si trova ad avere i profughi in casa...quella mancanza di solidarietà tanto criticata ( giustamente) alla giunta Romoli, ma che, si deve imputare pure a tutte quelle giunte comunali della provincia isontina che si rifiutano di accogliere ( se non erro ben 19) a quella camera di commercio che nega l'area fiere per "motivi di sicurezza"...a quella giunta regionale che corsa dal potente ministro riesce soltanto a sussurrare "non siamo ancora in emergenza" e, ultimo ma principale colpevole in quanto deputato dalle norme all'accoglienza primaria, quel nostro governo che resta indifferente alla finestra, sperando (come tutti) che passino in fretta che...tanto, non vogliono mica restare in Italia....quanta gente che dovrebbe dimettersi....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Indubbiamente tanti sono i responsabili del'inefficienza. Ma Romoli ha sempre negato, accusato, si è sempre lamentato e ha messo a disposizione solo il capannone della Lancia, che non era neppure adatto allo scopo. Siccome la realtà chiede una certa energia per essere affrontata, Romoli e la giunta si sono ampiamente dimostrati incapaci di trovare qualsiasi situazione, limitandosi a dire sempre e solo no a qualsiasi proposta che non sia stata "via di qua", non ottenendo tra l'altro nessun risultato nemmeno a livello di non accoglienza. Come abbiamo sempre detto il sindaco scontenta destra e sinistra, dunque non si capisce perchè non interrompa il suo mandato il prima possibile.

      Elimina
    2. Vede io son pratico e non mi interessano le "bandiere"....tralasciando l'encomiabile lavoro dei volontari e delle forze dell'ordine che, credo siano oramai al limite...io considero responsabile in primis chi dirige la baracca ovvero...il Governo e poi a scendere..... siamo onesti, tante son le critiche alla giunta goriziana e pochi i buffetti ai restanti. Quanti sono i profughi gestiti a Gorizia e Gradisca il cui sindaco si lamenta dicendo che non possono sopportare da soli i numerosi profughi (al pari di romoli) e quanti a Grado? Monfalcone? Per quale motivo a stagione finita gli albergatori dell'isola d'oro si dimenano piangenti alla sola idea di accogliere? Si parla tanto di "destra" xenofoba ma, dove sono i "compagni"?....sa dove muore la nostra umanità? Nel nostro innato egoismo, tutto bene fino a quando non tocca a me....e concludo con un pensiero mio (o dicasi sensazione), trovo discutibile che si utilizzino le tragedie per far campagna.....

      Elimina
  7. Condivido quanto scritto, vi sono state una infinità di omissioni, che continuano, in modo intollerabile, a sussistere. La L. 328/2000 e la regionale (LR 6/2006), assegna, ad esempio, ai Comuni compiti di programmazione ed organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, necessari a garantire alle persone, anche se temporaneamente presenti sul territorio, diritti di cittadinanza sociale, qualità di vita, pari opportunità, non discriminazione, che possano ridurre le condizioni di bisogno e/o disagio individuale e familiare, di esclusione ed emarginazione, causate da difficoltà sociali, relazionali, socio-economiche. La normativa prevede, inoltre, che gli Enti locali realizzino detto sistema integrato anche con il concorso dei soggetti del terzo settore, della cooperazione sociale, dell’associazionismo di promozione sociale, del volontariato, di altri soggetti privati quali parte attiva della rete territoriale di risorse che possa consentire interventi di tutela e sostegno di singoli e famiglie. Ad Udine e Trieste qualche tentativo vi è stato, almeno le intenzioni ci sono state, ma a Gorizia una tristezza umana infinita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo anche in città con maggior territorio disponibile come Udine o Pordenone la situazione non è così felice...i profughi dormono per strada o nei parchi (lo stesso in quel di Trieste). Forse nelle intenzioni, come dice lei ma, i risultati non si discostano molto dalla realtà goriziana. Udine ad esempio, è a quota 700/800 circa, più o meno come Gorizia ( coinvolgendo Gradisca ) nonostante una possibile capacità di accoglienza decisamente superiore....Si aggiunga che gran parte degli ultimi arrivi nella nostra cittadina provengono in treno dall'Austria via Udine...nel piccolo della nostra regione si riscontra lo stesso atteggiamento delle Nazioni coinvolte dal flusso....che passino. La tristezza umana si estende oltre Gorizia e di molto....

      Elimina
    2. Si, ma ci sono differenze abissali con la situazione locale. Qui caritas è sola, senza il supporto di un'amministrazione comunale che non ha fatto nulla, se non cercare di ostacolare ogni azione possibile e avendo rapporti pessimi con i volontari. Ci ricordiamo di Hassek e le volontarie? I sindaci di Udine e Trieste hanno almeno cercato di fare. Romoli ha fatto solo l'ordinanza inutile e mai applicata. Per manifesta incapacità a comprendere la portata del problema e per conclamata incapacità di agire se ne dovrebbe andare a casa.

      Elimina
    3. Quali sarebbero le differenze tra chi non fa nulla e chi nega a prescindere l'accoglienza..... o chi sugli organi di stampa dichiara che il problema non esiste per poi chiedere l'intervento immediato dello Stato due giorni dopo..o chi dice di fare e poi lascia la situazione come prima? Io direi nessuna, cambiano le persone, le voci, i colori, i tempi...ma il risultato è sempre quello....mi ripeto, la colpa è troppo facile addossarla ad uno quando è di tutti....in quei tutti mi ci vedo pure io per il troppo poco fatto e per troppo poco che farò....

      Elimina
    4. Udine e Trieste, dove si dice che tanto è stato fatto, invocano l esercito! Alzano bandiera bianca!
      Gorizia invece...resiste. In positivo, intendo...grazie Ai volontari.
      E che dire di quel gnogno di assessore regionale e delle sue affermazioni?

      Elimina
    5. http://www.pandoratv.it/?p=4654
      Qualche notizia a riguardo dei profughi siriani,cose che la stampa nostrana evita accuratamente di dire.I russi stanno rompendo le uova nel paniere a parecchia gente,se vanno avanti così si rischia pericolosamente di restare senza risorse...pardon volevo dire senza profughi.Se la turchia,troverà un accordo con la russia accettando che assad rimanga al potere,bisognerà trasferire tutta la baracca di terroristi,mercenari e compagnia bella compreso masse di disperati in libia,di conseguenza la rotta balcanica si esaurirebbe in breve tempo.Conviene prendere più afghani e pakistani possibile e metterli in congelatore,potreste presto averne assoluto bisogno.

      Elimina
  8. a parte che assad non centra nulla con gli afgani, è sufficiente atendere l'arrivo, anche senza guerra, come già succede, di pakistani. il paese conta circa 200 milioni di persone, hai voglia quante risorse lucrative!
    Oppure, eventualmente di iraniani, circa 80 milioni.
    anche senza guerr, baracconi terooristici, mercenari ecc,,,, che ormai basta andare dal tabaccaio a prendere il bollino di richiedente asilo per pochi cent e raccontare che il babau ha mangiato il criceto del nonno e subito si ottiene lo status di rifugiato.

    RispondiElimina