mercoledì 14 ottobre 2015

E se Romoli puntasse a un maggiore consenso, sfruttando il disagio del momento?

Incredibile Romoli! Commenta la generosità dei "Medici senza frontiere" che sembrano orientati a risolvere la questione dei quasi duecento richiedenti asilo fuori convenzione portando degli alloggi provvisori nel cortile del centro san Giuseppe. Invece di congratularsi con loro e con quanti hanno cercato una soluzione al disagio pazzesco dei profughi costretti a vivere nei parchi sotto la pioggia incessante e dei cittadini goriziani giustamente preoccupati per l'immagine della città, il sindaco accusa. E sostiene di non capire chi favorisce la permanenza delle persone a Gorizia invece di garantire l'accoglienza diffusa negli altri Comuni. Ma insomma, al di là di quello che ognuno può pensare sull'argomento, questi duecento esseri umani ci sono e sono a Gorizia. Non è compito dei medici senza frontiere o dei volontari della Caritas convincere la politica ad attuare la diffusione dei richiedenti sul territorio regionale. Ma è senza alcun dubbio compito del Sindaco preoccuparsi della salute di tutti coloro che soggiornano - per un motivo o per l'altro - nel territorio del suo Comune. Se l'unica soluzione che in un anno e mezzo il centro (?) destra goriziano ha prospettato è "che se ne vadano da un'altra parte", Romoli abbia la compiacenza di lodare invece di vituperare chi tra l'altro gli toglie le castagne dal fuoco, dal momento che un possibile disastro umanitario non solo porterebbe una sofferenza immane a chi ancora è sensibile ai valori della solidarietà, ma anche deprimerebbe definitivamente l'immagine di Gorizia in tutta Europa. Una città che ha saputo accogliere decine di migliaia di ospiti nei giorni di Gusti di Frontiera (con tutto ciò che si è buttato via si potevano sfamare per anni decine di poveri!) si dimostra impotente di fronte a un manipolo di persone che dovrebbero essere tutelate - piaccia o non piaccia - dalla Convenzione di Ginevra e dal Dettato Costituzionale. E il sindaco, pur vantando grande esperienza politica, non è in grado neppure di far realizzare ai livelli istituzionali la sua unica proposta, quella dello spostamento in altri Comuni dei richiedenti asilo. Visto che lui sibillinamente ipotizza altri interessi dietro all'azione umanitaria, non è che al contrario proprio la sua inattività possa essere funzionale al mantenimento dello status quo, al fine di far crescere il disagio e di conseguenza il consenso "di pancia" da parte dei cittadini esasperati nei confronti suoi e di un'amministrazione che ha ridotto la città in uno stato di quasi completo abbandono?
ab

5 commenti:

  1. L'immagine di Gorizia è quella di una città in crisi economica, da cui i giovani fuggono, in cui i problemi non si risolvono, in cui si torna agli Anni '70 con gli scontri tra opposti estremismi. Se il sindaco avesse, senza troppo lamentarsi, risolto almeno in parte il problema di 100 persone, non avrebbe alimentato tensioni da un lato, da parte della gente che non vuole accogliere, e tensioni dall'altro lato, tra la gente che si vergogna di lasciare gente sotto la pioggia. Inoltre non avrebbe dato unì'immagine di città in preda al degrado come in modo diverso, hanno testimoniato Corriere e Repubblica. Romoli ha pure sbagliato ad andare da del debbio a parlare dei cigni ammazzati. il sindaco avrebbe bisogno di un esperto di comunicazione più bravo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma chi se frega dell'esperto in comunicazione di Romoli. ..è gorizia che sta andando a remengo

      Elimina
  2. Ora finalmente i ragazzi sono stati trasferiti.
    cosi' non saranno più oggetto di manipolazioni da parte di chi sussurrava loro di non allontanarsi da Gorizia per non perdere il turno in commissione e poterli avere sempre visibili e usandoli come armi 'contro'.
    Spero che ora possano stare al sicuro dai cattivi consiglieri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I cattivi consiglieri rispondono a logiche ed interessi economici che sarà difficile superare. Si predica bene e poi, tolti i volontari veri, si opera non sempre di conseguenza. Forse Romoli la pensa così (e non solo lui).

      Elimina