venerdì 16 ottobre 2015

Manifestazioni & manifestazioni

Pomeriggio di manifestazioni quello di ieri. Una, davanti alla Prefettura, ha raccolto una trentina di persone che hanno chiesto con insistenza una soluzione per i richiedenti asilo migliore di quella d'emergenza nel Cie/Cara di Gradisca d'Isonzo. L'altra, con una trentina di persone compresi "pezzi grossi" come il sindaco Romoli, il consigliere regionale Ziberna e l'assessore Del Sordi, i quali hanno espresso la loro soddisfazione per lo spostamento dei richiedenti da Gorizia alla struttura di Gradisca. Un dato rilevante è la scarsissima partecipazione dei cittadini, forse meno razzisti e più consapevoli della sofferenza altrui di quanto pensano i capi del centro destra goriziano, forse meno attivisti e più preoccupati della situazione di quanto vorrebbero i sostenitori dell'accoglienza senza se e senza ma. Si aggiungano i "distinguo" e le "prese di distanza" che caratterizzano il mondo del volontariato e in generale della sinistra e si ha una spiegazione della minima incidenza anche del sit-in in Piazza Vittoria.
Mentre le riflessioni sotto la statua di Sant'Ignazio sono state più o meno in linea con una posizione tenuta da tanto tempo con una certa coerenza, le dichiarazioni davanti alla Regione in Via Roma hanno dell'incredibile. Ziberna dice "dopo tutto quello che abbiamo fatto a Gorizia". Che cosa ha fatto concretamente l'amministrazione Romoli oltre che ribadire che "se ne devono andare"? "Gorizia ritorna a essere una città normale" - dichiara il Sindaco, senza neanche un minimo di ripensamento e di autocritica. Quasi duecento persone totalmente abbandonate a sé stesse da un anno e mezzo, "salvate" dall'Isonzo da un blitz della polizia a tempo scaduto, dopo notti all'addiaccio sotto la pioggia e i temporali. Siamo alle soglie dell'omissione di soccorso! E la soluzione del Cie/Cara di Gradisca? Era il punto a cui era arrivato il Prefetto precedente all'inizio dell'anno solare 2015, "in attesa di risposte urgenti da parte di Gorizia e del territorio". Dieci mesi dopo si è esattamente allo stesso punto di prima. E Romoli si dichiara molto felice, perché finalmente gli sono state tolte le castagne dal fuoco. E attacca tutti coloro che, per ammirevole intento umanitario, gliele hanno tolte nell'ultimo anno e mezzo, gli indifesi volontari anzitutto, poi i Medici senza Frontiere, senza contestare direttamente però la Caritas e la Chiesa diocesana, l'elettorato cattolico è molto sensibile ed è sempre meglio tenerselo buono.   
ab

4 commenti:

  1. La commissione territoriale (una delle decine sparse per l' Italia) che valuta le richieste d'asilo dovrebbe farlo entro 30 giorni. Impiega invece quasi due anni, lo stesso tempo di quando esisteva un unica commissione centrale a Roma.
    con quali esiti?
    Nessun afgano o pakistano viene riconoscuito rifugiato in base alla convenzione di Ginevra. Zero per cento.
    Raramente viene concessa la protezione sussidiaria, cioè il piano B.
    La maggiorparte dunque riceve un diniego, salvo una raccomanda zione alla questura per ilrilascio diuna protezione umanitaria.
    dunque, perchè perdere soldi e tempo inutile?
    sifaccia subito il rilascio della protezione umanitaria scavalcando la commissione e risparmiando tempo, soldi e disagi.

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  2. Parliamo un po' dell'elettorato cattolico,Per 50 anni con la DC,poi al momento giusto con Berlusconi,e in seguito nuovo atletico balzo sul carro di Renzi .Opportunismo,ipocrisia e finto buonismo,ecco le principali virtù dell'elettorato cattolico,che in certi casi non disdegna neanche mafiosi e corrotti basta che alla domenica vadano a messa.

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