lunedì 2 novembre 2015

Predappio e Gorizia

Il Presidente della cassa di Risparmio lamenta la mancanza di una cabina di regia per le celebrazioni della prima guerra mondiale? Per forza! Il nostro grande Maestro Uno e Trino, stanco di sentirsi sempre a rimorchio degli avvenimenti, ha deciso che questa volta agirà per primo, preparerà la città ai festeggiamenti della Terza Guerra Mondiale! Se lo dice papa Francesco che è in corso una guerra  strisciante, di cui un aspetto è l'immigrazione da nazioni devastate dalle politiche occidentali, sarà così, ha pensato il Maestro,  e dunque si è dato da fare per far conoscere Gorizia come città della NON accoglienza. Chiusa, egoista, provinciale, abbarbicata a idee di 70 anni fa, questa immagine della città ha fatto il giro d'Italia. Ne hanno parlato - questo è il miracolo- negli stessi termini giornalisti di destra, centro e sinistra, cattolici, islamici ed ebrei. Da Cazzullo, a Moni Ovadia, a Zoro a Segre, Milanesi e oggi, per ultimo, Pierangelo Buttafuoco su Il fatto quotidiano. Tutti parlano dei muri di Gorizia, della città divisa, della inerzia nel gestire le cose. A frotte migliaia di visitatori si presenteranno in città per vedere come siamo fatti, se usiamo filo spinato o armi per cacciare l'invasor e come difendiamo i nostri cigni. Solo oggi ho ricevuto quattro telefonate da reduci della RSI e militanti di ordine nero che mi chiedono numeri di agenzie immobiliari per prendersi un appartamentino in un luogo dove nulla è cambiato e si può ancora respirare una buona aria fatta di guerra, polvere da sparo, razzismo e camicie nere. Si aprano quindi negozi per turisti con vini etichettati con l'effige di  Benito, ma anche del Gaulaiter o di Pribke. Io ci metterei anche qualche colonnello, Franco e Salazar: dobbiamo pensare anche al turismo dal Mediterraneo. Insomma: Gorizia la vera Predappio d'Italia! Basta con le vecchie guerre mondiali che hanno annoiato tutti. Noi, capofila della terza! 
adg

1 commento: