sabato 17 ottobre 2015

Riflessioni importanti...

Con preghiera di diffusione

Roma 16/10/2016
La Campagna LasciateCIEntrare, con “Ospiti in Arrivo” (Udine)  e “Tenda per la Pace e i Diritti” (Gorizia), referenti sul territorio, ha visitato insieme alla Parlamentare M5S Laura Castelli, in data 10 ottobre, la cosiddetta “Jungle” sul fiume Isonzo dove fino a ieri “dimoravano” in tende recentemente fornite da un gruppo di scouts AGESCI locali  decine di migranti, assistiti esclusivamente da volontari e dalla Caritas che da oltre un anno cercano tamponare la negligenza delle Istituzioni, offrendo pasti caldi e raccogliendo vestiti e coperte che ciclicamente vengono sequestrati.
Si tratta di migranti provenienti dalla Balkan Route, molti dei quali obbligati a rilasciare le impronte in Ungheria  con la minaccia di essere altrimenti lasciati a marcire nelle carceri ungheresi e di essere altrimenti rinviati in Serbia o in Bulgaria dove, come di recente ha denunciato Amnesty International, la polizia usa la forza per ottenerne il rilascio.
Da oltre due anni il numero di persone, soprattutto di nazionalità’ pakistana e afgana, che raggiunge il Friuli Venezia Giulia attraversando i Balcani e’ in costante  aumento. Ciononostante, l’azione della Prefettura di Gorizia, teoricamente responsabile di garantire l’accoglienza a chi richiede asilo sul territorio, si e’ distinta per la sua inefficienza: da oltre un anno dura “l’emergenza” dei richiedenti asilo lasciati in strada per settimane.
A Gorizia, il 7 agosto 2015, e’ morto un ragazzo pakistano, Taimur, accampato insieme ad altre decine di persone sulle rive del fiume Isonzo, e’ morto per mancata accoglienza, nel silenzio assoluto dei media.  
Il 14 ottobre il livello del fiume Isonzo si e’ alzato in seguito alle piogge di questi giorni e improvvisamente la ‘questione jungle’ e’ tornata sotto i riflettori. Attivisti da Trieste e Udine, accompagnati da vigili del fuoco e dalle forze dell’ordine, hanno convinto le ultime persone accampate al fiume a spostarsi, nonostante fosse evidente la loro mancanza di fiducia in una possibile soluzione della questione. Timori assolutamente legittimi.
A sommarsi all’inefficienza della Prefettura vi e’ infatti l’atteggiamento apertamente respingente del Sindaco di Gorizia, Ettore Romoli,  che a dicembre, in pieno inverno, ha emanato un’ordinanza anti-bivacco (nota come ordinanza anti-profughi), per evitare che il centralissimo parco della città, dove altre decine di richiedenti asilo passano le notti all’addiaccio, diventasse la vetrina di una città respingente.
Il Comune di Gorizia non vuole i profughi in città, siano essi fuori accoglienza o sistemati in qualche struttura. Ieri, nuovamente, sono state proposte delle soluzioni dalla Provincia di Gorizia, soluzioni respinte dalla Prefettura, che ha preferito invece aprire nuovamente le porte del CIE di Gradisca, conosciuto come una delle strutture peggiori d’Italia.
Il CIE di Gradisca, chiuso dal novembre 2013, e’ stato ufficialmente riaperto, senza preavvisare nessuno degli enti locali (che si erano più volte dichiarati contrari ad un’eventuale conversione a CARA) il 10 gennaio scorso. Allora erano più di quaranta i richiedenti asilo in strada. L’allora Prefetto Zappalorto assicurò’ che si trattava di soluzione temporanea e che in pochi giorni si sarebbero trovate altre soluzioni.
Di fatto, il 10 ottobre abbiamo visitato un CIE parzialmente riconvertito a CARA, in cui da stasera ci sono piu’ di un centinaio di nuovi ospiti. Le porte del CIE sono aperte, nessuno e’ formalmente in stato di detenzione: ma la struttura  ha mantenuto le medesime caratteristiche repressive per cui era un tempo nota come ‘Guantanamo d’Italia’.
Il Sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, ha condannato pubblicamente la politica della Prefettura di Gorizia lamentando come nei giorni scorsi diversi enti (Provincia, Caritas, Medici Senza Frontiere) avessero prospettato soluzioni alternative all’allargamento del CIE che non sono pero’ state prese in considerazione. Enti locali, associazioni e attivisti condannano questa scelta: gli unici soddisfatti rimangono il Sindaco di Gorizia e,come ognuno ha avuto modo di comprendere recentemente, gli enti gestori che potranno beneficiare di ingenti risorse
In una regione che continua a venire propagandata come ‘modello’ dell’accoglienza diffusa, la conversione di un CIE a CARA racconta una storia diversa. Ancora una volta si preferisce la ‘comoda’ logica dei megacentri invece che investire nell’accoglienza diffusa, modello preferito dagli stessi enti locali. Ancora una volta si lascia che la situazione dei richiedenti asilo raggiunga la fase ‘critica’ per prendere decisioni-tampone che non soddisfano ne’ la societa’ ne’ la necessita’ di assicurare condizioni di vita dignitose ai migranti.
Ribadiamo che da anni la Campagna ed i territori denunciano come l’accoglienza nei mega centri debba essere eliminata a favore di un’equa distribuzione sui territori che favorisca l’inclusione e non la ghettizzazione o peggio il facile costituirsi di bacini di sfruttamento a discapito della dignità delle persone.

6 commenti:

  1. tutto giusto. Quello che non si capisce è perchè a Gorizia le decisioni del sindaco siano più inemendabili degli articoli della costituzione. Da dove romoli ricava tutto questo potere? Chi gli dà il permesso di spadoneggiare in tutta la provincia, continuando a raccontare balle su la città che ha dato tanto, quando lui non ha dato nulla e tutto quello che c'è è di caritas?chi gli consente di intervenire anche sui luoghi della chiesa e su questioni che la legge gli impone, come l'accoglienza dei minori non accompagnati? chi gli permette di sproloquiare dicendo che la città è dalla sua parte, quando Gorizia è infangata su tutti i massimi quotidiani e corrono qui da tutta italia per vedere come non si accoglie?

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  2. io penso che sareste disposti ad uccidere a mani nude gli afgani se questo servisse da strumento contro il sindaco.

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    1. Mamma mia, che yesman! non occorre uccidere, ma vincere democraticamente.

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    2. Certo, ma questi vogliono veder il sangue che cola, altro che democrazia! hanno bisogno del morto, che spesso e volentieri rievocano.
      Dei profughi e delle loro sofferenze non gliene importa nulla.

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    3. Dite a Romoli di cambiare spin doctor: l'immagine che dà è peggiore di Hannibal Lecter. Così scontenta sinistra, cattolici e buoni e lascia a bocca asciutta la destra, che morti non ne avrà di certo. A meno che una testa fine di casapound non si ferisca con un coltello da cucina mentre taglia il polmone per il gatto.

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