domenica 13 settembre 2015

Una storia lontana. Lontana? (2)

Secondo appuntamento con la storia lontana lontana vicina scritta da una novella Sherazade. La puntata precedente è stata pubblicata mercoledì 9 settembre.
Alla vista dei suoi sudditi, che si comportavano in modo tanto deprecabile,  il re si infuriò.  Aveva sempre creduto di essere in sintonia con loro e di anticipare e realizzare i loro pensieri. Ma quello che vedeva gli provocava una forte  delusione.  Ordinò che tutti tornassero nelle loro case e che gli uomini bianchi venissero prontamente allontanati. Tutti obbedirono, non ci furono proteste esplicite, ma si notò che in alcuni serpeggiava un certo malumore. Anche i viandanti bianchi furono dispersi, ma siccome non sapevano dove andare e, soprattutto, dove rifugiarsi per la notte, presto si radunarono di nuovo nel parco o sul greto del fiume.  I soldati se ne erano andati  e loro erano di nuovo liberi di stare insieme; stare  accanto a persone che venivano dallo stesso Paese e con le quali avevano affrontato le molte traversie del lungo viaggio li faceva stare meglio.  Potevano parlare la loro lingua, ricordare le vicende comuni  e magari  anche difendersi  in caso di qualche aggressione. In quella stagione dormire all’aperto su qualche panchina o a terra, dopotutto non era così terribile. E tutti speravano in un futuro migliore.

Il  re tornò a corte e convocò subito tutti i suoi ministri; voleva discutere con loro di questa novità, che a suo avviso stava sconvolgendo la tranquillità del suo regno (che, a dire il vero, era definita da più di qualcuno un po’ sonnacchiosa ).  Come al solito, erano tutti d’accordo con lui  :  era insopportabile  che  senza nessun preavviso fosse arrivata una moltitudine di persone, che, invece di scegliere uno dei molti alberghi presenti ovunque, decidesse di acquartierarsi nel parco o in riva al fiume. E poi il loro abbigliamento!  E tutti quanti con zaini, fagotti, sacchi di plastica! E per di più erano di razza bianca!   Veramente offrivano uno spettacolo sgradevole, che decisamente  risultava indecoroso per tutto il regno. Occorreva prendere subito qualche provvedimento. Dopo che tutti i presenti  ebbero espresso il loro parere, che naturalmente concordava con quello del re, chiese la parola il ministro dei lavori pubblici. Il sovrano lo guardò con simpatia; amava molto quel dignitario e si fidava di lui come di sé stesso. Gli diede subito la parola.  Il ministro dei lavori pubblici disse che innanzi tutto occorreva impedire ai nuovi venuti di sedersi sulle panchine e proponeva quindi di piantare su di esse dei chiodi rivolti verso l’alto. L’idea piacque subito al re, che   accettò la proposta e gli diede l’incarico di provvedere subito.  Ma la mattina seguente tutti videro che gli stranieri si trovavano nuovamente seduti sulle panchine. Che cosa era successo ?  Gli stranieri, ma anche i sudditi del regno  che volevano sedersi  per godersi il parco, avevano espiantato i chiodi, che si trovavano ora per terra o nei cestini dei rifiuti.  Il ministro dei lavori pubblici venne informato dell’accaduto.  Si immerse subito in una profonda riflessione e alla fine disse  che aveva la soluzione giusta. (2 Continua)
Sherazade

2 commenti:

  1. Stupidita', astio, perditempismo. Il vostro approccio è torbido.
    Perfidia, derisione, superbia, sono disvalori con I quali non si puo' Venire a parlare di solidarieta', pace, accoglienza, diritti umani e altri nobili concetti. Sembrate infidi. Non siete diplomatici. Avete fallito perche non avete un fine ultimo.Altri sarebbero riusciti, semplicemente, a dialogare e ottenere.
    Io preferisco la limpidita' comunicativa concisa e diretta di papa Francesco.

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  2. http://nexusedizioni.it/it/CT/il-dalai-lama-tutti-i-migranti-in-europa-impossibile-4861
    Incredibile!! Anche il dalai lama è diventato razzista!( considerando che pragmatismo,buon senso e intelligenza siano per qualcuno sinonimo si razzismo)Articolo sconsigliato ai talebani dell'accoglienza ad ogni costo.

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